Gioia Tauro: il “voltagabbana” dell’Alta Velocità. Dal “adesso c’è un sindaco” del 2024 al “non è di nostra competenza” del 2026. Scarcella smentisce se stessa in 20 mesi. AUDIO

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La memoria è corta, i video audio no. Il 3 dicembre 2024, in Consiglio comunale, l’avv. Simona Scarcella saliva in cattedra e tuonava: “Adesso Gioia Tauro ha un sindaco”. Parole grosse, petto in fuori. Sull’Alta Velocità il sindaco era chiarissima e lo diceva con fermezza: “Io parlo dell’Alta Velocità per le fermate a Gioia Tauro non per demagogia, ma per aspetti ben precisi che ho valutato”. E aggiungeva stizzita: “È stato inappropriato essere attaccata per campanilismo da gente di Rosarno. Prima viene la città, poi viene la politica, poi vengono gli amici e poi viene tutto il resto”. Chiusura ancora più dura: “Siamo ormai abituati che a Gioia Tauro si prendevano tutto. Tanto chi voleva prendere qualcosa veniva a Gioia Tauro. Ma adesso c’è un sindaco”. Nella stessa circostanza la stessa aveva addirittura proposto la chiusura, a chi di competenza, della stazione di Rosarno. E ancora: “Gioia Tauro non è più terra di conquista di nessuno. A me dei colori politici non importa nulla. Prima viene la mia città e poi il resto”. In quell’intervento attaccava anche la stazione di Rosarno, definita senza mezzi termini un “gallinaio”, senza sicurezza, “specialmente per quanto riguarda le persone diversamente abili”. E poi tra l’altro aggiungeva: “Un grande amico mi ha segnalato che nella stazione di Gioia Tauro c’è un aspetto molto importante: la presenza della Polfer”. Un dettaglio usato per rivendicare la superiorità e la sicurezza della stazione gioiese rispetto a Rosarno. Applausi, video, promesse. Tutto documentato. Da quel dicembre 2024 fino all’ultimo Consiglio dello scorso luglio 2026 dell’Alta Velocità non se n’era più parlato. Silenzio totale. Zero atti, zero iniziative, zero lettere a Italo. Poi, il 30 luglio 2026, copione ribaltato. Stessa aula, stesso tema. Ma altra musica. Davanti alla Vicepresidente del Consiglio, prof.ssa Raso, che poneva il problema dell’Alta Velocità, il sindaco fa marcia indietro tutta: “L’Alta Velocità non è competenza del Consiglio comunale”. Tradotto: non è un problema mio. E a seguire la stilettata alla minoranza: “Come mai voi non avete mai scritto a Italo per chiedere la fermata?”. Da “io ci metto la faccia” a “arrangiatevi voi”. Da “prima la mia città” a “non è di nostra competenza”. Da “Rosarno è un gallinaio”, “noi abbiamo la Polfer” e “propongo la chiusura di Rosarno” a scaricare la responsabilità su chi siede all’opposizione. E per due versioni così completamente opposte formulate dallo stesso sindaco, ci vuole veramente tanta ma tanta incoerenza e, in questa circostanza, anche tanto opportunismo politico. Certamente questo opportunismo politico potrebbe permettere di avere un posto nel governo centrale. Questa si chiama prendere in giro i cittadini. Nel 2024 la battaglia era personale, eroica, contro tutti. Nel 2026 la battaglia non esiste più. Esistono solo le competenze degli altri e le colpe della minoranza. I cittadini hanno diritto a sapere: quale delle due Scarcella è quella vera? Quella che prometteva guerra per Gioia Tauro o quella che oggi alza le mani? Per evitare polemiche, perché ormai siamo abituati, si chiede gentilmente di voler visionare ed ascoltare entrambi gli interventi relativi all’Alta Velocità dei due Consigli comunali e farsi le dovute considerazioni. Agli atti restano i video e gli audio integrali di entrambi i Consigli comunali: 3 dicembre 2024 e 30 luglio 2026. Le parole sono quelle. Le contraddizioni anche. Gioia Tauro merita coerenza, non equilibrismo.

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