Criticità all’Ospedale di Polistena, dopo la riunione la palla passa al Governo nazionale, se non interviene entro 30 giorni, la situazione precipiterà drammaticamente perché la Rianimazione non potrà più essere efficiente. Tutti i Dettagli. FOTO e VIDEO

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La situazione all’Ospedale di Polistena è sempre più critica perché purtroppo cavilli burocratici istituzionali che insieme alla criticità sanitaria rischia di far saltare il banco e allunga ancora, drammaticamente, l’agonia di un nosocomio fondamentale per la Piana di Gioia Tauro.

Al termine della riunione svoltasi stamani con i vertici dell’Asp di Reggio Calabria rappresentati dal direttore generale dott.ssa Lucia Di Furia, i quali si sono confrontati sulla questione “Rianimazione” in merito alla carenza di medici anestesisti-rianimatori e che per tali motivi rischia la chiusura un reparto di indispensabile importanza, con il Comitato Spontaneo per la Salute fautore della protesta, insieme ai Sindaci del territorio e con la presenza del referente di Libera don Pino Demasi.

In sintesi la questione è molto complessa perché nei fatti si è “allungata l’agonia” per 30 giorni con il personale attualmente in servizio nel reparto di Rianimazione dopodiché la situazione sarà complessa e una soluzione dovrebbe essere una reale condizione di emergenza. Il motivo del non rinnovo dei contratti ai professionisti esterni è dovuto al cosiddetto “Decreto Milleproroghe” ha annullato le prestazioni aggiuntive per i medici in pensione e per tale carenza legislativa, si sono create delle serie e oggettive difficoltà che nei fatti non riguarda solo l’Ospedale di Polistena, ma altre realtà sanitarie calabresi.

Quello che serve adesso è un reale e fattivo intervento legislativo “ad hoc” da parte del Governo nazionale e se, malauguratamente non dovesse intervenire entro 30 giorni, purtroppo, la drammaticità della situazione precipita drammaticamente e al di là di presunti allarmismi che non ci sono mai state, in quanto si è toccato con mano, essendo tangibile la difficoltà, la situazione si fa seria e molto, ma molto preoccupante.