Autismo e inclusione: presentati i risultati del programma “Passi in avanti” finanziato dalla Regione per 1,6 milioni di euro
Gen 19, 2026 - redazione
“Sulla disabilità e sui disturbi dello spettro autistico stiamo facendo passi avanti, ma non sono ancora sufficienti rispetto alla complessità e alla profondità dei bisogni; dobbiamo lavorare molto per rafforzare i progetti di vita, per renderli più veloci e più vicini alle esigenze delle famiglie, perché troppe persone affrontano difficoltà straordinarie ancora in solitudine”: lo ha dichiarato il presidente della Regione Roberto Occhiuto nel corso della conferenza stampa di presentazione del programma “Passi in avanti”, realizzato nell’ambito del progetto “Meglio accogliere, accogliere meglio” (DGR 571/2021 – Programma Royalties Calabria), che ha visto protagonisti i Centri Polivalenti delle macro aree territoriali di Cosenza e Crotone dedicati a giovani e adulti con disabilità del neurosviluppo.
Il presidente Occhiuto, intervenuto insieme all’assessore regionale alle Politiche sociali, Pasqualina Straface, e Adriana De Luca, presidente dell’Associazione “Gli altri siamo noi”, partner del programma, ha sottolineato l’impegno della Regione Calabria nel rafforzamento delle politiche di welfare dedicate alle persone con disabilità, esprimendo riconoscenza per il contributo fondamentale del mondo del terzo settore, in un autentico spirito di sussidiarietà orizzontale: “Dobbiamo investire più risorse e lo faremo. Abbiamo già destinato 1,6 milioni di euro a questo progetto e ne aggiungeremo altri. Sono particolarmente felice – ha concluso il Presidente – che questo progetto abbia accompagnato alcuni giovani nel mondo del lavoro: parliamo di ragazzi straordinari, con abilità altrettanto straordinarie, che devono emergere e diventare una risorsa per il territorio e per il sistema produttivo”.
L’iniziativa ha coinvolto complessivamente 45 destinatari tra adolescenti e giovani/adulti nelle due province, costruendo ponti operativi tra disabilità con bisogni complessi e disturbi dello spettro autistico attraverso percorsi comuni di capacitazione. Una scelta metodologica che ha privilegiato l’integrazione rispetto alla segregazione diagnostica, valorizzando potenzialità trasversali.
“I risultati concreti dei due progetti realizzati dai centri polivalenti di Crotone e Cosenza – ha dichiarato l’assessore Straface – dimostrano come inclusione sociale, autonomia e lavoro siano obiettivi realizzabili anche per giovani e adulti con disabilità complesse e disturbi dello spettro autistico. La disabilità non deve essere considerata una condizione da gestire con logiche assistenzialistiche, ma una dimensione della vita che va accompagnata con strumenti adeguati, coerenza e visione. Attraverso questi progetti abbiamo rafforzato le abilità individuali in contesti inclusivi, mettendo le persone al centro di percorsi di crescita orientati all’autonomia e al lavoro”.
Il programma ha dispiegato oltre 7.100 ore di attività laboratoriali con personale qualificato tra le due sedi, orientate all’acquisizione di competenze trasversali per favorire l’inclusione sociale e la vita adulta, e di competenze prelavorative e lavorative. Diciotto giovani/adulti sono stati avviati a percorsi professionalizzanti nei settori della ristorazione (pasticceria, cucina, pizzeria, sala) e dell’agricoltura, ambiti strategici per il tessuto economico territoriale e le possibili opportunità di lavoro, e nel settore dell’informatica con l’acquisizione di tre certificazioni EIPASS.
“Per la prima volta in Calabria – ha proseguito l’Assessore – stiamo lavorando a un piano operativo sui disturbi dello spettro autistico e del neurosviluppo, orientato all’integrazione sociosanitaria e a una presa in carico complessiva della persona, lungo tutto l’arco della vita: dalla transizione verso l’età adulta all’autonomia e all’inclusione sociale. Un approccio che supera la dimensione esclusivamente clinica e punta sul rafforzamento della rete territoriale – Asp, Comuni, terzo settore, cooperative e famiglie – attraverso progetti personalizzati costruiti sulle reali esigenze dell’individuo. I centri polivalenti diventano così veri punti di riferimento per le famiglie e per le comunità”.
I risultati occupazionali attestano l’efficacia dell’approccio: un’assunzione a tempo indeterminato, sei tirocini conclusi positivamente e sei ulteriori percorsi in corso o in fase di avvio documentano la possibilità di tradurre progettualità volte alla maturazione integrale e alla acquisizione di capacità operative professionali in concrete occasioni lavorative.
“Il lavoro svolto – ha spiegato la presidente dell’Associazione “Gli altri siamo noi”, Adriana De Luca – ha prodotto ricadute concrete e significative. All’interno del nostro centro abbiamo attivato percorsi di formazione attraverso laboratori di cucina, pasticceria, pulizie, agricoltura e informatica, affiancandoli a veri e propri percorsi professionalizzanti realizzati con figure qualificate del settore. Alcuni ragazzi hanno conseguito certificazioni riconosciute, laddove le competenze lo permettevano, perché il nostro obiettivo è costruire opportunità autentiche, reali e sostenibili. Il risultato più significativo – ha concluso Adriana De Luca – è stato però l’inserimento lavorativo a tempo indeterminato di una ragazza, al termine di un tirocinio di sei mesi: un traguardo importante, che dimostra come questi percorsi possano tradursi in reali opportunità di lavoro e che ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore determinazione su questa strada”.
Sul versante formativo, la partecipazione ai Gruppi di Lavoro Operativo (GLO) e ai Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PTCO) ha garantito continuità tra la dimensione didattica-educativa e la prospettiva di una vita futura di qualità. Con oltre 900 ore di affiancamento individuale in età scolare si è realizzato il passaggio da un percorso differenziato a uno paritario equipollente per due adolescenti, il conseguimento di tre titoli di istruzione superiore legalmente riconosciuti e di un attestato di credito formativo.
Le attività socioculturali – oltre 1.700 ore complessive – hanno contrastato l’isolamento sociale che caratterizza frequentemente le traiettorie di vita di persone con disabilità del neurosviluppo, creando occasioni di partecipazione comunitaria in attività culturali, ricreative, sportive, naturalistiche.
Sono state 120 le ore di formazione su temi strategici relativi alla accoglienza delle persone autistiche e agli interventi efficaci, alla prevenzione e cura delle possibili patologie psichiatriche associate, alla affettività e sessualità hanno interessato familiari, operatori e professionisti socio sanitari, contemperando aggiornamento comune (34 ore) e specializzazione tecnica (86 ore). Una scelta che riconosce la complessità degli interventi e la necessità di linguaggi condivisi tra attori diversi del sistema di cura.



