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TAURIANOVA (RC), GIOVEDì 18 LUGLIO 2024

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Denise Galatà. Una vita spezzata, i sogni spezzati come una lama che affonda profondamente dentro l’anima Immenso il cordoglio nei social. La dirigente scolastica, “È il momento del dolore e del cordoglio. Arriverà il tempo delle risposte”. Intanto la procura ha disposto l’autopsia. Il ministro Valditara ha disposto di verificare se tutte le misure di sicurezza sono state adottate

Denise Galatà. Una vita spezzata, i sogni spezzati come una lama che affonda profondamente dentro l’anima Immenso il cordoglio nei social. La dirigente scolastica, “È il momento del dolore e del cordoglio. Arriverà il tempo delle risposte”. Intanto la procura ha disposto l’autopsia. Il ministro Valditara ha disposto di verificare se tutte le misure di sicurezza sono state adottate

Di GiLar

In queste ore stiamo leggendo di tutto, quando il dolore dovrebbe essere muto. Quel dolore che lacera il cuore e che penetra come una lama affilata dentro l’anima, facendoci sentire deboli, inermi, in una resa morale davanti al destino. Quel crudele fato che ha spezzato la vita di Denise Galatà, una giovane ragazza di appena 19 anni che amava la vita, amava la freschezza di una vita la quale aveva quel profumo di giovinezza all’odore di rose e violette nell’aria. Il suo viso dolce e fresco come sorgente di acqua viva. Quel viso bellissimo che abbiamo visto con un abito lungo, nella sua fresca e maestosa eleganza con lo sfondo quell’infinito meraviglioso qual è il mare.
Ma in quell’infinito lei non ha più la possibilità di affrontarlo, di percorrerlo, di amarlo e di amare la vita che ancora, tanta, aveva davanti. Ma la natura in quel maledetto giorno l’ha strappata dalla vita terrena ed è rimasto un corpo disperso in preda ad acque violente e ritrovato come un qualsiasi oggetto, un corpo morto senz’anima in balia di rocce e acqua.
Leggiamo che Denise suonava l’organo in chiesa, che voleva fare il medico, una vita piena di idee e progetti da realizzare. Una gita che doveva essere un divertimento praticando quello sport definito rafting, ha spezzato tutti i sogni.
Abbiamo seguito la vicenda insonni, carichi d’ansia, il petto batteva all’unisono con l’anima che vibrava di speranze, ci avevamo creduto fino alla fine e mai avremmo voluto leggere quelle poche righe striminzite in cui si leggeva che “è stato trovato il corpo senza vita”.
Noi non staremo qui a scrivere ricercando colpe, non è il nostro ruolo e non è il ruolo di nessuno se non quello della magistratura che aprendo un’inchiesta dovrà darci delle risposte, meritiamo delle risposte, le merita Denise, le merita quella famiglia semplice (come noi) che hanno perso una figlia e che non potranno più abbracciare né baciare e né salutarla più quando usciva per recarsi a scuola a Polistena in quel Liceo Linguistico. La dirigente della scuola scrive in un lungo passo “Arriverà il tempo delle risposte e quello dei chiarimenti, con piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine che stanno svolgendo le indagini”. E noi siamo d’accordo, come siamo d’accordo che oggi mentre è stata finanche disposta l’autopsia sul giovane corpo di Denise che “È il momento del dolore e del cordoglio”. Mentre il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha chiesto all’Usr (Ufficio scolastico regionale) Calabria di fare adeguati accertamenti per verificare che tutte le misure di sicurezza siano state adottate.
Molti sono stati gli attestati di cordoglio, dalle più alte cariche della Regione, alla città natale di Denise, Cinquefrondi, alla sua città attuale che era Rizziconi. Si “era”, perché questo maledetto verbo è un coltello che penetra sempre più a fondo quando si utilizza e che si utilizzerà sempre quando si parlerà di Denise.
Oggi ognuno sta dicendo la sua, lo stiamo facendo pure noi, lo fa l’operatore turistico e promotore dell’associazione Visit Papasidero che raggruppa molte delle attività sportive al Parco del Pollino Luca Oliva, “La morte di Denise è una tragedia che ci colpisce tutti. Ma sia chiaro: è stato un incidente”. Un incidente. Ma poteva essere evitato, visto che c’era anche da giorni un’allerta meteo di criticità gialla diramata dalla Protezione Civile? Ma anche lo stesso afferma “Solo quando l’allerta è arancione o, peggio ancora, rossa, ci fermiamo”, ma sconvolto per quanto è successo a Denise e alla sua famiglia. Sì, la sua famiglia quella che dovrà accompagnare la propria figlia nell’ultimo viaggio quando le verrà restituito il corpo perché non c’è cosa straziante e innaturale quando sono i genitori ad accompagnare i figli nel loro viaggio verso quel Dio dell’infinito.
Ma quello che oggi è vivo e lo sarà sempre come un marchio indelebile, un giorno che doveva essere raccontato come un momento di sano divertimento, ma che invece si è rivelato una tragedia che ci segnerà per sempre, segnerà la famiglia di Denise e segnerà anche noi perché tra i “perché” che ci faremo, Denise non c’è più se non tra i ricordi vivi di chi le ha voluto bene.
Anche noi ti vogliamo bene Denise!