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TAURIANOVA (RC), SABATO 20 LUGLIO 2024

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Casa An: in quattro pagine le motivazioni della richiesta di archiviazione

Casa An: in quattro pagine le motivazioni della richiesta di archiviazione

| Il 29, Ott 2010

Per la procura di Roma il valore dell’immobile nel tempo è triplicato

PAOLO MONTALTO

Casa An: in quattro pagine le motivazioni della richiesta di archiviazione

Per la procura di Roma il valore dell’immobile nel tempo è triplicato

 

PAOLO MONTALTO

Quattro pagine e venti punti. Questi i “numeri” del provvedimento con il quale la procura di Roma ricostruisce la vicenda della vendita della casa monegasca di An alla società off-shore ‘Printemps Ltd’ e motiva la richiesta al gip di archiviare le posizioni del Presidente della Camera Gianfranco Fini e del senatore Francesco Pontone. Entrambi indagati per concorso in truffa aggravata dopo la denuncia presentata due esponenti de La Destra e da quattro dirigenti del circolo di Domodossola dell’ormai sciolto partito.

Il contenuto del provvedimento è chiaro: il procuratore Giovanni Ferrara e il suo aggiunto Pierfilippo Laviani danno conto di quanto emerso dall’informativa della Guardia di finanza, dalle rogatorie attivate presso l’autorità giudiziaria di Montecarlo, dagli esiti delle audizioni di chi è stato convocato in procura come persone informata dei fatti e da un successivo supplemento di indagine svolto.

Le conclusioni sono già note: nella parte conclusiva della richiesta di archiviazione si legge che le indagini hanno “accertato la insussistenza di condotte fraudolente” in quanto “nessun artifizio e raggiro” è stato rilevato nell’”alienazione dell’immobile”. I magistrati spiegano, inoltre, che “l’inopportunità” dell’atto di vendita e “lo svantaggio economico per l’associazione attiene alla diligenza e responsabilità del mandatario ed è azionabile eventualmente nella competente sede civile, non trovando neanche applicazione l’ipotesi delittuosa dell’infedeltà patrimoniale”.

I VENTI PUNTI DELLA VICENDA CHE LA PROCURA DI ROMA UTILIZZERA’ NELLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE

1.        Il 28 maggio del 1999 la contessa Anna Maria Colleoni, degente presso la struttura sanitaria Colombus a Roma, affidava fiduciariamente il suo testamento olografo al notaio Giuseppa Spadaro.

2.        Il 12 giugno ’99 la Colleoni decedeva e il 21 giugno il notaio provvedeva alla pubblicazione del suo testamento;

3.        Nel testamento veniva nominato erede universale il partito An nella persona del suo presidente Gianfranco Fini come contributo ‘per la buona battaglia’;

4.        Il 28 giugno 2000, davanti al notaio Romano, il senatore Pontone, quale procuratore di An, dichiarava di accettare l’eredità con beneficio di inventario;

5.        Il 31 dicembre 2000 An appostava nel rendiconto finanziario l’appartamento di Montecarlo indicando il valore equivalente a 232mila euro come stimato il 22 novembre ’99 dalla Dotta Immobilier di Monaco;

6.        Il 26 luglio 2001 An depositava presso il tribunale di prima istanza di Monaco la richiesta di entrare in possesso dei beni provenienti dalla successione di Colleoni;

7.        Il primo agosto 2001 il tribunale di prima istanza ne riconosce il diritto;

8.        Il 12 novembre 2001 An presentava presso il Bureau de l’Enregistrement et du Timbre di Monaco copia della dichiarazione di successione, in cui venivano indicati i beni in territorio monegasco costituenti l’asse ereditario della Colleoni individuati in depositi bancari per 165mila franchi francesi, detenuti presso la Compagnie Monegasque de Banque e nell’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte, indicato, ai fini della tassa di successione per un valore corrispondente a 273mila euro, valore ritenuto congruo della Direzione dei Servizi Fiscali di Monaco;

9.        L’11 luglio 2008, con rogito notarile, An, tramite Pontone, su procura conferitagli da Fini, alienava, su disposizione di quest’ultimo che gli aveva indicato acquirente e prezzo di vendita, l’appartamento alla Printemps Ltd, società costituita a Santa Lucia, rappresentata da Bastian Anthoine Izelaar e James Walfenzao;

10.     Il prezzo della vendita di 300mila euro veniva versato in contanti dall’acquirente al notaio Aureglia che provvedeva a riversarlo ad An mediante bonifico bancario.

11.    Con comunicato stampa dell’agosto 2010, Fini dichiarava, tra l’altro, che ‘…nel 2008 Giancarlo Tulliani mi disse che, in base alle sue relazioni e conoscenze nel settore immobiliare di Montecarlo, una società era interessata ad acquistare l’appartamento, notoriamente abbandonato da anni’ e ‘verificato dagli uffici di An che l’offerta di acquisto era superiore al valore stimato (300mila euro rispetto ai 450milioni di lire) autorizzai il senatore Pontone alla vendita…”;

12.    Il 15 ottobre 2008 la Printemps rivendeva l’appartamento al prezzo di 330mila euro alla Timara Ltd (anch’essa società di Santa Lucia) che pagava in contanti;

13.    Nell’atto di vendita tra le società intervenivano Izelaar (per Printemps) e tale Susan Elizabeth Beach (per Timara);

14.    Il 30 gennaio 2009 la Timara cedeva in locazione a Tulliani l’appartamento per un periodo di 3 anni rinnovabile, fissando il canone annuo in 19200 euro, da pagarsi in rate trimestrali anticipate al domicilio del locatore o di suo delegato;

15.    Il contratto di locazione reca sotto le due diciture ‘locatore’ e ‘locatario’ due firme che appaiono identiche, così come quelle apposte sulla clausola integrativa con data 24 febbraio 2009, allegata al contratto;

16.    Il 30 luglio 2009 la Timara veniva autorizzata dal condominio ad effettuare lavori interni all’immobile;

17.    Il 3 novembre 2009 altra autorizzazione condominiale alla Timara per ulteriori lavori;

18.    Tulliani è risultato segnalato dall’intermediario Unicredit Banca di Roma per avere effettuato, nel periodo tra il 30 gennaio 2009 e il 3 novembre 2009, rimesse all’estero per 25mila euro il 23 febbraio 2009, per 25mila euro il 25 febbraio 209 e per 20mila il 4 marzo 2009, accreditate sul proprio conto corrente presso la Compagnie Monegasque de Banque, a Monaco;

19.    Il valore dell’immobile, secondo la Chambre Immobiliere Monegasque, è risultato essersi triplicato, nel periodo 1999-2008, sicche’ l’originario valore di 273mila euro, indicato nella denuncia di successione, sarebbe divenuto di 819mila euro, prima dei lavori di restauro completo, necessari atteso il concorde testimoniale sul punto, che ha evidenziato una situazione di grave abbandono, in cui si trovava la casa;

20.    La Dotta Immobilier ha inviato a Pontone c/o An il 17 aprile 2001 e il 3 febbraio 2003 richieste in ordine all’eventuale intenzione di An di alienare l’immobile, specificando di avere un cliente molto interessato, ma senza indicare alcun prezzo, richiesta rimaste inevasa da An. Pontone (che ha riferito anche di telefonate in merito) ha detto che ‘si trattava solo di richieste di informazioni generiche’ e che ‘fu risposto che non era intenzione del partito venderlo’.

redazione@approdonews.it