Estorsione “Hotel Uliveto Principessa”, “Raso non è né un bugiardo né un calunniatore”: dalle sue dichiarazioni il tribunale ha emesso una condanna di I grado

Consigliamo alla signora Sicari di chiedere scusa pubblicamente alla famiglia dell'imprenditore cittanovese per evitare una querela con condanna certa!
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Per amore di verità, precisiamo che la signora Mariella Sicari che ha commentato sulla pagina Facebook di Approdo Calabria, è la moglie di uno degli imputati coinvolti nel procedimento giudiziario conclusosi in primo grado davanti al Tribunale di Palmi con al centro la vicenda della condanna a sei anni di carcere per il reato di estorsione emessa nei confronti del marito della donna.

Nel corso del dibattimento è stato ribadito come le denunce presentate da Raso abbiano trovato riscontro nelle indagini condotte dai carabinieri della stazione di San Giorgio Morgeto e della compagnia di Taurianova supportate dall’attività investigativa della Procura di Palmi. Gli atti sono stati successivamente vagliati dal giudice per le indagini preliminari e quindi da un tribunale collegiale, che ha infine pronunciato la sentenza di condanna in primo grado.

“Raso non è né un bugiardo né un calunniatore”, viene sottolineato con forza, evidenziando che le accuse formulate hanno già prodotto un primo esito giudiziario concreto.

Nel corso dell’intervento è stato comunque richiamato il principio garantista secondo cui ogni imputato dev’essere considerato innocente fino alla sentenza definitiva che potrà arrivare soltanto dopo tutti i gradi di giudizio, compresa la Cassazione.

Secondo quanto dichiarato, proprio alla luce della condanna di primo grado, alla signora Sicari viene ora chiesto un gesto pubblico di correttezza: “Chiedere scusa pubblicamente per le accuse rivolte a Raso”.

L’augurio è che ogni imputato condannato in primo grado possa dimostrare la propria innocenza negli altri gradi di giudizio.