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TAURIANOVA (RC), VENERDì 19 LUGLIO 2024

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“Basito dal silenzio assordante delle Istituzioni” Domenico Zito commenta amaramente il fallimento della Reggina Calcio - Guarda l'intervista

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Il fallimento della Reggina Calcio ha condotto nel baratro migliaia di appassionati del gioco del calcio. Delusione e senso d’impotenza accompagnano la mancata iscrizione della squadra reggina al Campionato di Lega Pro. A riassumere bene la vicenda del sodalizio amaranto è il tecnico taurianovese Domenico Zito, vice-campione d’Italia nella categoria Allievi alla guida della Reggina Calcio. Ecco il suo sfogo sul social network Facebook:

“La giornata di ieri è stata, per tutti noi innamorati della Reggina calcio, a dir poco drammatica. Ho sentito quasi tutti i miei giovani calciatori ed alcuni genitori piangere quando è stata data l’ufficialità della non iscrizione. Ho sentito qualche avvoltoio pronto ad approfittare dell’accaduto, ho sentito colleghi che si preoccupavano del proprio futuro; personalmente ho rivisto come in un rewind 11 anni di emozioni straordinarie che solo una grande famiglia può regalarti, malgrado ciò nei momenti drammatici bisogna essere umili e razionali ed analizzare il tutto in maniera corretta. Con la fine della Reggina (ieri è stata solo ratificata, ma è finita da più di un anno), abbiamo perso tutti, nessuno escluso. Trovare il colpevole è sin troppo facile, ma non si arriva al capolinea per colpa di una sola persona, in tanti hanno contribuito a scrivere la parola fine. Il presidente non aveva più la lucidità mentale per fare scelte corrette, ma nessuno l’ha aiutato a non commettere errori su errori, nessuno per le proprie competenze è riuscito a far invertire la rotta che portava chiaramente alla deriva. Ho usato il termine COMPETENZA perché ritengo che il problema sia stato proprio quello, nei momenti di difficoltà economiche la differenza la può fare sola la capacità di saper scegliere e su questo la Reggina ha sancito la propria fine compiendo scelte di natura tecnica scellerate che hanno portato prima ad una lunga agonia, poi alla fine. In questi anni ho potuto constatare che Reggio è una città splendida che ha delle potenzialità inimmaginabili, ma spesso riesce a farsi male da sola, nel caso specifico forse non si è capito l’importanza sociale della realtà Reggina calcio che al proprio interno dava la possibilità ad oltre 250 ragazzi di usufruire delle proprie strutture creando momenti di confronto ed aggregazione ad una generazione che vive momenti di enorme difficoltà, trasferendo loro, valori morali importanti, contribuendo alla formazione prima dell’uomo e poi del calciatore. Mi lascia basito il silenzio “assordante delle istituzioni locali” (provincia esclusa) che forse hanno preferito aspettare il cadavere di qualche nemico per consumare la propria vendetta politica. Infine un pensiero ai ragazzi degli allievi vice campioni d’Italia che ho avuto la fortuna di essere il loro istruttore: vi auguro ogni bene questo per voi come per il sottoscritto è un momento di smarrimento, di difficoltà che si supera rimanendo uniti aiutandosi a vicenda. Ricordatevi le parole che usavamo nello spogliatoio, l’unione fa la forza, da soli sarà dura per tutti, insieme sarà tutto più facile, il futuro vi sorriderà perché siete abituati a lottare tutti per un obbiettivo comune.
P.S. Tranne qualche solito noto, vanno ringraziate le varie componenti mediatiche della città di Reggio che hanno cercato in tutti i modi di essere d’aiuto alla causa Reggina”.