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TAURIANOVA (RC), GIOVEDì 18 LUGLIO 2024

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Draghi, l’Italia segua l’esempio della Germania

Draghi, l’Italia segua l’esempio della Germania

| Il 03, Set 2010

‘Cautissimo ottimismo, ripresa si diffonde in Ue’

Draghi, l’Italia segua l’esempio della Germania

‘Cautissimo ottimismo, ripresa si diffonde in Ue’

 

SEUL – La ripresa mondiale ”restera’ con noi” e quella europea, che vede un divario fra il Nord e il Sud e del Vecchio Continente, si sta diffondendo anche fra i paesi meno veloci a ripartire

Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia e presidente del Financial Stability Board Mario Draghi.

Secondo Draghi “ci sono maggiori probabilità che questa ripresa non ci abbandoni”. E per l’Europa – dove “la crescita è più marcata al Nord che al Sud – l’impressione è di una ripresa “con basi più ampie e con segnali positivi sia sul fronte de consumi che degli investimenti”. Alcuni rischi – ha spiegato tuttavia Draghi che in Corea del Sud partecipa ad una conferenza organizzata dal Financial Stability Forum – restano in piedi. Gli elementi di rischiosità sono legati soprattutto alla rimozione delle misure di stimolo economico e alla fragilità dei mercati finanziari. La crescita, in particolare, è sostenuta soprattutto dal commercio mondiale e per l’Europa l’export è un elemento trainante. “Ci sono ancora mercati fragili” – ha proseguito il governatore – ma sul fronte europeo un elemento positivo è dato dalla bassa inflazione, “le cui aspettative sono ancorate al livello più basso degli ultimi cinque anni”.

ITALIA PER CRESCERE SEGUA ESEMPIO GERMANIA – Per crescere di più “l’Italia deve diventare produttiva e competitiva come la Germania”. Lo ha detto all’Ansa il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, impegnato a Seul in qualità di presidente del Financial Stability Board (Fsb) in una conferenza sulla riforma della finanza.

SU RIPRESA CAUTISSIMO OTTIMISMO- “Il mio è un giudizio di cautissimo ottimismo, con la consapevolezza dell’esistenza di rischi”. A dirlo, con riferimento alle prospettive di crescita dell’area euro, è il presidente del Financial Stability Board e governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. “La ripresa c’é: è una ripresa trainata dalla domanda mondiale e che comincia – ha osservato Draghi – ad essere sostenuta dalla crescita dei consumi e degli investimenti in Germania, ma è una crescita che nel resto di Eurolandia non è sostenuta ed equilibrata”. Le riforme varate da Berlino, ad esempio in materia di lavoro e fisco, hanno dato la spinta alla locomotica tedesca che è tornata a crescere a gran ritmo. “Il mio è un giudizio di cautissimo ottimismo, con la consapevolezza dell’esistenza di rischi”, ha aggiunto il governatore in merito, più in generale, alla crescita di Eurolandia. “La ripresa c’é: è una ripresa trainata dalla domanda mondiale, e che comincia – ha osservato ancora – a essere sostenuta dalla crescita dei consumi e degli investimenti in Germania, ma è una crescita che nel resto di Eurolandia non è sostenuta ed equilibrata. E’ fragile, esposta ai rischi che riguardano la domanda mondiale, in particolare, provenienti dall’economia Usa e da un possibile rallentamento della Cina”. Altri rischi sono, secondo il governatore, sono da individuare “nei mercati finanziari fragili, con la grande volatilità dei mercati azionari e degli spread che continuano a essere alti su alcuni Paesi di Eurolandia”. In altri termini, “é una ripresa differenziata, con la Germania che cresce molto, però la ripresa c’é”.

PASSERA, RIPRESA C’E’ MA IN EUROPA NON E’ SUFFICIENTE – Per Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, ”la ripresa c’e”’ ma ”forse questa ripresa in alcune parti del mondo come in Europa non e’ sufficiente e non sufficientemente diffusa”. ”Pero’ c’e’ e questo e’ importante”, ha il banchiere detto a margine del workshop Ambrosetti. Per
Passera ”cresce una buona parte del mondo, che e’ quella in via di sviluppo che ormai e’ tutta insieme un pezzo importante dell’economia globale e pareggia quasi quella americana che pur non crescendo tanto, comunque cresce”. Per quanto riguarda l’Europa ”ci sono Paesi che riescono a crescere di piu’ e Paesi che crescono di meno ed e’ giusto andare a vedere perche’ alcuni Paesi meglio di altri sanno approfittare del commercio internazionale e sanno saltare sopra la nuova fase di crescita. L’Italia – ha concluso – deve saper fare questo”.