Cgil Calabria: “Se Occhiuto punta ai giovani, non attacchi gli anziani ma pensi al salario minimo e a lavoro stabile e di qualità”

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I salari del nostro Paese sono tra i più bassi d’Europa, anche il Presidente Occhiuto ne ha preso atto. Tuttavia è alquanto singolare che le soluzioni che prospetta in favore dei giovani passino dall’attacco agli anziani. Così il governatore punta il dito anche contro il diritto alla retribuzione delle lavoratrici e dei lavoratori, relativamente agli istituti contrattuali previsti per valorizzare l’esperienza e la professionalità maturata nel corso del tempo che, tra l’altro, sono prerogative dettate alla contrattazione collettiva.

Tutto ciò va a svalutare le competenze acquisite e comporta il rischio di aprire un conflitto generazionale, mettendo a repentaglio la sostenibilità previdenziale. Un’ipotesi che non terrebbe in alcuna considerazione un adeguato mix tra premialità per il potenziale innovativo garantito dai giovani e la stabilità dettata dall’esperienza degli anziani.

Invece, per sostenere le nuove generazioni, il presidente Occhiuto dovrebbe assumere l’impegno a favorire effettive opportunità occupazionali stabili e di qualità e non le solite modalità di lavoro precario e a tempo determinato previste in parecchie misure delle politiche per il lavoro.

Inoltre, in previsione di una effettiva crescita occupazionale comparata dalla diffusione di contratti di lavoro stabili, in materia di dinamiche presalariali, sarebbe opportuno un incremento dell’indennità per i tirocini, che in Calabria raggiunge i 650 euro, mentre in altre regioni raggiunge gli 800 euro. Un dato che conferma che anche nelle misure di pre ingresso nel mondo del lavoro la nostra regione offre condizioni peggiori rispetto alle altre.

Sulla questione fiscale è ben nota la posizione rivendicativa della Cgil e cioè quella di far valere la progressività impositiva e, quindi, colpire i grandi patrimoni, gli extra profitti e allo stesso tempo alleggerire i redditi da lavoro dipendente, in particolare modo quelli medio-bassi.

Infine, se l’intento del Presidente è sostenere i salari percepiti nella regione più povera d’Europa, ci aspettiamo una rapida convocazione per condividere una legge regionale sul salario minimo e sulla limitazione dei contratti a termine, con immediata applicazione negli appalti pubblici e nelle società partecipate, evitando, quindi, fenomeni di dumping contrattuale avviando la promozione di politiche regionali per la garanzia di soglie retributive e prevedendo reali incentivazioni per assunzioni stabili di giovani, in chiaro contrasto al lavoro precario e povero.

Tutto ciò renderebbe contenti tanti giovani che eviterebbero di essere costretti ad abbandonare i luoghi in cui sono nati alla ricerca di un salario dignitoso, così come i loro genitori.