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TAURIANOVA (RC), SABATO 16 OTTOBRE 2021

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Ma un encomio ai medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario dell’Usca di Taurianova? Dall’inizio della pandemia dove ci fu il primo lockdown all’inizio del 2020 ad oggi, sono sempre in prima linea al servizio dei cittadini

Ma un encomio ai medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario dell’Usca di Taurianova? Dall’inizio della pandemia dove ci fu il primo lockdown all’inizio del 2020 ad oggi, sono sempre in prima linea al servizio dei cittadini

Se come dice un proverbio africano che “una mano sola non riesce a legare un pacchetto”, dovremmo riflettere più spesso sul concetto di solidarietà, ma soprattutto sullo scenario che questa pandemia ha prodotto.
Una pandemia che ci ha visto coinvolti in maniera indiscriminata e con una rivoluzione delle nostre abitudini, delle nostre condizioni di vita nonché della convivenza continua con la paura del contagio. E soprattutto in una terra, la Calabria, la quale in un susseguirsi di politici e politicanti, tra poltrone istituzionali e incarichi di governo, ad oggi siamo rimasti all’anno zero dal punto di vista sanitario.
Strutture fatiscenti, personale medico ed infermieristico carente per non toccare il tasto di quello amministrativo dove accentua di più la carenza di risorse umane.
Ed appunto di questo vogliamo parlare, della carenza del personale medico e sanitario in genere, di quel personale che dalla prima ondata pandemica ad oggi, eh sì, ancora oggi, sono esposti in prima linea per assicurare prevenzione e cure ai tanti che purtroppo hanno convissuto con la paura del contagio, ma soprattutto a chi ha avuto la sfortuna di convivere con questo maledetto virus.
Mi riferisco ai medici, agli infermieri ed in particolar modo al personale dell’Usca, senza nulla togliere agli altri loro colleghi che in altrettante realtà hanno dato prova di essere all’altezza professionale nonostante un virus il quale ancora oggi, tra teorie e saltimbanchi scientifici, francamente non è che tanto sia chiara né la provenienza né come debellarlo.
Ancora oggi, nonostante i vaccini, i contagi ci sono, nonostante le (inopportune) restrizioni i contagi permangono, anche se si sono rallentati, ma il pericolo resta.
Abbiamo assistito a consegne di onorificenze, di titoli “miracolosi” e di altro ancora, tra elogi e sbandieramenti da parata istituzionale come ai tempi del “re sole”.
Ora, qualcuno potrà anche lamentarsi (i soliti noti) sul perché noi cerchiamo sempre il pelo nell’uovo, ma siamo di Taurianova, ci piace sottolineare, spulciare, ci piace scrivere in maniera pragmatica senza ipocrisia alcuna. Ci piace soprattutto “guastarcela” perché in fondo, amare Taurianova non è un concetto razionale della doppia morale, ma è un sentimento e tale non è spiegabile come l’irrazionale. Si ama e basta (e non solo in periodo elettorale).
Ci hanno accusato di campanilismo, di prese di posizioni perché abbiamo perpetrato una “lesa maestà” quando abbiamo preso posizione (tuttora favorevole) per il trasferimento di alcuni uffici da Palmi a Taurianova in quanto abbiamo, diciamo, “oltraggiato” con le critiche chi si è opposto, qualcuno ci ha pure “deriso” in maniera beffarda sminuendo la nostra influenza sull’opinione pubblica. Ma noi non siamo divulgatori di influenze né di virus, cerchiamo, forti della nostra coscienza pulita, non ricattabile e senza macchia, nemmeno con il più piccolo dei frammenti ossei all’interno dei nostri armadi, ci possiamo permettere di scrivere quello che il pensiero della libertà sancito dall’art. 21 della Costituzione Italiana. Siamo gente semplice, onesta e perbene va… e non abbiamo mai saltato fossi a convenienza.
Quello che noi vogliamo dire, anzi proporre al sindaco di Taurianova Roy Biasi ed a tutto il Consiglio Comunale, maggioranza ed opposizione, perché il concetto di solidarietà e di vicinanza sono essi stessi, condizioni di forza e coraggio per chi, come i medici e gli infermieri dell’Usca stanno svolgendo un lavoro grandioso, colmo di sacrifici e molte volte, sacrificando la propria famiglia per essere al servizio di chi ha bisogno. Non sarebbe il caso, dopo diverse cittadinanze onorarie, encomi e tanto altro, ricordarsi anche di questi “eroi” contro la pandemia e sempre al servizio dei cittadini, tra Usca e Centro Vaccinale?
(GiLar)

Il dipinto in copertina è di Francesca Giambino