Gioia Tauro Teatro dell’assurdo, Alessio, “Lupus et Agnus: Il lupo e l’agnello”

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MISS BALLE SPAZIALI

alias La Capasanta

Cronaca di un governo all’insegna dell’arroganza

— Quinta Edizione —

a cura di Aldo Alessio (Ulisse) – già Sindaco di Gioia Tauro

«Lupus et Agnus»

(Il Lupo e l’Agnello – Fedro)

1. La premessa: la favola di Fedro

Nella celebre favola latina di Fedro, un lupo aggredisce un innocente agnello inventando accuse false per giustificare la sua violenza. La storia denuncia senza mezzi termini l’ingiustizia esercitata dai potenti sugli indifesi: una metafora straordinariamente attuale.

2. Il balletto dell’ammuina

La Capasanta costruisce narrazioni fantasiose con un obiettivo preciso: spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dai propri guai verso responsabilità altrui, reali o presunte. Nel frattempo il Comune è in subbuglio: come direbbero a Napoli, si fa “ammuina”. Qualcuno sale ai piani alti, altri scendono; si tengono riunioni in gran segreto, si cercano documenti che è preferibile non mostrare, specialmente in questo periodo. In sintesi: si fa confusione, e nel torbido la prepotenza sui deboli trova sempre più facile giustificazione.

3. La commissione prefettizia: colpa degli altri, naturalmente

Nell’ultimo video diffuso dalla Capasanta emerge la seguente tesi: la Commissione di accesso agli atti, inviata dal Prefetto di Reggio Calabria, non sarebbe lì per controllare la sua gestione, bensì quella della precedente amministrazione. E se il Consiglio comunale dovesse essere sciolto, la responsabilità ricadrebbe esclusivamente sui predecessori, rei – a suo dire – di:

▸ aver effettuato gare pubbliche senza ricorrere alla Stazione Unica Appaltante (SUA);

▸ non aver applicato la normativa antimafia;

▸ non aver contrastato la mancata riscossione dei tributi;

▸ non aver restituito ai cittadini i beni confiscati alla criminalità organizzata.

Nessuna fonte è stata indicata a sostegno di tali affermazioni, così come nessuna risposta è mai pervenuta ai numerosi quesiti formulati sia dall’autore sia dalla minoranza consiliare. La prassi è rodata: a ogni domanda la Capasanta risponde con nuove, fantasiose accuse nei confronti dell’interlocutore.

4. Le contraddizioni amministrative

Vale la pena ricordare che, al terzo mese del proprio mandato, la Capasanta aveva dichiarato di aver messo in ordine bilancio e contabilità dell’Ente, e che la riscossione dei tributi procedesse a gonfie vele. Risulta pertanto difficile spiegare come mai si sia resa necessaria un’anticipazione di cassa di tesoreria pari a 7,3 milioni di euro – prontamente già esauriti –, quando la precedente amministrazione, nei cinque anni di governo, non aveva richiesto un solo euro di anticipazione.

Sul versante del personale, restano senza risposta interrogativi di non poco conto. Non è ancora chiaro attraverso quale procedura sia stato riassunto l’arch. Francesco Mangione – marito della sindaca – a pochi mesi dall’insediamento, né quali motivazioni abbiano giustificato tale assunzione – peraltro in palese disparità di trattamento rispetto all’Ing. Nicoletta Angela, ancora sospesa – nonostante un’ordinanza sindacale ne fissasse la scadenza della sospensione del marito al 31 dicembre 2024, subordinata all’andamento del processo penale.

Non si dimentichi, inoltre, che l’arch. Francesco Mangione è attualmente imputato nel procedimento penale denominato “Waterfront 2”, con le aggravanti di cui all’art. 416 c.p. e in concorso con altri imputati ai sensi dell’art. 416-bis c.p., e che il Comune si è regolarmente costituito parte civile contro di lui. Ulteriori ingiustizie a carico di altri dipendenti comunali, per brevità, non vengono approfondite nella presente sede.

5. La metamorfosi del lupo

Tornando alla metafora di Fedro: il nostro lupo – la Capasanta – continua a mietere ingiustizie nei confronti di chiunque osi pensarla diversamente o critichi il suo operato. Il meccanismo è collaudato: indossato il manto della misericordia divina, il carnefice si trasforma in vittima, il lupo diventa agnello.

«Tutti i nodi vengono al pettine.»

«Ce la faremo, perché non ci siamo mai arresi. »

Con stima selettiva,

Aldo Alessio (Ulisse)

già Sindaco di Gioia Tauro

Pubblicazione satirica ai sensi dell’art. 21 della Costituzione Italiana. I fatti narrati sono di dominio pubblico; i commenti esprimono l’opinione esclusiva dell’autore.

«Il Teatro dell’Assurdo» non è responsabile di eventuali riconoscimenti involontari da parte del lettore.