Gioia Tauro, Annunziata Group, Filcams Cgil: “Non si possono licenziare 27 lavoratrici e lavoratori aggirando la legge e il confronto sindacale”
Lug 02, 2026 - redazione
La FILCAMS CGIL – Area Metropolitana di Reggio Calabria esprime forte preoccupazione e profonda contrarietà per la decisione della Annunziata Group S.r.l. di comunicare ai lavoratori della sede di Gioia Tauro il preannuncio del loro licenziamento, motivato dal ridimensionamento dell’attività commerciale. Sono 27 le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, ai quali è stata notificata una comunicazione individuale che prefigura una decisione già assunta, senza che sia stato preventivamente avviato il confronto con le Organizzazioni Sindacali previsto dalla normativa vigente. Per la FILCAMS CGIL tale comportamento appare in contrasto con gli articoli 4 e 24 della Legge n. 223/1991, che disciplinano la procedura di licenziamento collettivo, imponendo l’apertura del confronto sindacale prima dell’adozione di qualsiasi provvedimento di licenziamento. Analoga rilevanza assumono le disposizioni del D.Lgs. n. 25/2007 in materia di informazione e consultazione dei lavoratori e i principi sanciti dal CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi – Confcommercio, che fondano le relazioni sindacali sul confronto preventivo nei processi di riorganizzazione aziendale. La stessa comunicazione aziendale evidenzia come il percorso di ridimensionamento fosse già stato prospettato ai dipendenti nei mesi precedenti, senza il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali. Un’impostazione che, se confermata, rischia di svuotare di significato le garanzie previste dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Questa vicenda rappresenta l’esempio concreto di due modelli di gestione profondamente diversi. Durante il periodo di amministrazione giudiziaria, lo Stato ha garantito la continuità dell’attività aziendale, la salvaguardia dell’occupazione e il pieno rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Oggi, a pochi mesi dal dissequestro dell’azienda e dal ritorno della gestione in capo alla proprietà, gli stessi lavoratori ricevono un preannuncio di licenziamento collettivo. Un fatto che non può lasciare indifferenti e che impone una seria riflessione sul valore della legalità, della responsabilità sociale d’impresa e della tutela del lavoro. Per queste ragioni la FILCAMS CGIL ha formalmente diffidato l’azienda dal procedere ai licenziamenti senza il rispetto della procedura prevista dalla legge e ha trasmesso la propria iniziativa alla Prefettura di Reggio Calabria, all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, alla Regione Calabria e agli altri enti competenti, chiedendo l’immediata apertura del confronto sindacale. La perdita di 27 posti di lavoro rappresenta un colpo durissimo per Gioia Tauro e per l’intera Piana, un territorio che continua a fare i conti con una situazione occupazionale estremamente fragile. Dietro questi numeri ci sono 27 famiglie che rischiano di perdere il proprio sostentamento. La FILCAMS CGIL chiede alle istituzioni di intervenire con urgenza affinché venga ripristinato il rispetto delle procedure previste dalla legge e venga aperto un tavolo di confronto per individuare ogni possibile soluzione utile a salvaguardare i livelli occupazionali. Il lavoro non può essere cancellato con una semplice lettera. Il confronto con il sindacato non è una formalità, ma un obbligo di legge e uno strumento fondamentale per ricercare soluzioni alternative ai licenziamenti. Quanto sta accadendo dimostra che, mentre sotto la gestione dell’amministrazione giudiziaria erano garantiti continuità produttiva, occupazione e diritti, oggi il ritorno della proprietà coincide con il licenziamento di 27 lavoratrici e lavoratori. È una scelta che riteniamo inaccettabile e che combatteremo con tutti gli strumenti sindacali e legali a nostra disposizione. Chiediamo alle istituzioni di non lasciare sole queste famiglie e di convocare immediatamente un tavolo di crisi. La FILCAMS CGIL sarà al fianco dei lavoratori fino a quando questa vicenda non troverà una soluzione che salvaguardi il lavoro e la dignità delle persone.




