Da domani in Calabria cinque giorni di proteste, dai trattori ai Tir e inoltre distributori a secco. Attesi oltre 800 autotrasportatori. Una prova disperata contro una situazione insostenibile
Ott 15, 2026 - Giuseppe Larosa
Inizia la mobilitazione vera e propria per protestare contro una situazione insostenibile qual è il rincaro dei carburanti, da domani dai trattori ai camion, dalle strade alle stazioni di servizio rimaste senza carburante, ecco la Calabria si prepara a una nuova fase della mobilitazione contro il caro gasolio, con il fermo regionale degli autotrasportatori annunciato da domani, venerdì 16 ottobre, fino a martedì 20. Una protesta destinata ad aggiungersi a quella degli agricoltori, che da oltre due settimane presidiano strade, svincoli e importanti snodi della viabilità regionale. Sullo sfondo, le difficoltà nei rifornimenti provocate dal blocco della raffineria Eni di Taranto e l’intervento straordinario da 15 milioni di euro approvato ieri dalla Giunta regionale. Le previsioni parlano di circa 800 autotrasportatori e 22 presìdi distribuiti sul territorio calabrese. Numeri che restituiscono le dimensioni della mobilitazione annunciata, mentre cresce la preoccupazione per le possibili conseguenze sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci. A confermare lo stop dal 16 al 20 ottobre è stata Fedralog Calabria, che ha ribadito le difficoltà economiche delle imprese di autotrasporto, schiacciate dall’aumento dei costi di carburante, personale, assicurazioni, manutenzione e gestione dei mezzi. Sul Tirreno cosentino i presìdi annunciati interessano soprattutto la Statale 18, con due punti principali: Santa Maria del Cedro, nei pressi del Lungomare Perlasca, e Paola, all’altezza dello svincolo per la Statale 107 Silana Crotonese. Altre iniziative potrebbero essere organizzate a Tortora, in località Castrocucco, e a Guardia Piemontese. Gli organizzatori hanno precisato che, lungo la Statale 18, sono previsti blocchi parziali della circolazione, con riaperture a intervalli regolari per limitare i disagi agli automobilisti. Ma la mobilitazione coinvolgerà anche altre aree della regione. Il Comitato promotore del Movimento Popolare Nazionale ha annunciato, sempre da domani, quattro presìdi fissi in altrettanti nodi strategici: il porto di Gioia Tauro, l’area aeroportuale di Lamezia Terme, la rotatoria dello Scalo di San Marco Argentano e la zona dei depositi di carburante a Vibo Marina. Lo stesso movimento ha indicato nel 21 ottobre una nuova fase della protesta, con un’azione congiunta di blocco insieme al comparto degli autotrasportatori. La protesta ha coinvolto anche i pescatori, scesi in strada ieri a Corigliano-Rossano insieme ad agricoltori e allevatori. Al centro delle rivendicazioni il costo del gasolio, che secondo i manifestanti è arrivato a triplicare, mettendo in difficoltà anche le attività della pesca.

Distributori senza carburante, la psicosi di restare a secco pesa per l’incognita dei rifornimenti
A complicare il quadro si aggiunge la situazione della distribuzione dei carburanti. Il blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto, nell’ambito delle proteste dei lavoratori dell’ex Ilva, ha impedito nei giorni scorsi le regolari consegne delle autobotti verso la Calabria. Le conseguenze sono state immediate. Numerosi distributori, soprattutto della rete Eni, hanno esaurito le scorte, mentre nella giornata di ieri si sono registrate lunghe code davanti alle stazioni di servizio ancora rifornite. Le prime nuove consegne erano attese nel pomeriggio di oggi, giovedì 15 ottobre, ma non risultano ancora conferme di un ritorno generalizzato alla normalità. La concomitanza con l’annunciato fermo dell’autotrasporto alimenta quindi le preoccupazioni per i prossimi giorni. Intanto la Regione Calabria ha approvato un intervento straordinario da 15 milioni di euro, dando attuazione alla legge regionale votata la scorsa settimana. Il provvedimento, deliberato dalla Giunta su proposta del presidente Roberto Occhiuto e degli assessori Gianluca Gallo, Giovanni Calabrese e Marcello Minenna, prevede 5 milioni per le imprese agricole e 10 milioni per quelle del trasporto merci su strada. I contributi saranno determinati sulla base dei maggiori costi effettivamente sostenuti e documentati per l’acquisto di carburante. Resta da verificare se e in che misura l’intervento regionale potrà incidere sull’andamento delle mobilitazioni già programmate. Nel frattempo, la protesta assume una dimensione nazionale. Proprio oggi Unatras ha chiesto al governo un incontro urgente, richiamando esplicitamente i blocchi e le iniziative autonome annunciati in Calabria e Sicilia. L’associazione ha avvertito che, in assenza di risposte immediate, il settore rischia una «paralisi totale». È questo lo scenario con cui la Calabria si avvicina alla giornata di venerdì: da una parte i contributi regionali appena approvati, dall’altra una mobilitazione che non risulta ancora revocata e che potrebbe avere nuove ripercussioni sulla viabilità e sull’approvvigionamento delle merci.



