Gioia Tauro, container sospetti diretti a Israele: servono controlliimmediati. Appello di USBe Orsa Porti

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Gioia Tauro, container sospetti diretti a Israele: servono controlliimmediati. Appello di USB
e Orsa PortiL’inchiesta pubblicata nei giorni scorsi dalla giornalista Linda Maggioriha portato all’attenzione pubblica un possibile traffico di componentimilitari destinati a Israele che coinvolgerebbe anche il porto di GioiaTauro.
Secondo questa ricostruzione, basata sul lavoro di monitoraggiodell’organizzazione internazionale No Harbour for Genocide, un gruppo dicontainer partito dall’India e diretto verso i porti israeliani di Port ofAshdod e Port of Haifa conterrebbe acciaio balistico o componenti permunizionamento destinati all’industria militare.
In questo quadro il porto di Gioia Tauro risulterebbe uno dei nodilogistici utilizzati per il trasferimento dei container lungo la catena deltrasporto marittimo internazionale.
I container segnalati nei giorni scorsi hanno lasciato ieri il porto abordo della nave MSC Lucy. La partenza della nave è stata anticipata dicirca dodici ore rispetto al programma previsto.
Una circostanza che pone interrogativi legittimi: si è trattatosemplicemente di operazioni portuali concluse con particolare rapiditàoppure della volontà di evitare possibili controlli dopo le richieste diispezione presentate alle autorità competenti nell’ambito di un’azioneinternazionale promossa dal movimento BDS (Boycott, Divestment andSanctions) e dalle reti pro-Palestina di Italia, Spagna, Portogallo eGrecia?Nel frattempo è attesa nel porto di Gioia Tauro la nave MSC Siena,proveniente dalla Spagna, che trasporterebbe altri tre containerappartenenti alla stessa spedizione già segnalata.
Per questo chiediamo con forza che Dogana e Guardia di Finanza effettuinoimmediatamente le verifiche necessarie sui container in arrivo. Gli organicompetenti sono già stati messi a conoscenza dei numeri identificativi deicontainer: effettuare i controlli richiederebbe poco tempo e permetterebbedi fare piena chiarezza su quanto sta accadendo.
In tutto il mondo i lavoratori della logistica e dei porti stannosollevando il problema della propria responsabilità nella catena dellaguerra. Chiediamo ai lavoratori portuali di Gioia Tauro di non rendersicomplici della filiera bellica e di rivendicare il diritto di noncollaborare con operazioni che alimentano guerre, distruzione e massacri.In molti porti del mondo lavoratrici e lavoratori hanno già scelto di nonmovimentare carichi destinati a conflitti armati quando esistono dubbifondati sulla natura delle merci. Non si tratta di gesti simbolici, madell’affermazione concreta della dignità del lavoro e del rispetto deiprincipi fondamentali sanciti dalla Costituzione.
Per questo chiediamo che i container in arrivo con la MSC Siena non venganomovimentati fino a quando non saranno effettuati i controlli richiesti.
Allo stesso tempo è necessario dirlo con chiarezza: non si può scaricaretutta la responsabilità sui lavoratori. Non si può pretendere che sianosolo i portuali a farsi carico di decisioni che riguardano sceltepolitiche, controlli istituzionali e responsabilità delle imprese.
Serve uno sforzo collettivo della società civile, delle associazioni, deimovimenti, delle realtà sociali e democratiche e soprattutto delleistituzioni del territorio per pretendere trasparenza e rispetto delleleggi.Per discutere pubblicamente di questa situazione e coordinare le iniziativeda intraprendere invitiamo tutte e tutti a partecipare a un’assembleapubblica che si terrà lunedì 16 marzo alle ore 18.00 presso la Casa delPopolo “Giuseppe Valarioti” di Rosarno.
La questione riguarda il nostro territorio, il nostro porto, la sicurezzadelle nostre comunità e il netto rifiuto di trasformare infrastrutturecivili in ingranaggi delle guerre di saccheggio e di
occupazione.Or.S.A. Mari e Porti
USB Calabria