Falcomatà sui dati Istat analizzati da Banco Alimentare: “La lotta alla povertà deve essere la priorità assoluta della Regione”
Gen 21, 2026 - redazione
«In Calabria una famiglia su quattro vive in una condizione di povertà relativa. Oltre 400 mila persone sono costrette, ogni giorno, a fare una scelta drammatica: curarsi o mangiare. I dati dell’Istat, analizzati da Banco Alimentare, sono la cartina al tornasole di una frattura profonda, sociale e morale, che segna il fallimento di un modello di governo incapace di garantire i diritti fondamentali della persona». E’ quanto afferma Giuseppe Falcomatà, consigliere regionale del Partito Democratico, analizzando «il conto che ci presenta il centrodestra dopo 6 anni alla guida della Regione».
«Anni – ha aggiunto – in cui i Comuni sono stati lasciati soli ad affrontare l’aumento della povertà, l’emergenza sanitaria, il disagio abitativo e l’isolamento sociale. Anni in cui il welfare pubblico è stato progressivamente indebolito, scaricando sui territori responsabilità senza risorse e senza una visione strutturale».
«Oggi – ha sottolineato Falcomatà – ormai troppo spesso, la quotidianità dei cittadini viene tenuta in piedi non da politiche regionali efficaci, ma dalla straordinaria generosità delle associazioni di volontariato, della Chiesa, delle parrocchie, di esperienze come quella Banco Alimentare: grandi cuori che suppliscono alle assenze delle politiche regionali».
«Ma la solidarietà – ha continuato l’esponente del Pd – non può e non deve prendere il posto di chi è deputato a garantire livelli di welfare degni di un paese civile. Dietro i freddi numeri delle statistiche, infatti, si nascondono volti, storie, famiglie, giovani madri, padri e anziani in carne e ossa. Non è normale che la dignità delle persone possa dipendere da una rete informale di aiuti. Serve, piuttosto, una svolta immediata attraverso investimenti seri nelle politiche sociali locali, nel diritto alla salute, nel sostegno ai Comuni e alle persone marginalizzate e più fragili». Secondo Falcomatà, in questo determinato periodo storico, «la lotta alla povertà deve rappresentare la priorità assoluta per qualsiasi classe dirigente che ha a cuore non solo il futuro, ma soprattutto il presente dei propri territori».
«La Calabria ha bisogno di affrontare le reali emergenze che riguardano la quotidianità di migliaia di persone – ha concluso – con una guida che abbia il coraggio e la forza di intraprendere scelte politiche coraggiose, anche di rottura, se necessario, col Governo centrale evitando di cedere a logiche di partito come accaduto col sostegno alla scellerata riforma dell’Autonomia differenziata. Prima lo capisce, il presidente Roberto Occhiuto, e prima si potrà intervenire ad aggredire problemi di una drammaticità estrema. Perché, una Regione che costringe i suoi cittadini a scegliere tra il pane e le cure, ha già perso».



