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TAURIANOVA (RC), SABATO 13 APRILE 2024

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Bufera sulle frange violente della polizia di Stato. Mattarella: “Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento”. Il centrodestra in imbarazzo. Piantedosi…glissa L'affondo del sindaco di Pisa, Michele Conti, del centrodestra, contro il ministro dell'interno per non aver saputo gestire l'ordine pubblico. «Non si può usare violenza per reprimere una manifestazione di ragazzi e ragazze delle superiori. Chiunque deve essere libero di manifestare il proprio pensiero»

Bufera sulle frange violente della polizia di Stato. Mattarella: “Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento”. Il centrodestra in imbarazzo. Piantedosi…glissa L'affondo del sindaco di Pisa, Michele Conti, del centrodestra, contro il ministro dell'interno per non aver saputo gestire l'ordine pubblico. «Non si può usare violenza per reprimere una manifestazione di ragazzi e ragazze delle superiori. Chiunque deve essere libero di manifestare il proprio pensiero»

I FATTI

«Il Presidente della Repubblica ha fatto presente al Ministro dell’Interno, trovandone condivisione, che l’autorevolezza delle Forze dell’Ordine non si misura sui manganelli ma sulla capacità di assicurare sicurezza tutelando, al contempo, la libertà di manifestare pubblicamente opinioni. Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento». È questo il severo monito che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto in una telefonata al ministro dell’interno Matteo Piantedosi all’indomani delle cariche della polizia contro gli studenti a Pisa: un’azione che ha scosso l’opinione pubblica portando nella serata di ieri a una manifestazione pacifica partecipata da migliaia di persone nella stessa città toscana. Un intervento estremamente inusuale da parte del Quirinale su vicende riguardanti la gestione dell’ordine pubblico. Una stoccata di Mattarella dettata probabilmente dalla pressoché assente reazione del governo Meloni (oggi la premier è impegnata a Kiev) dopo gli incidenti di piazza. Che però la maggioranza di centrodestra ha accolto col gelo. «Fratelli d’Italia difende le regole democratiche di convivenza che si basano sul diritto di manifestare e il dovere di farlo pacificamente e nel rispetto della legge. La sinistra che spalleggia i violenti è la causa dei disordini ai quali abbiamo assistito», è la dura replica del partito della premier.

La replica del vicepremier Antonio Tajani

Dal governo si leva invece la voce del ministro degli Esteri Antonio Tajani, confermato oggi segretario al congresso di Forza Italia. «Siamo garantisti e per questo diciamo che la responsabilità è individuale. Le forze dell’ordine non si toccano perché donne e uomini che ogni giorno rischiamo la pelle per quattro soldi, hanno famiglie che li aspettano e magari non tornano e sono tutti figli del popolo, non di radical chic», ha detto il vicepremier. «Questo non significa dire che chi sbaglia non deve essere sanzionato ma la responsabilità è sempre e comunque individuale: se 1, 2 o 3 hanno sbagliato non possono pagare in migliaia». Anche Tajani lascia intendere che le responsabilità stiano se mai dal lato di chi «provoca in continuazione» (i poliziotti, ndr). «Io ricordo con grande dignità quel carabiniere che in val di Susa immobile veniva insultato per 15 minuti da una ragazza dei centri sociali o un finanziere che subiva lo stesso trattamento da una no vax». Come a dire che nel lavoro ingrato di presidiare tesi cortei di piazza mantenere la calma e la pazienza è gesto eroico, e può accadere di perderle.

L’indagine

Sulle cariche di ieri è stato aperto un fascicolo d’indagine della procura di Pisa, affidato ai carabinieri. Al vaglio le immagini circolate già ieri sui social per capire se è stata proporzionata o meno l’entità della reazione da parte degli agenti sui manifestanti. La questura ha comunque depositato in procura, o sta per farlo, una dettagliata informativa all’autorità giudiziaria, corredata dai filmati girati sul campo dalla polizia scientifica. Lunedì il ministro Piantedosi incontrerà i sindacati. Sulla vicenda è intervenuto, con una lettera indirizzata al titolare del Viminale, anche il leader della Cgil, Maurizio Landini, esprimendo «disapprovazione e preoccupazione democratica».

L’attacco delle opposizioni contro Piantedosi

«Bisogna che Piantedosi venga finalmente a chiarire in Parlamento davanti al Paese e prendersi le sue responsabilità. Non possiamo più assistere a scene inaccettabili come quelle che abbiamo visto ieri, di manganellate sui minori, di minori trattenuti e immobilizzati a terra. Non è accettabile. Non è un episodio isolato. Abbiamo visto scene come queste a Firenze, a Napoli, a Bologna c’è un clima di repressione di cui abbiamo già chiesto la settimana scorsa conto al ministro Piantedosi. È necessario che venga a chiarire e a prendersi le sue responsabilità davanti al Parlamento», ha dichiarato oggi la segretaria del Pd, Elly Schlein. Il leader M5S Giuseppe Conte ha parlato invece di silenzio del governo. «Presidente Meloni, ancora una volta sei rimasta silente senza proferire parola, ignorando le violente manganellate che ieri hanno provato a silenziare i giovani scesi pacificamente per le strade di Pisa e Firenze», ha scritto sui social.
“Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento”.

