Fermata scuolabus negata a Taurianova. La replica di Giosuè Delfino

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Il dirigente del terzo settore respinge le accuse mossegli dalla mamma di Salvatore

di TERESA COSMANO

# Taurianova, il Comune nega la fermata davanti casa dello scuolabus ad un bambino diversamente abile

Fermata scuolabus negata a Taurianova. La replica di Giosuè Delfino

Il dirigente del terzo settore respinge le accuse mossegli dalla mamma di Salvatore 

 

di Teresa Cosmano

 

 

Ha subito rispedito al mittente tutte le accuse mossegli ieri, il dirigente del terzo settore del comune di Taurianova, Giosuè Delfino. Immacolata Greco, mamma del 14enne Salvatore, portatore di handicap sin dalla nascita, prima sporgendo regolare denuncia agli organi preposti, poi a mezzo stampa, aveva accusato il Comune di non garantire più al figlio la fermata dello scuolabus davanti casa, trovandosi quindi costretta ad accompagnare a piedi Salvatore, portandolo in braccio, ad una fermata che dista parecchie centinaia di metri dalla propria abitazione. Inoltre la donna lamentava il fatto che, per poter usufruire dello scuolabus, fosse costretta a pagare una retta, nonostante il figlio, portatore di handicap, ne fosse esente. All’indomani di queste dichiarazioni, ecco pronta la risposta del dirigente comunale, il quale ha in primis precisato che i genitori di Salvatore, «avendo questi una disabilità certificata, non hanno mai pagato alcuna retta». La mamma di Salvatore aveva anche dichiarato che, recatasi al Comune per avere spiegazioni circa il mancato servizio, lo stesso Delfino le avrebbe risposto che il pullmino non poteva passare dalla strada che porta all’abitazione del bambino, perché essendo questa sterrata, il mezzo, nuovo, si poteva rovinare. «Niente di più falso – ha sottolineato il dirigente del terzo settore -. La donna abita in aperta campagna, e la strada che porta a casa sua è poco più che una mulattiera, caratterizzata da alberi, siepi e profonde buche e dove il pullmino ci passa a stento. Una stradina che nel periodo delle piogge si trasforma in una vera e propria fiumara. Questa signora pretende di mettere a repentaglio la vita di tutti gli altri bambini che ogni giorno si trovano su quello scuolabus, per non percorrere a piedi poche centinaia di metri». Secondo Delfino «l’Ente ha agito rettamente in ossequio ai precetti di legge. Da sempre – ha continuato – il nostro Comune promuove progetti per tutelare e venire incontro ai più deboli. Già lo stesso scuolabus è un di più che l’Ente mette a disposizione, dal momento che secondo l’articolo 28 della legge numero 118 del 30 marzo 1971, “il trasporto gratuito dalla propria abitazione alla sede della scuola, è a carico dei patronati scolastici o dei consorzi dei patronati scolastici o degli enti gestori dei corsi”». Il responsabile del terzo settore ha quindi sottolineato il fatto di essersi «sempre battuto affinché le persone disabili abbiano le stesse opportunità dei normodotati, garantendo loro il massimo rispetto. Pertanto non posso accettare che questa signora si scagli contro di me senza nessun fondamento di verità».