Gino Gatto di Varapodio è il più giovane avvocato rotale al mondo, proclamato proprio oggi a Roma presso l’Aula Magna del Palazzo della Cancelleria

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Gino Gatto è di fatto un Avvocato Rotale. Il più giovane al mondo. È stato ufficializzato il 19 gennaio 2026, a Roma, presso l’Aula Magna (Sala Riaria) del Palazzo della Cancelleria, dove si è sancito l’ingresso ufficiale. Tra quelle mura, cariche di una storia che non fa sconti, il giovane avvocato calabrese (di Varapodio) ha varcato una soglia che pochi, pochissimi, riescono anche solo a sfiorare. Il numero in questo caso conta e vale doppio: innanzitutto perché gli Avvocati Rotali sono appena 280. Ma conta soprattutto ciò che quel numero rappresenta. Non una categoria professionale, bensì una minoranza selezionata, chiamata a muoversi là dove il diritto diventa coscienza e responsabilità teologica e morale. Essere ammessi significa essere riconosciuti idonei. Non per l’età, non per l’origine, ma per la tenuta e la preparazione. Per cui oggi non ci può essere spazio per l’indifferenza, c’è solo da riconoscere il merito. Ogni gesto della cerimonia ha un peso. La cerimonia è avvenuta alla presenza dell’Ecc.mo Decano della Rota Romana, Sua Eccellenza Mons. Alejandro Arellano Cedillo, dei Reverendissimi Prelati Uditori (i Giudici della Rota Romana), dei Reverendi Promotori di Giustizia e dei Difensori del Vincolo, degli Officiali del Tribunale, dei familiari e amici dei cinque nuovi Avvocati Rotali. Dopo la recita dell’Angelus e un breve discorso di introduzione di Sua Eccellenza il Decano, l’avv. Gatto ha prestato giuramento in forma solenne, in latino, lingua che non ammette approssimazioni e non concede dubbi, ricevendo da Sua Eccellenza il Diploma di Avvocatura Rotale.

Un atto breve, definitivo. Così Gino Gatto è entrato in uno dei cerchi più ristretti del diritto canonico mondiale. Repetita iuvant, ad oggi è il più giovane al mondo. E questo dato anagrafico, ha un valore anche simbolico: come se la giovinezza fosse stata ammessa, con cautela e rispetto, in un’istituzione che vive di secoli e continuità. È bene precisare che il suo percorso non ha nulla dell’improvvisazione. È un’ascesa metodica, quasi un esercizio di disciplina. Gatto inizia nel 2012, tra i banchi del Liceo “San Paolo” di Oppido Mamertina, e prosegue come una ricerca ostinata del fondamento delle cose. Alla Pontificia Università Lateranense consegue la laurea in utroque iure, civile e canonico, perché il diritto, quando è serio, non separa ma dialoga e si confronta. Segue il dottorato di ricerca, con una tesi sulla querela nullitatis, scavando nelle radici storico-processuali della nullità della sentenza. Questa dedizione non si ferma alla tradizione. Al contrario, la interroga. Accanto allo studio canonico, Gatto attraversa la modernità: la Laurea Magistrale in ambito giuridico; un Master in Diritto di Famiglia alla LUISS, con un lavoro sulle ombre del consenso matrimoniale; un Master all’Università di Pisa sull’ecosistema digitale, metaverso e blockchain. Territori nuovi, apparentemente lontani dalla Sacra Rota, ma già destinati a porre domande inevitabili al diritto del futuro. Il traguardo non è improvviso né fortuito. È il punto di arrivo — o forse solo una tappa — di un percorso lungo, severo, ostinato, fatto di studio, disciplina e silenziosa concentrazione. Nel 2020 inizia il cammino più arduo: gli Studi Rotali presso il Tribunale Apostolico della Rota Romana, il vertice giudicante della Chiesa cattolica. Nel 2022 l’abilitazione a Procuratore Rotale. Dal 2023 è avvocato iscritto all’Albo di Palmi. Dal 2020 è Difensore del Vincolo presso il Tribunale Ecclesiastico Diocesano di Oppido Mamertina-Palmi. Un ruolo che non ammette compiacimenti: richiede equilibrio, fedeltà al diritto, attenzione rigorosa alla verità processuale. A beneficio dei lettori si ricorda che la Rota Romana non è soltanto uno dei tribunali più antichi ancora in funzione. È una istituzione che garantisce l’unità interpretativa del diritto canonico universale. Accedere al suo Albo significa attraversare un percorso che ha un rigore assoluto: laurea, licenza, dottorato, tre anni di studi rotali in latino. Poi un esame di dodici ore. Una percentuale di promossi minima. Risicatissimi margini di errore. Gli Avvocati Rotali sono approvati direttamente dal Sommo Pontefice e possono esercitare davanti a tutti i Tribunali Ecclesiastici del mondo. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla semplificazione, rappresentano una forma rara di lentezza competente. Precisione assoluta. Fedeltà al testo. Responsabilità dell’interpretazione. Dare notizia e celebrare questo risultato non è solo far emergere il successo personale di un giovane giurista di straordinaria preparazione. È un segnale. In particolare per la Calabria, spesso raccontata con categorie riduttive. È la prova che l’eccellenza può nascere nei luoghi periferici e parlare, senza alzare la voce, al centro del mondo. In un tempo che consuma tutto in fretta, questa notizia offre una lezione silenziosa. Ricorda che lo studio autentico non è accumulo rapido, piuttosto sedimentazione; un percorso dove la ricerca e la profondità sono essenziali. È nello studio autentico e meticoloso che si costruiscono le opere destinate a durare. Da notare che a tanta severità di studio, Gatto non ha mai corrisposto un isolamento dal mondo, ma ha sempre affiancato una vita personale equilibrata, spesa anche nel volontariato e nell’impegno associativo, con l’idea che il sapere, se non si traduce in responsabilità civile, resta incompiuto. E Varapodio, insieme alla Calabria tutta, può oggi riconoscersi in questa forma rara di successo: sobria, rigorosa, e proprio per questo, vera.