Palmi, Scuola primaria e dell’infanzia di Trodio, una situazione che necessita chiarezza per le diverse criticità
Set 14, 2026 - redazione
Riceviamo e pubblichiamo
Una situazione che necessita di chiarezza è quella che riguarda la scuola primaria e la scuola dell’infanzia di Trodio, articolate in più strutture.
La segnalazione arriva da una fonte che, per timore di possibili ripercussioni, chiede di mantenere il più assoluto anonimato. Quanto riportato viene quindi presentato come una serie di circostanze che necessitano di verifiche e risposte ufficiali da parte degli enti competenti.
Una delle strutture interessate, quella che in passato ha ospitato la scuola dell’infanzia, avrebbe oltre quarant’anni e sarebbe stata originariamente utilizzata come abitazione dell’ex guardiano.
Nel 2020 la scuola dell’infanzia sarebbe stata collocata proprio all’interno di questo edificio. Una struttura che, secondo quanto riferito, avrebbe presentato nel tempo diverse criticità, tra cui una diffusa presenza di umidità e ambienti particolarmente freddi.
Sempre secondo la segnalazione, nell’edificio sarebbero presenti stufette fissate alle pareti, alcune delle quali non funzionanti. Vi sarebbero inoltre punti nei quali l’intonaco o parti del muro tenderebbero a deteriorarsi e a sbriciolarsi.
Circostanze che, se confermate, renderebbero ancora più importante una verifica tecnica sulle effettive condizioni dell’immobile e sulla sua idoneità ad accogliere quotidianamente dei bambini.
Un passaggio particolarmente importante risalirebbe al maggio 2026.
Secondo quanto riferito dalla fonte, dalla scuola centrale San Francesco, diretta dal dirigente scolastico Ferdinando Rotolo, sarebbe stato comunicato, a seguito di disposizioni attribuite ai Vigili, che quella struttura non risultava idonea ad accogliere i bambini per il servizio mensa, anche perché priva di un lavandino.
Nella stessa segnalazione viene inoltre fatto riferimento a una presunta condizione di non agibilità dell’edificio. Un punto estremamente delicato che, proprio per questo, necessita di essere verificato attraverso gli atti ufficiali.
Successivamente, durante incontri collegiali con i docenti, il dirigente scolastico e la vicepreside avrebbero comunicato che la decisione era ormai presa: una classe della scuola primaria del Trodio avrebbe dovuto essere trasferita proprio in quella struttura.
Ed è qui che sorgono gli interrogativi.
Se nel maggio 2026 l’edificio non risultava idoneo per determinate esigenze dei bambini, che cosa è cambiato successivamente?
Sono stati eseguiti lavori?
Sono stati risolti i problemi di umidità? Le stufette non funzionanti sono state riparate o sostituite?
Sono stati effettuati interventi sulle parti deteriorate dei muri?
E, soprattutto, sono state eseguite verifiche tecniche che attestino l’effettiva sicurezza e idoneità della struttura a ospitare per intere giornate una classe della scuola primaria?
Non si tratta di spostare dei pupazzi da una struttura all’altra. Si tratta di bambini.
Ed è proprio quando sono coinvolti dei minori che ogni dubbio dovrebbe essere chiarito prima di assumere decisioni definitive.
La richiesta viene pertanto rivolta all’amministrazione comunale, alle autorità scolastiche e a tutti gli organismi competenti. La vicenda viene sottoposta anche all’attenzione del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, affinché possa valutare la situazione nell’ambito delle proprie competenze e contribuire a fare chiarezza.
La domanda principale resta una: la struttura è realmente agibile, sicura e idonea all’uso scolastico?
Se lo è, perché la scuola dell’infanzia non è rimasta lì?
E se in passato erano presenti delle criticità che impedivano o rendevano problematico l’utilizzo della struttura da parte dei bambini dell’infanzia, quali interventi sono stati effettuati successivamente per superarle?
In particolare, se nel maggio 2026 la struttura non risultava idonea per determinate esigenze dei bambini, occorre spiegare cosa sia cambiato nei mesi successivi per renderla adatta ad accogliere quotidianamente una classe della primaria.
Un altro elemento riguarda la seconda struttura nella quale è presente la scuola elementare. Secondo quanto segnalato, al suo interno sarebbe disponibile una stanza che potrebbe essere utilizzata come spazio per le attività e la condivisione, anche a beneficio dei bambini con disabilità.
Anche su questo punto sarebbe opportuno comprendere quali valutazioni organizzative, didattiche e di sicurezza siano state effettuate prima di scegliere il trasferimento di una classe nell’altra struttura.
Scuola dell’infanzia e scuola primaria possono certamente essere ospitate nello stesso plesso o in edifici contigui, purché gli ambienti utilizzati rispettino i requisiti previsti in relazione alla loro concreta destinazione e alle esigenze dei bambini che li frequentano.
Il punto, dunque, non è alimentare polemiche, ma ottenere risposte precise e documentate.
Esiste un certificato o altra documentazione che attesti l’attuale agibilità della struttura?
Qual è la destinazione d’uso autorizzata dell’immobile?
Sono stati effettuati interventi di manutenzione, adeguamento o messa in sicurezza?
Sono state verificate le condizioni legate all’umidità?
Gli impianti e i sistemi utilizzati per il riscaldamento sono tutti funzionanti e adeguati?
Sono state verificate le parti di intonaco o muratura che, secondo la segnalazione, presenterebbero segni di deterioramento?
Sono stati effettuati sopralluoghi e verifiche tecniche prima di decidere di trasferire una classe?
E l’edificio possiede oggi tutti i requisiti necessari per essere utilizzato quotidianamente come ambiente scolastico?
A tutto questo si aggiunge un elemento importante: da quanto riferito, il Comune avrebbe rilasciato l’agibilità della struttura.
Se tale circostanza è confermata, sarebbe opportuno rendere noti gli estremi e il contenuto della relativa documentazione, così da fugare ogni dubbio.
Resta infatti da chiarire se l’agibilità dell’immobile corrisponda anche alla sua effettiva idoneità rispetto alla specifica destinazione scolastica prevista e alle condizioni concrete nelle quali i bambini dovrebbero trascorrere diverse ore ogni giorno.
Non si vogliono formulare accuse né attribuire responsabilità prima che siano effettuate le necessarie verifiche.
Si chiede semplicemente trasparenza.
Se la struttura è perfettamente agibile, sicura e idonea a ospitare una classe, lo si dimostri attraverso gli atti, le certificazioni e le verifiche previste. Sarebbe il modo più semplice per tranquillizzare famiglie, docenti e l’intera comunità.
Se invece dovessero permanere problemi di umidità, riscaldamento, deterioramento delle pareti o altre criticità, è necessario che queste vengano risolte prima di trasferirvi una classe.
La sicurezza dei bambini deve venire prima di qualsiasi esigenza organizzativa.
Per questo la domanda rimane e merita una risposta ufficiale:
la struttura del Trodio è oggi realmente agibile, sicura e pienamente idonea ad accogliere quotidianamente una classe di bambini?
E, se lo è, che cosa è cambiato rispetto alle criticità segnalate negli anni precedenti e, in particolare, rispetto alla situazione del maggio 2026?
Sono domande alle quali sarebbe auspicabile rispondere non con rassicurazioni generiche, ma attraverso documenti, certificazioni e verifiche tecniche, nell’interesse esclusivo dei bambini, delle loro famiglie e dell’intera comunità scolastica.




