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TAURIANOVA (RC), SABATO 22 GIUGNO 2024

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Aggredito un medico all’ospedale di Reggio Calabria

| Il 02, Lug 2012

Da un gruppo di persone

di Silvio Maragucci

Aggredito un medico all’ospedale di Reggio Calabria

Da un gruppo di persone

 

 

Un medico è stato picchiato da un gruppo di persone. Cause ancora da accertare.

Nei giorni scorsi, presso gli ospedali “Riuniti”di Reggio Calabria, si è registrato l’ennesimo episodio di violenza nei confronti dei medici del pronto soccorso.

Vittima dell’aggressione un medico degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Ancora poco chiare le motivazioni che hanno spinto un gruppo di persone, presumibilmente parenti di un paziente, a picchiare con violenza il malcapitato, procurandogli più di una frattura delle costole e diverse contusioni. A nulla è servito l’intervento della guardia preposta al controllo dell’ingresso del nosocomio, tanto ed incontrollata era la furia degli aggressori.

Come d’obbligo, allertate le forze dell’ordine, la procura reggina sta già procedendo a chiarire la vicenda ed evidenziare le varie responsabilità dei protagonisti dell’accaduto.

Fatto gravissimo che ha suscitato l’indignazione di più categorie, nello specifico non tarda a rispondere il Dottor Pasquale Veneziano, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Reggio Calabria.

” Il medico si deve occupare in primo luogo del malato- tuona Veneziano- il paziente è il suo primo e forse unico pensiero e punto di riferimento, le delucidazioni ai familiari costituiscono un complemento alla sua opera. Non è concepibile che, in una società civile, il medico, sul posto di lavoro, debba pensare a difendere la propria incolumità fisica. La violenza di questo episodio- continua il Dott. Veneziano-  ed i motivi che sembrerebbero esserne alla base, quindi, non possono lasciare spazio a nessun altro tipo di interpretazione se non alla condanna nei confronti degli aggressori ed all’apertura di una seria riflessione da parte delle istituzioni e di tutta la società civile”. In conclusione dichiara : “Auspichiamo di non ritrovarci più a constatare e commentare siffatti avvenimenti ma, soprattutto, ci auguriamo che si prenda finalmente coscienza della delicatezza e dell’importanza del servizio svolto da ogni medico sul posto di lavoro finalizzato esclusivamente alla salute del paziente; un servizio nei confronti del quale tutti sono chiamati a prestare il massimo rispetto”

Il grave episodio impone alcune riflessioni: la necessità ineludibile che il pronto soccorso, ove ogni giorno affluiscono almeno 300 persone, deve essere adeguatamente potenziato con uomini e mezzi. Vi è da aggiungere che molte urgenze affluiscono al P.S. dell’Azienda anche da strutture periferiche. Nessuno vuole elevare barriere o protezionismi, ma è necessario verificare le reali condizioni in cui lavorano gli altri Ospedali.

Silvio Maragucci.