Benedetto su “l’iniquità sociale che soffoca il nostro territorio” e l’avvio del nuovo anno scolastico
Set 14, 2026 - redazione
«Nelle ultime settimane ho attraversato le piazze, le periferie e i Comuni del nostro territorio. Più che la
rabbia, la sensazione più profonda con cui mi sono confrontato è un senso diffuso di isolamento e forte
sofferenza sociale. Le persone sono stanche della retorica elettorale e hanno paura di essere lasciate sole di
fronte a divari economici e territoriali sempre più profondi». È quanto dichiara Frank Benedetto, candidato
alle Elezioni suppletive della Camera dei Deputati del 27 e 28 settembre per il collegio 5-Calabria, tracciando
un bilancio degli incontri svolti dall’inizio della campagna elettorale. «Dall’ascolto diretto dei cittadini —
spiega Benedetto — emergono chiaramente i timori che paralizzano le nostre comunità, tutti legati da un
unico filo conduttore: il peso intollerabile delle diseguaglianze. La diseguaglianza più ingiusta è quella che
tocca la vita e la salute. Da medico e professionista sanitario, toccare con mano l’ansia dei cittadini di fronte
a liste d’attesa interminabili o presidi territoriali privi di risorse è intollerabile. Oggi chi ha disponibilità
economica si cura nel privato o al Nord, chi non ha questa possibilità è costretto ad attendere le lunghe liste
d’attesa dovute alla carenza di personale. Questa è una violazione dei principi di uguaglianza sanciti dalla
Costituzione». «Cresce purtroppo – continua Benedetto – la forbice tra chi riesce a far fronte all’aumento del
costo della vita e chi scivola ogni giorno verso la soglia di povertà. Le famiglie non temono solo il presente,
ma vivono con l’angoscia di non poter offrire ai propri figli gli stessi strumenti di crescita e di studio garantiti
in altre parti d’Italia. C’è una vera e propria diseguaglianza generazionale e territoriale che spinge i nostri
giovani alla fuga e che è strettamente legata alla crisi di rappresentanza e all’astensionismo al voto». Per
Benedetto «la misura del salario minimo legale non è una bandiera ideologica, ma una necessità urgente per
restituire potere d’acquisto alle famiglie, combattere lo sfruttamento e fermare l’emorragia di coloro che
lasciano la Calabria, che spesso sono adulti, perché non vedono riconosciuto il valore del proprio impegno».
Per Benedetto «Esiste una sproporzione evidente tra i centri urbani e i comuni dell’entroterra, isolati dalla
carenza di trasporti, servizi sociali e infrastrutture di base. L’assenza dello Stato in queste aree alimenta la
sensazione di cittadini di “serie B” e accentua la sfiducia nelle Istituzioni». «Contro queste ingiustizie serve
una svolta netta — conclude Frank Benedetto —, la lotta alle diseguaglianze sociali, sanitarie ed economiche
deve diventare la priorità assoluta dell’agenda politica per il Mezzogiorno. Se eletto alla Camera, il mio
impegno sarà quello di battermi per una redistribuzione equa delle risorse, il rafforzamento dei servizi
pubblici essenziali e la garanzia che nascere o vivere a Reggio Calabria non significhi avere meno diritti
rispetto al resto del Paese».
Scuola, Frank Benedetto: «Buon anno scolastico a studenti e personale. Servono interventi concreti,
strutture sicure, fondi per i nidi PNRR e una revisione del dimensionamento scolastico»
In occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico, Frank Benedetto, candidato alle Elezioni suppletive della
Camera dei Deputati del 27 e 28 settembre per il collegio 5- Calabria, rivolge il suo augurio a studenti, famiglie,
docenti e a tutto il personale scolastico.
«L’inizio di un nuovo anno scolastico rappresenta un fondamentale momento di ripartenza per tutta la nostra
comunità. Agli studenti che tornano tra i banchi e a chi garantisce quotidianamente il funzionamento delle
nostre scuole va il mio più sincero augurio di buon lavoro», dichiara Frank Benedetto.
Il candidato sottolinea con fermezza l’approccio necessario per affrontare le criticità del settore: «A poco
servono le manifestazioni plateali e gli slogan di circostanza se non sono seguiti dalla concretezza degli
interventi. La scuola pubblica non ha bisogno di passarelle, ma di soluzioni pragmatiche, pianificazione reale e
risorse finanziarie certe».
Al centro delle priorità indicate dal candidato c’è prima di tutto la tutela dell’incolumità fisica di ragazzi e
lavoratori: «La sicurezza non è una concessione, è un prerequisito assoluto. È improcrastinabile avviare un
piano straordinario di verifiche e diagnosi antisismiche su tutti i plessi scolastici del territorio, programmando
gli eventuali interventi di adeguamento strutturale necessari. Non possiamo attendere le emergenze per
mettere in sicurezza gli edifici dove vivono e studiano i nostri figli».
Parallelamente alla sicurezza strutturale, Benedetto pone l’accento sulla vivibilità e sui servizi: «Servono scuole
agibili anche dal punto di vista climatico, dotate di impianti di climatizzazione e riscaldamento efficienti per far
fronte al caldo d’inizio anno e al freddo invernale. Al tempo stesso, vanno garantiti e rafforzati i servizi
essenziali, dal trasporto pubblico locale alle mense, fino all’assistenza specialistica per la piena inclusione degli
studenti con disabilità. E poi un sostegno economico diretto contro il carovita e il rincaro del materiale
didattico».
A questo si aggiungono le conseguenze del dimensionamento scolastico, che ha colpito duramente le aree
interne, come l’Area Grecanica, accentuando il fenomeno dello spopolamento e tagliando l’autonomia di
storici istituti comprensivi. La chiusura e l’accorpamento dei plessi hanno costretto le famiglie a spostarsi verso
i nodi principali a valle, scaricando un peso enorme sul sistema dei trasporti locali, spesso frammentato. I
lunghi tempi di percorrenza su strade montane disagiate incidono negativamente sulla routine di bambini ed
educatori e per molte famiglie la mancanza di uno scuolabus efficiente si traduce in un vero e proprio ostacolo
all’esercizio del diritto allo studio. Il risultato finale è un progressivo impoverimento culturale dei borghi interni
e un aumento del rischio di dispersione scolastica sul territorio.
Infine, il passaggio sui servizi per la prima infanzia legati alle risorse del PNRR: «I fondi del PNRR hanno
consentito la costruzione di nuovi asili nido, ma la sfida non si esaurisce con l’inaugurazione delle mura. È
indispensabile garantire adeguati fondi di funzionamento per il personale, affinché i nuovi nidi non restino
scatole vuote o cattedrali nel deserto. Servono risorse stabili per l’assunzione di educatori e personale
ausiliario: porterò questa battaglia di concretezza in Parlamento per dare risposte immediate ai Comuni, alle
famiglie e ai nostri giovani».



