Aldo Alessio, risponde all’assessore Romeo

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IL TEATRO DELL’ASSURDO
Cronache di Resistenza Politica e Verità Documentate

Editoriale di Satira e Critica Politica
A cura di Aldo Alessio (Ulisse)
Comunicato N° 62 — 25 ottobre 2026

TIC TAC, TIC TAC…

ovvero l’Assessore che fa le domande
Cronaca di un Comune che interroga l’ex Sindaco — Sessantaduesima Edizione
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IL COMANDANTE IN PLANCIA CHIEDE LA ROTTA AL COMANDANTE SBARCATO DUE ANNI PRIMA

Quando, per sapere come sono andati i fatti, si interroga l’ex Sindaco invece dei propri uffici!

  1. Troia, gli Eroi e l’arte di cambiare argomento

L’Assessore ai Lavori Pubblici, Ing. Giuseppe Romeo, mi rassicura: «Gioia Tauro non è Troia». Verissimo, e non ho mai pensato il contrario. La guerra di Troia si combatté circa 3.200 anni fa, quando esistevano gli Eroi: oggi la specie è, purtroppo, in via di estinzione e le battaglie si combattono a colpi di post. Ma anche allora valeva una regola di elementare buon senso: il comandante che voleva sapere come stesse il proprio accampamento lo chiedeva ai suoi. Non andava a domandarlo a chi era già tornato a Itaca.

Ulisse, fu l’Eroe più astuto. Quando dovette passare davanti alle Sirene, ai suoi marinai tappò le orecchie con la cera. All’Assessore la cera non serve: in due comunicati zeppi di date, delibere e determine è riuscito a non sentire nulla, a orecchie perfettamente libere.

  1. I libri di bordo, le carte nautiche e il direttore di macchina

Il Comandante della nave quando c’è nebbia sta in plancia e non chiede la rotta al passeggero sbarcato da più di due anni: rafforza la guardia sul ponte di comando, consulta le carte nautiche, i libri di bordo e il direttore di macchina. Fuor di metafora: gli atti, l’archivio delle determine e delle delibere, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico. L’Assessore ha tutto questo a portata di mano, di telefono, di corridoio e di PEC. Io non ho più né ufficio, né protocollo, né dirigenti a disposizione. Eppure è a me che chiede come siano andati i fatti. Evidentemente, per l’Assessore, il giornale di bordo sono io: nonostante sia sbarcato dalla nave per fine mandato dal 26 giugno 2024.

  1. Re Mida, i miracoli e il tocco dell’Assessore

L’Assessore dichiara di non essere «l’assessore dei miracoli». Concordo: per sapere come sono andati i fatti non serve alcun miracolo, basta una mail al Dirigente (o una PEC, se vuole stare tranquillo). Mi tira in ballo anche Re Mida: lusingato, ma preferisco Ulisse, che a Itaca si fece riconoscere mettendoci la faccia e non con un post. Osservo piuttosto che l’Assessore ha il tocco opposto: tutto ciò che sfiora diventa un punto interrogativo. Domande sull’immobile, domande sui tempi, domande sulle parentele, persino una domanda su dove fossi io la mattina dell’inaugurazione.

Su quest’ultima, che lega la mia assenza alla mia «propensione alla legalità», rinvio ai fatti: nelle mie ultime due amministrazioni sono stati acquisiti al patrimonio comunale 34 beni confiscati su 76, e il Comune si è costituito parte civile in tutti i processi contro i clan. La legalità si misura nelle aule di giustizia, nelle testimonianze nei processi antimafia e nei beni acquisiti al patrimonio indisponibile del Comune, non nel registro delle presenze di un taglio ripetitivo del nastro di un bene confiscato che era stato già restituito alla Città sin dal 2009 e con formale convenzione nel 2013.

