Gioia Tauro non è il Far West e non è terra della ‘ndrangheta: appartiene allo Stato italiano ed è soggetta alle sue leggi

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Gioia Tauro non è il Far West e non è terra della ‘ndrangheta: appartiene allo Stato italiano ed è soggetta alle sue leggi.
In questi ultimi giorni si registra una recrudescenza delle forze ‘ndranghetistiche e criminali presenti in città, aggravata dalla presenza di una gang minorile che, sotto la direzione della ‘ndrangheta locale, cerca di imporre il proprio controllo sul territorio. Porte di privati cittadini prese a sassate, barche sulla spiaggia forate sul fondo e gettate in mare di notte: sono alcune delle presunte «bravate» con cui ci fanno capire chi comanda il territorio.
Succede di tutto, come se fossimo tornati indietro nel tempo, ad anni lontani che credevamo ormai dimenticati.
Questa notte è stato dato alle fiamme, con dolo, un esercizio commerciale di vendita di bevande in via Francesco Tripodi, all’angolo con via Metauro, nel pieno centro cittadino.
Sono segnali chiari di una recrudescenza ‘ndranghetistica e criminale che tenta nuovamente di imporre le regole di un Antistato contrapposto allo Stato democratico.
Tutte le Istituzioni, in ogni loro forma e articolazione, devono bloccare sul nascere questa escalation di violenza.
È necessario alzare il livello di guardia sul controllo del territorio, rendendo più difficile la vita illegale agli ‘ndranghetisti e alla gang minorile che funge da vivaio per la ‘ndrangheta. Non possiamo però demandare tutto alle sole forze dell’ordine e alla magistratura, che ringraziamo per il loro impegno quotidiano.
Anche la politica e i cittadini onesti devono fare fino in fondo la propria parte, recidendo ogni legame, rapporto o frequentazione con questi soggetti, che vanno isolati dalla nostra comunità.
Alle Forze dell’Ordine chiediamo un impegno collaborativo ancora maggiore, per bloccare sul nascere questa recrudescenza mafiosa sul territorio, affinché ogni cittadino possa sentirsi sicuro a casa propria.