Creazione una società di assistenza per distrarre i rami operativi di una Onlus in Calabria in fallimento operante per assistenza anziani, arrestato un libero professionista e sequestri per oltre 640 mila euro
Feb 24, 2026 - redazione
Il Comando Provinciale di Catanzaro della Guardia di Finanza, all’esito di un’articolata indagine di
polizia giudiziaria condotta sotto il coordinamento di questa Procura della Repubblica, ha accertato
che un’importante ONLUS in stato di liquidazione giudiziale della provincia di Catanzaro –
impegnata nel terzo settore, attiva nei servizi di riabilitazione, socio-sanitari e assistenziali per anziani
e per persone con disabilità – è stata oggetto di plurime condotte distrattive, realizzate dai membri
del C.d.a. in concorso con un imprenditore Palermitano. La dinamica emersa nel corso delle indagini
si è sviluppata attraverso la creazione di un nuovo soggetto giuridico, c.d. newco, nel quale è confluita
esclusivamente la parte operativa della ONLUS in liquidazione giudiziale e della quale l’imprenditore
siciliano risulta amministratore delegato.
Le attività investigative della Procura di Catanzaro, condotte con l’ausilio dei militari del Nucleo di
Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, hanno consentito di rilevare – allo stato delle indagini
che necessita di verifica dibattimentale – in particolare, che la ONLUS in fallimento:
1) risultava in stato di insolvenza dal 2016, accumulando, negli anni e sino al 2023, passività tributarie
e previdenziali per oltre 19 milioni di euro;
2) aveva fittato ad altra società (c.d. newco – le cui quote per il 51% risultano di proprietà di una
S.p.A. Siciliana riconducibile all’imprenditore citato) appositamente costituita a ridosso della
procedura di liquidazione, il proprio complesso operativo aziendale, senza, peraltro, prevedere,
illogicamente, la percezione di alcun corrispettivo per i successivi quattro anni (pari alla somma di
4,2 milioni di euro che sarebbero stati utili a ripianare i debiti pregressi della ONLUS) e allo scopo
preordinato di abbandonare l’Ente al fallimento; l’operazione ha determinato una vera e propria
cessione del ramo d’azienda, poiché veniva trasferita alla newco anche la titolarità degli
accreditamenti con il Servizio Sanitario Regionale, introiti – primari e necessari allo svolgimento
dell’attività aziendale – su cui si fondano principalmente i ricavi aziendali.
Sulla scorta degli esiti delle investigazioni, l’ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del
Tribunale di Catanzaro, accogliendo la Richiesta di applicazione di Misura Cautelare Personale e di
Misura Reale di questa Procura, ha disposto nei confronti dell’imprenditore la misura cautelare
personale degli arresti domiciliari ed il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale e/o
professionali, sia in relazione all’ipotesi di bancarotta fraudolenta distrattiva (legata alla creazione
della c.d. newco e allo svuotamento di fatto della ONLUS) sia in relazione alla correlata ipotesi di
autoriciclaggio emersa nel corso delle indagini. Difatti, oltre al reimpiego della struttura operativa
distratta nella stessa newco, le attività investigative condotte hanno evidenziato un abuso di posizione
dominante della S.p.A. siciliana nella compagine di governo della c.d. newco, circostanza che ha
consentito, al citato imprenditore, sin da subito di attuare condotte di drenaggio di liquidità dalla c.d.
newco a favore della S.p.A., senza che vi fosse alcuna ragione economica sottostante.
Oltre alle misure cautelari personali, sono state disposte dal GIP le misure del sequestro preventivo
impeditivo della c.d. newco, essendo stata utilizzata per commettere i fatti distrattivi e di
autoriciclaggio e del sequestro preventivo ai fini della confisca, anche per equivalente, della somma
di oltre 644 mila euro, nei confronti della citata newco e, nel caso di mancanza o insufficienza di
denaro, anche nei confronti dell’imprenditore di origine siciliana. Tale somma corrisponde agli utili
realizzati nelle annualità 2022 e 2023 dalla newco, attraverso la gestione del complesso aziendale
distratto dalla ONLUS.
Infine, è stato contestato anche alla c.d. newco l’illecito amministrativo di cui all’art. 25 octies del
D.Lgs. 231/2001 in ragione delle operazioni di autoriciclaggio contestate all’imprenditore siciliano,
legale rappresentante della stessa.
Si evidenzia che i provvedimenti emessi in questa fase sono stati adottati sulla base delle attuali
risultanze investigative, per come finora emerse nel corso delle indagini preliminari. Pertanto, gli
indagati sono da considerarsi innocenti fino ad un’eventuale sentenza di condanna.




