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TAURIANOVA (RC), TUESDAY 27 OCTOBER 2020

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De Masi, Giordano e Talarico: Dove sono finite le zone franche urbane?

De Masi, Giordano e Talarico: Dove sono finite le zone franche urbane?

“Vogliamo ricordare – affermano De Masi, Giordano e Talarico – che l’istituzione delle zone franche urbane è stata prevista allo scopo di favorire lo sviluppo economico e sociale di aree degradate nelle città del Mezzogiorno

De Masi, Giordano e Talarico: Dove sono finite le zone franche urbane?

“Vogliamo ricordare – affermano De Masi, Giordano e Talarico – che l’istituzione delle zone franche urbane è stata prevista allo scopo di favorire lo sviluppo economico e sociale di aree degradate nelle città del Mezzogiorno

 

 

CATANZARO – Una mozione sulla “mancata attuazione della zona franca urbana, quale strumento irrinunciabile per il rilancio di aree caratterizzate da un’economia stagnante, mediante l’individuazione di benefici ed agevolazioni fiscali e previdenziali a favore di nuovi insediamenti produttivi” è stata presentata dal gruppo consiliare di Idv.

“Vogliamo ricordare – affermano De Masi, Giordano e Talarico – che l’istituzione delle zone franche urbane è stata prevista allo scopo di favorire lo sviluppo economico e sociale di aree degradate nelle città del Mezzogiorno ed  è stato istituito, nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, un apposito fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 per il cofinanziamento di programmi regionali di intervento nelle predette aree”. Ad avviso dei tre consiglieri regionali, “con delibera del Cipe del 30 gennaio 2008 sono stati individuati i criteri e gli indicatori per l’individuazione e la delimitazione delle zone franche e il Comitato interministeriale per la Programmazione economica ha stabilito i criteri di ripartizione delle risorse per ognuna delle aree proposte e individuate dai Comuni e approvate da Regioni e Ministero dello Sviluppo Economico e che, in ossequio a quanto stabilito dalla summenzionata delibera, sono state individuate 22 ZFU per le aree disagiate di 23 comuni italiani”. Spiegano De Masi, Giordano e Talarico: “La ripartizione delle risorse necessarie per incentivare l’economica prevedeva nella Regione Calabria a Crotone €. 4.856.770, a Lamezia Terme €. 4.759.927 e  Rossano €. 3.900.508 e in  un comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo Economico del 28 ottobre 2009 è stato annunciato dal Ministro Scajola il ‘via libera dal Governo Berlusconi alle 22 “Zone Franche Urbane” per favorire lo sviluppo economico e sociale dei quartieri urbani più deboli, con potenzialità di espansione inespressa, e per la creazione di nuovi posti di lavoro’ che avrebbero dovuto irrobustire ulteriormente l’impalcatura del Piano straordinario per il Sud, voluto dal Governo Berlusconi”. Pertanto, denunciano i consiglieri Idv, “le agevolazioni previste con l’istituzione della zona franca urbana sarebbero dovute diventare operative già dall’1 gennaio 2010 ma tali benefici sono, allo stato, rimasti irrealizzati anzi, si vuole evidenziare che, ai sensi l’art. 43 della manovra correttiva (decreto-legge n. 78, 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122) è stato previsto l’istituzione di zone a burocrazia zero nel Mezzogiorno”. Il gruppo consiliare Idv, con la mozione, “impegna la Giunta regionale a rappresentare, sul piano politico istituzionale, la netta e chiara espressione di contrarietà all’istituzione di zone a burocrazia zero nel Mezzogiorno anziché di zone franche urbane e ad assumere, di concerto con le amministrazioni locali interessate, le iniziative necessarie all’attuazione della zona franca urbana”.


 

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