L’Associazione Nazionale Docenti

L’Associazione Nazionale Docenti ringrazia il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e si riconosce in toto nelle sue parole.
L’Associazione Nazionale Docenti esprime gratitudine e si riconosce in tutto e per tutto nelle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che “ha fatto presente al Ministro dell’Interno, trovandone condivisione, che l’autorevolezza delle Forze dell’Ordine non si misura sui manganelli ma sulla capacità di assicurare sicurezza tutelando, al contempo, la libertà di manifestare pubblicamente opinioni. Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento”.
Un intervento più che mai necessario e opportuno alla luce dei gravi fatti verificatisi negli ultimi giorni durante alcune manifestazioni di studenti in varie città italiane. Episodi per i quali abbiamo provato forte preoccupazione in quanto riteniamo che il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero rappresenta il cuore della nostra tradizione democratica, fondata sulla Costituzione della Repubblica Italiana. Ciò deve avvenire sempre nel rispetto delle regole stabilite dalla legge e non può e non deve diventare un’occasione per innescare tensioni che degenerino in episodi di violenza a volte ingiustificate, eccessive e inaccettabili.
Le parole del Capo dello Stato chiariscono in modo inequivocabile che è necessario che da parte di tutti e in primo luogo delle forze dell’ordine, si faccia in modo che eventuali vandali o malintenzionati, vengano isolati e allontanati, in modo da tutelare il sacrosanto diritto di chi intende esprimere pubblicamente e nelle forme democratiche il proprio dissenso. A maggior ragione se i protagonisti sono giovani, a volte minorenni, che gridano il loro diritto di avere un futuro di pace e di giustizia, contro tutte le guerre. Di vivere in un mondo migliore.
Tutto ciò nella consapevolezza che la violenza genera violenza e che cittadini non educati ai valori democratici generano una società violenta in cui regna l’inciviltà.

DICHIARAZIONE MATTEO PIANTEDOSI MINISTRO DELL’INTERNO

Alla fine ha parlato. Dopo aver ricevuto la chiamata del Capo dello Stato Sergio Mattarella e aver concordato quel comunicato, duro e netto, dal Viminale («Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento») il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parla al Corriere della Sera. «Ho parlato con il Presidente. Condivido le sue parole come le condividono tutti i poliziotti. Tutti noi auspichiamo sempre che le manifestazioni pubbliche si svolgano pacificamente e senza incidenti. Fondamentale in tal senso è anche la collaborazione stessa dei manifestanti», dichiara il titolare del Viminale. «Vedere quelle immagini ha contrariato e amareggiato anche me. Quando si giunge al contatto fisico con i minorenni è in ogni caso doveroso svolgere ogni esame obiettivo su come siano andati i fatti. Ho chiesto di avere una dettagliata relazione sullo svolgimento degli eventi e su quale attività di mediazione sia stata sviluppata per prevenire quegli incidenti che non fanno bene né ai manifestanti né agli operatori che erano sul campo. E nemmeno a tutti noi».

IL SINDACO DI PISA MICHELE CONTI

Il sindaco di Pisa, Michele Conti, alla guida di una giunta di centrodestra con Fratelli d’Italia primo partito e la Lega terzo, attacca il metodo usato contro gli studenti della sua città. «Non si può usare violenza per reprimere una manifestazione di ragazzi e ragazze delle superiori. Chiunque deve essere libero di manifestare il proprio pensiero», spiega in un’intervista al Corriere della Sera. «Dai filmati che ho visionato – sottolinea- non sembrava una fiumana di pericolosi estremisti. Comunque ci saranno indagini e non sono io che deve dare giudizi ma i magistrati. Io dico soltanto una cosa: a me sembravano soltanto ragazzini, molti dei quali minorenni, che manifestavano le loro opinioni a volto scoperto». E il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per Conti «ha perfettamente ragione e lo ringrazio per la sua sensibilità e autorevolezza. Questi ragazzi anno appena trascorso gli anni terribili del Covid, sono stati costretti a stare in casa, a non frequentare la scuola, a dimenticare gli amici. Sono adolescenti e ci vuole tanta comprensione. E bisogna dare il buon esempio. Che non sono le manganellate. Non mi sembra ci fossero gravi problemi di ordine pubblico, si doveva agire diversamente».