Femminicidio, vescovo di Locri: “E’ un bollettino di guerra, denunciate”

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Il prelato scrive una lettera pastorale contenente il decalogo contro la violenza. Tilde Minasi: “Le parole di Morosini siano un monito”

Femminicidio, vescovo di Locri: “E’ un bollettino di guerra, denunciate”

Il prelato scrive una lettera pastorale contenente il decalogo contro la violenza. Tilde Minasi: “Le parole di Morosini siano un monito”

 

 

LOCRI (REGGIO CALABRIA) – Il vescovo di Locri, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, ha deciso di scendere in campo contro il femminicidio e lo ha fatto con una lettera pastorale a tutta la diocesi nella quale invita le donne a denunciare le violenze e gli abusi subiti tra le mura domestiche. La lettera di mons. Morosini contiene anche un decalogo dedicato non solo ai comportamenti che dovrebbero avere gli uomini verso le donne, ma anche a quelli dei genitori nei confronti delle figlie. Il prelato non esita a definire i casi di femminicidio come un “bollettino di guerra” che ci “fanno constatare – afferma – quanto la nostra società si vada sempre più allontanando dai valori cristiani”. Per il vescovo di Locri la violenza è il frutto della “concezione della donna-oggetto, tipica di una cultura troppo eroticizzata e anche di una mentalità arcaica”. Ci sono donne che sopportano “eroicamente le violenze perché manca il coraggio della denuncia. Contro una certa cultura ormai radicata bisogna reagire con tutte le forze”. La missiva prosegue poi con una serie di inviti e consigli che formano un vero e proprio decalogo comportamentale. Si parte dalla considerazione che l’uomo non è il “padrone della donna” per giungere ai rapporti matrimoniali tra i coniugi, che devono essere alla pari. Ed infine c’é anche un richiamo alla fedeltà perché “l’uomo non può pretenderla dalla propria moglie e lui, invece, concedersi le libertà che vuole”. E prendendo spunto da retaggi propri di una società arcaica il vescovo ‘tuona’ contro i genitori che pensano di “imporre alle figlie – afferma mons. Morosini – l’uomo con il quale fidanzarsi e sposarsi. Se le vostre figlie resistono a questa vostra imposizione, non le considerate poche di buono ma donne che difendono i propri diritti, la propria dignità e la propria liberta”. C’é poi il tema dell’età dei fidanzamenti perché “se lo si impone all’eta di 14-15 anni – evidenzia il vescovo di Locri – è una violenza nei confronti dei vostri figli. A questa età, infatti, non si possono avere sentimenti maturi sufficienti per impegnarsi per un legame affettivo che deve durare tutta la vita”. Un ultimo appello alle donne il vescovo di Locri lo rivolge per chiedere di “vigilare sui vostri uomini. Teneteli fuori dal giro di usura, droga, traffici criminali. Rifiutate da loro il denaro che vi portano o gli agi che vogliono creare quando avete il dubbio sulla provenienza onesta del denaro”.

MINASI: FRASI VESCOVO DI LOCRI SIANO UN MONITO
“Le significative e profonde parole di monsignor Morosini, devono rappresentare per noi tutti un momento di riflessione ed un monito per indirizzarci verso un percorso che guardi ad una vera inversione di tendenza nella cultura di tutela della donna”. Lo afferma in una nota il consigliere regionale Tilde Minasi circa la lettera pastorale che il vescovo di Locri, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, ha incentrato sulla grave problematica della violenza. “Non posso che trovarmi d’accordo – aggiunge – con quanto affermato da Monsignor Morosini quando quest’ultimo definisce il drammatico fenomeno con cui ormai facciamo i conti quotidianamente come un ‘bollettino di guerra’: la nota del vescovo di Locri, con la quale si esorta alla denuncia, diviene un ulteriore ed importante incoraggiamento, non solo per le donne che vivono tale problematica, ma anche per la rappresentanza femminile che, a vari livelli, opera nelle Istituzioni ed ha il dovere di supportare chi vive certe condizioni con strumenti adeguati. Iter che in qualità di consiglieri regionali stiamo cercando di portare a termine, e che siamo consapevoli devono indirizzarsi ad ogni componente della società, perché raggiungere un risultato che veda un sensibile attenuarsi di questa piaga, non può che passare attraverso la concreta promozione di una parità tra uomo e donna troppo spesso enunciata ma, altrettanto spesso, non realizzata”. “Sottolineo, a questo proposito, proprio un passaggio – prosegue Minasi – del ragionamento di Monsignor Morosini che si rivolge ai genitori incitandoli ad ‘educare alla liberta’ i figlì e a non ‘fare distinzione tra figli maschi e femmine’. Ringrazio sentitamente il Vescovo di Locri – ribadisce il consigliere regionale – per aver voluto affidarci un discorso diretto, capace di guardare al cuore del problema, leggerne soprattutto la componente sociale ed il suo rapportarsi con i valori cristiani richiamati, appunto, dal Monsignore. Un ragionamento che si traduce in un input da cogliere per proseguire, in particolare per ciò che concerne il nostro impegno istituzionale, in un lavoro che ci veda uniti nella ricerca di un cambiamento positivo sia per le donne della nostra comunità che per l’intero territorio calabrese”.