Cittanova, l’Amore che costruisce Comunità: una giornata dedicata al dialogo, alla memoria e alla fraternità
Set 14, 2026 - redazione
“L’Amore che costruisce Comunità”. È questo il filo conduttore dell’iniziativa che si svolgerà a Cittanova il prossimo 15 settembre, nell’ambito delle manifestazioni della XXVII Giornata Europea della Cultura Ebraica, dedicata quest’anno al tema dell’Amore.
Un appuntamento che intende trasformare il tema dell’amore da semplice sentimento a responsabilità verso l’altro, attraverso la memoria, l’incontro, il dialogo tra le fedi, il riconoscimento delle diversità e la comune ricerca di una convivenza fondata sulla dignità di ogni essere umano.
Il progetto vede impegnati UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, aePJ, Conseil de l’Europe e Comunità Ebraica di Napoli ed è seguito dall’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, sotto l’egida della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità.
La giornata sarà articolata in due distinti momenti, idealmente collegati da un unico filo: quello della memoria che diventa responsabilità e dell’incontro che diventa costruzione di comunità.
La memoria nel Giardino dei Giusti
Il primo appuntamento è previsto alle ore 16.00 presso il Giardino dei Giusti, ubicato in un viale esterno della Villa Comunale di Cittanova.
Sarà un momento dedicato alla memoria e alla vita, attraverso la storia di coloro che, in tempi e contesti diversi, hanno avuto il coraggio di opporsi all’odio e di salvare vite umane.
Interverrà Tonino Nocera, cultore di Storia ebraica e autore del volume Rosh Shel Calabria.
Seguirà la lettura di alcuni passi delle Sacre Scritture, con l’intervento di don Letterio Festa.
Particolarmente significativo sarà il momento dell’accensione, su un candelabro di forma circolare, delle lucine della memoria dedicate alle persone di tutte le nazionalità che hanno salvato vite umane.
A compiere questo gesto saranno gli studenti del Polo Liceale “Gerace-Guerrisi”, guidato dalla dirigente scolastica Clelia Bruzzì, accompagnati dalla professoressa Elisa Minniti.
Sono giovani che hanno recentemente avuto la possibilità di visitare i campi di concentramento di Auschwitz e che, attraverso quell’esperienza, hanno potuto confrontarsi direttamente con uno dei capitoli più drammatici della storia europea.
La memoria, dunque, non come semplice ricordo del passato, ma come strumento educativo per il presente e responsabilità verso il futuro.
Nello stesso spazio sarà allestita la mostra della pittrice Mimma Zenone, persona con disabilità, presentata come espressione di coraggio, vita e speranza.
A parlare dell’artista sarà la poetessa Vincenza Armino, curatrice della mostra.
La presenza delle opere di Mimma Zenone assume così un significato particolare: accanto alla memoria delle vite salvate, la celebrazione della vita nella sua fragilità, nella sua unicità e nella sua capacità di trasformare le difficoltà in una testimonianza di speranza.
Dalla memoria all’incontro
Alle ore 17.00, l’iniziativa si sposterà all’interno del cineteatro “Rocco Gentile”, dove si terrà il convegno sul tema “L’Amore che costruisce Comunità”.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Cittanova, avvocato Domenico Antico, degli assessori Rita Morano e Francesco Rao, dell’avvocato Giulio Disegni, coordinatore del Progetto Meridione Ebraico UCEI, del Direttore del Consorzio del Cedro e Museo Angelo Adduci, di Francesco Rascaglia, delegato per Nicotera del Club Unesco diTropea e delle altre autorità presenti, si entrerà nel cuore della riflessione.
Ad aprire i lavori sarà la relazione della docente Simona Stillitano, dedicata al tema dell’amore.
Seguirà la riflessione della Presidente dell’Associazione Cittanova Radici, Domenica Sorrenti, sul pensiero del filosofo ebreo Martin Buber e sulla sua celebre affermazione: “Ogni vita vera è incontro”.
È proprio nell’idea di incontro che il tema dell’amore trova una delle sue espressioni più profonde. L’altro non è un oggetto da giudicare, una categoria nella quale inserirlo o un avversario da combattere, ma una persona da riconoscere nella propria unicità e dignità.
L’amore, quindi, diventa relazione.
E la relazione diventa ascolto, dialogo, riconoscimento dell’altro, responsabilità.
Da qui nasce la domanda centrale della giornata: come può l’amore diventare una forza capace di costruire comunità?
Un amore senza confini
Ampio spazio sarà dedicato all’approfondimento del tema “L’Amore per ogni essere umano”, senza differenza tra ricco e povero, amico o nemico, buono o cattivo, ateo o credente, nelle diverse tradizioni religiose.
