Gioia Tauro, Aldo Alessio, “Teatro dell’assurdo”: “Non servono commenti: lo spettacolo ha parlato da solo, e ci ha detto che il fondo, evidentemente, non l’abbiamo ancora trovato”
Giu 12, 2026 - redazione
IL TEATRO DELL’ASSURDO
Cronache di Resistenza Politica e Verità Documentate
a cura di Aldo Alessio (Ulisse) ◆ Comunicato N°40 ◆ 12 giugno 2026

MISS BALLE SPAZIALI
alias La Capasanta – (Samān)
Cronaca di un governo all’insegna dell’arroganza
— Quarantesima Edizione —
« La Capasanta (Samān) ci informa quotidianamente delle magnifiche opere che compie nel suo reame, per il bene supremo di tutti. È serena. Proseguirà la sua missione fino all’ultimo respiro. »
L’8 giugno il mondo intero ha potuto assistere in diretta su YouTube all’ultimo penoso episodio del Consiglio Comunale di Gioia Tauro. Non servono commenti: lo spettacolo ha parlato da solo, e ci ha detto che il fondo, evidentemente, non l’abbiamo ancora trovato.
Piena solidarietà al consigliere Salvatore La Rosa, estromesso dall’aula per una ripicca da cortile reale: lesa maestà, niente di meno. La Capasanta non perde occasione di dividere il mondo in due categorie — i fedeli e gli infedeli — applicando pesi e misure a geometria variabile, a seconda di chi si inchina e di chi osa alzare la testa.
Solidarietà alla consigliera Giusy Magno. Pur non avendola mai conosciuta di persona, il suo intervento — appassionato, preciso, ben costruito — è stato una lezione di democrazia che varrebbe la pena rileggere ad alta voce in ogni aula consiliare d’Italia. Chi ha orecchie, intenda.
Solidarietà a tutti i consiglieri di minoranza, che hanno difeso il collega La Rosa con argomenti chiari e tono civile — una rarità, in questo circo. Espellerlo con un voto di maggioranza non è stato un atto di governo: è stato non solo un atto di prepotenza, ma soprattutto di debolezza.
Solidarietà infine alla Vice Presidente del Consiglio, Mimma Raso, vittima di una trappola ben ordita e costruita con cura artigianale ai suoi danni. La trappola ha funzionato fin troppo bene: il congiunto, presente in aula, ha perso il controllo reagendo con un’uscita scomposta e con frasi che non meritano nemmeno di essere ripetute. Un comportamento da condannare senza attenuanti — tanto più che il luogo non era un bar, ma la massima assise istituzionale della città.
La Capasanta, imperterrita, prosegue nella sua narrazione parallela: un universo fatto di balle spaziali, in cui lei governa illuminata e i critici sono nemici del popolo. Semina odio, veleni e divisioni con una costanza che, se applicata al bene pubblico, farebbe miracoli. Lo ripetiamo per l’ennesima volta: le città non si governano con l’odio né con la violenza verbale, ma con il confronto civile — soprattutto con chi la pensa diversamente.
Sul caso Amazon, ci viene riferito che alcuni ritengono sbagliato “amplificare” il problema della presenza soffocante della ‘ndrangheta, perché — a loro dire — questa “cattiva pubblicità” spaventa i potenziali investitori.
Capito? Il problema non sarebbe la mafia: sarebbe chi ne parla. Una logica che farebbe sorridere, se non facesse piangere.
Noi la pensiamo all’opposto: di ‘ndrangheta a Gioia Tauro si parla ancora troppo poco. Bisogna sviscerarla, nominarla, descriverla per quello che è: un’organizzazione violenta, assassina, sanguinaria, crudele che inquina le menti, avvelena l’economia, ruba il futuro ai giovani e non permette agli imprenditori onesti di lavorare in libertà. Solo portandola alla luce si può combatterla. Il silenzio non protegge nessuno — tranne i mafiosi. Il silenzio è complicità!
Quanto alle dichiarazioni dell’imprenditore Antonio Mangione, CEO Biemme infissi: meglio tardi che mai, certo. Però permetteteci di dire una cosa chiara. Quando il mafioso bussa alla tua porta — per chiederti la mazzetta o per importi le assunzioni — la risposta giusta è una sola: denunciare subito. Chi cede, anche una volta sola, rischia di scoprire anni dopo di essere diventato prestanome del clan senza nemmeno accorgersene. Denunciare conviene. Conviene sempre. Conviene a tutti. E conviene farlo subito, non quando il danno è già fatto.
«Tutti i nodi vengono al pettine.»
«Ce la faremo, perché non ci siamo mai arresi.»
Con stima selettiva,
Aldo Alessio (Ulisse)
già Sindaco di Gioia Tauro
Pubblicazione satirica ai sensi dell’art. 21 della Costituzione Italiana. I fatti narrati sono di dominio pubblico; i commenti esprimono l’opinione esclusiva dell’autore. I dati citati sono tratti da documenti ufficiali del Comune di Gioia Tauro.