  1. Il «SÌ O NO?» e le attestazioni degli uffici

All’Assessore, che ora pretende un «sì o no» sui conflitti d’interesse, ricordo che ho già risposto per iscritto, due volte (comunicati n. 60 e n. 61): nessun conflitto. Ricordo anche che, per sua stessa ammissione, la parentela «non costituisce, da sola, un conflitto d’interessi»: la domanda, dunque, non serve a chiarire nulla, ma a fare titolo. Gli atti del 30 agosto e del 6 dicembre 2024, adottati sotto l’attuale amministrazione, attestano che «non esistono situazioni di conflitto di interesse». L’Assessore ritiene che ciò non basti a chiarire le fasi precedenti. Dunque non si fida delle attestazioni dei propri dirigenti? Bene: è un motivo in più per andarli a trovare.

  1. Ventotto mesi, sei mesi e un calendario

L’Assessore rivendica l’aggiudicazione in sei mesi, contro i miei «ventotto». Applausi. Ma è lui stesso a scrivere che la convenzione fissava la scadenza al 31 dicembre 2024. Se il treno parte il 31 dicembre, chi sale a bordo il 27 (Determina n. 881) è puntuale: non ha battuto alcun record. E non può rimproverare di ritardo chi, nel frattempo, il biglietto lo aveva già comprato: lo studio di fattibilità approvato con Delibera di Giunta n. 27 del 24 febbraio 2022 e 2.040.000 euro di finanziamento europeo. Un Comune che ha la dote in cassaforte e la scadenza a dicembre non è in ritardo: è in orario.

  1. Compiti per casa (da svolgere in Comune)

Poiché le domande sono la specialità dell’Assessore, gliene giro cinque già pronte per il protocollo. Le rivolga ai suoi uffici: le risposte sono negli atti e le chiavi dell’archivio le ha lui.

  • Delibera n. 27/2022: la Delibera di Giunta del 24 febbraio 2022, che prevedeva l’intervento su DUE fabbricati, è stata modificata, integrata o revocata da un successivo atto della Giunta?
  • Determina n. 805/2024: con quale atto di indirizzo, e su iniziativa di chi, si è passati a UN SOLO fabbricato?
  • Validazione del 30 agosto 2024: sulla base di quali verifiche è stato sottoscritto il relativo verbale?
  • Conflitto d’interessi: le attestazioni di assenza di conflitto contenute negli atti del 2024 sono state verificate dagli uffici? Se l’Assessore non le ritiene sufficienti, lo dica ai dirigenti che le hanno firmate.
  • Collaudo e agibilità: l’immobile inaugurato il 23 ottobre 2026 dispone di collaudo e di certificato di agibilità? Vi è stata una sospensione dei lavori? Per quanto tempo e perché?
  1. Il sipario cala sulle domande

Ho risposto con date, numeri di delibera e di determina. Mi si replica con altre domande: siamo al Teatro dell’Assurdo in senso letterale, dove gli attori si scambiano battute senza mai rispondersi. Con questo comunicato chiudo la conversazione con l’Assessore. Non per mancanza di argomenti, ma perché, come dice il proverbio, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: e io scrivo per la città, che invece legge. Le risposte che cerca, l’Assessore le troverà dove si trovano sempre: nel suo Comune, a pochi passi dalla sua scrivania. E se proprio non dovesse trovare la strada dei propri uffici, ogni cittadino può percorrerla per lui: l’accesso civico generalizzato (art. 5, comma 2, D.Lgs. n. 33/2013) non richiede alcuna motivazione.

⏱️ TIC TAC, TIC TAC, TIC TAC…

«I fatti restano scritti negli archivi dell’Ente; le domande a mezzo social svaniscono con il post successivo. Per sapere come sono andate le cose non serve un oracolo, né un miracolo: basta un protocollo. Il tempo scorre e la città guarda. Ce la faremo, perché non ci siamo mai arresi!»

Aldo Alessio (Ulisse)
Già Sindaco di Gioia Tauro

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