Caro carburanti, lunghe fila ai distributori e sospetta speculazione sui rincari: la Calabria è in ginocchio!
Appello alla Guardia di Finanza: servono controlli immediati!Ott 15, 2026 - Giuseppe Larosa
La situazione economica che sta colpendo duramente la Calabria si fa sempre più insostenibile. Il caro carburanti, con le inevitabili ripercussioni sui prezzi dei beni di consumo, rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà di famiglie, lavoratori e imprese. A rendere ancora più cupo lo scenario è quel presunto «nuvolone» evocato dal ministro dell’Economia Giorgetti alla Camera dei Deputati, un’immagine che lascia intravedere prospettive tutt’altro che rassicuranti per il futuro del Paese.
Ma, accanto a una crisi già pesantissima, c’è un altro fenomeno che rischia di trasformarsi in un ulteriore macigno sulle spalle dei cittadini: la speculazione sui prezzi, qualora venisse accertata. Un fenomeno odioso, soprattutto quando si approfitta di una situazione di emergenza per aumentare i margini di guadagno a danno di chi è già costretto a fare i conti con enormi sacrifici.
È quanto viene segnalato da diverse testimonianze provenienti dal Reggino e dalla Piana di Gioia Tauro. Secondo queste segnalazioni, alcuni distributori di carburante, approfittando delle difficoltà di approvvigionamento e dell’esaurimento delle scorte presso altri impianti, avrebbero aumentato sensibilmente i prezzi alla pompa. Si parla di gasolio passato, nel giro di poco tempo, da 2,19 euro al litro a 2,48 euro e, in alcuni casi, persino a 2,79 euro (da segnalazioni arrivate in redazione). Anche la benzina, secondo le stesse testimonianze, avrebbe abbondantemente superato la soglia dei 2 euro al litro.
Segnalazioni che meritano di essere verificate con urgenza, anche perché, stando a quanto riferito, tra gli impianti interessati vi sarebbero distributori indipendenti, non appartenenti alle grandi compagnie petrolifere.
È proprio in momenti come questi che occorre vigilare con la massima attenzione. Gli aumenti dei prezzi possono dipendere da diversi fattori, ma non è accettabile che eventuali comportamenti speculativi restino impuniti, soprattutto quando a pagarne le conseguenze sono cittadini, famiglie e attività economiche già duramente provati dalla crisi.
Da queste pagine lanciamo pertanto un appello alla Guardia di Finanza affinché intensifichi i controlli, verificando l’andamento dei prezzi, la correttezza delle pratiche commerciali e l’eventuale esistenza di condotte illecite. Se saranno accertate violazioni, è giusto che vengano applicate le sanzioni previste dalla legge. Servono trasparenza, vigilanza e tolleranza zero nei confronti di ogni comportamento illegale.
Nel frattempo, la crisi sta mettendo in ginocchio numerose attività produttive. Le proteste degli autotrasportatori, con le iniziative di mobilitazione e i blocchi stradali, esprimono un disagio che non può essere ignorato. A queste manifestazioni si sono aggiunte anche quelle dei pescatori, anch’essi alle prese con costi sempre più difficili da sostenere.
Le ragioni di chi protesta meritano ascolto e risposte concrete. Ma la crisi non può diventare un alibi per eventuali abusi: le difficoltà economiche non giustificano comportamenti speculativi, né è accettabile fare cassa sulle spalle di cittadini già allo stremo.
Dopo giorni di crescente preoccupazione, la protesta ha finalmente trovato spazio anche nei telegiornali nazionali, compresi quelli delle reti Mediaset. Un’attenzione importante, ma che da sola non basta. Occorrono interventi concreti, verifiche puntuali e misure capaci di contenere gli effetti di una crisi che rischia di travolgere intere fasce della popolazione.
Non si può chiedere alle famiglie di stringere ulteriormente la cinghia, agli autotrasportatori di lavorare in perdita, ai pescatori di sostenere costi insostenibili e alle imprese di resistere senza prospettive certe.
La Calabria, il Reggino e la Piana di Gioia Tauro non possono essere lasciati soli davanti a questa emergenza. I cittadini hanno diritto a prezzi trasparenti, a controlli efficaci e alla tutela dei propri interessi.
La crisi è già abbastanza grave. Se a essa dovessero aggiungersi comportamenti speculativi, il danno economico e sociale sarebbe ancora più pesante.
Le istituzioni intervengano, ciascuna per le proprie competenze, prima che la situazione diventi irreversibile. Perché, se non arriveranno risposte concrete e tempestive, per tante famiglie e tante attività economiche il rischio sarà davvero quello di arrivare “alla canna del gas”?