Un tema particolarmente significativo in un momento storico nel quale guerre, conflitti, discriminazioni, pregiudizi e contrapposizioni sembrano spesso prevalere sul dialogo.
A confrontarsi saranno rappresentanti di diverse realtà religiose e culturali: Rav Cesare Moscati, della Comunità Ebraica di Napoli; l’avvocato Domenico Naccari, Console Onorario del Regno del Marocco per la Regione Calabria; Padre Benedetto Colucci, per la Chiesa Ortodossa; il Pastore Bruno Gabrielli, per la Chiesa Valdese; l’avvocato Antonino Aloi, Responsabile dell’Associazione Pietà del Pellicano; e il dottor Roque Pugliese, CEN Calabria, Sezione di Palmi.
A chiudere la rosa degli interventi sarà S.E. Monsignor Giuseppe Alberti, Vescovo della Diocesi di Oppido-Palmi.
La pluralità delle voci rappresenta essa stessa un messaggio: la diversità delle tradizioni e delle identità non deve necessariamente generare contrapposizione, ma può diventare occasione di conoscenza, confronto e arricchimento reciproco.
La Carta di Cittanova: dal dialogo alla responsabilità
Il momento conclusivo dell’iniziativa sarà dedicato alla presentazione della Carta di Cittanova, un vero e proprio Patto civico per il Dialogo, la Fraternità, la Dignità dell’Essere Umano, la Memoria, il Rispetto di tutte le Fedi e della libertà religiosa, il Rispetto delle Diversità, nella consapevolezza identitaria della Costituzione Italiana.
La Carta, composta da quattordici articoli, nasce dalla volontà di tradurre i principi emersi dal percorso di riflessione in un impegno concreto.
A illustrarla sarà la dottoressa Marcella Clara Reni, Notaio.
Il suo significato è racchiuso nella volontà di passare dalle parole ai comportamenti, dal dialogo alla responsabilità, dalla memoria all’impegno.
L’evento si concluderà con la sottoscrizione della Carta di Cittanova da parte dei rappresentanti delle istituzioni, degli enti, delle comunità religiose, degli istituti scolastici, delle associazioni e delle cittadine e dei cittadini presenti.
Ma la Carta non sarà un atto destinato a esaurirsi nella giornata del 15 settembre.
Il Registro delle adesioni rimarrà aperto anche successivamente, affinché chiunque ne condivida i principi possa aderire e contribuire alla loro concreta attuazione.
Un messaggio per le nuove generazioni
Il coinvolgimento degli studenti del Polo Liceale “Gerace-Guerrisi” e la loro partecipazione al momento della memoria rappresentano uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa.
Perché costruire una comunità diversa significa soprattutto educare le nuove generazioni all’incontro.
Significa insegnare che la memoria non è vendetta, che la diversità non è una minaccia, che l’altro non è un nemico e che la pace non può essere affidata soltanto alle parole.
La pace richiede conoscenza, ascolto, diplomazia, responsabilità e capacità di riconoscere nell’altro la stessa umanità che riconosciamo in noi stessi.
È questo il senso profondo del percorso che Cittanova propone: ricordare per comprendere, comprendere per incontrarsi, incontrarsi per dialogare, dialogare per costruire fraternità.
La musica come linguaggio universale
Ad accompagnare la giornata saranno anche alcuni intermezzi musicali affidati alle voci di Tabita Romano e Maria Bagalà, accompagnate dal maestro Luca Moro.
Anche la musica contribuirà così a creare uno spazio comune, nel quale differenze e sensibilità possano incontrarsi attraverso un linguaggio capace di parlare a tutti.
La comunità cittanovese, il comprensorio e tutte le persone di buona volontà sono invitate a partecipare a una giornata che vuole lasciare un segno non soltanto nella storia di Cittanova, ma nel percorso più ampio di una comunità che sente il bisogno di ritrovare punti di riferimento per il proprio cammino.
Perché, in fondo, il messaggio della giornata può essere racchiuso proprio nelle parole di Martin Buber:
“Ogni vita vera è incontro”.
E se ogni vita vera è incontro, allora ogni incontro autentico può diventare l’inizio di una relazione.
Ogni relazione può diventare dialogo.
Il dialogo può diventare fraternità.
E la fraternità, quando diventa responsabilità condivisa, può trasformarsi in Comunità.
È questa la sfida che Cittanova affida al 15 settembre.
È questa la strada che si vuole indicare alle generazioni presenti e future.



