Autonomia differenziata, il Pd Calabria: “Il governo Meloni volta le spalle al Sud e mette a rischio il diritto alla salute” 

banner pasticceria taverna

CREATOR: gd-jpeg v1.0 (using IJG JPEG v80), quality = 82


“L’autonomia differenziata torna con effetti ancora più gravi, soprattutto per il diritto alla salute. Se un medico potrà percepire uno stipendio più alto in Lombardia, la sanità calabrese subirà un ulteriore impoverimento, forse irreversibile. Le difficoltà nel reclutamento e mantenimento del personale sanitario diventeranno ancora più grosse e i cittadini calabresi pagheranno un prezzo altissimo”. Lo afferma il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria, dopo il via libera del governo Meloni alle pre-intese avanzate da Liguria, Lombardia e Piemonte per l’attuazione dell’autonomia differenziata. “L’esecutivo nazionale – accusa Irto – riporta avanti un progetto che sottrae risorse e opportunità alle regioni del Mezzogiorno. La Calabria ha già una carenza spaventosa di medici, infermieri e altri professionisti sanitari. La prospettiva di trattamenti economici differenziati favorirà un ulteriore spostamento di personale sanitario verso le aree più ricche del Paese, con effetti terribili sui nostri ospedali, sui nostri servizi territoriali e sulle liste d’attesa”. “Questo colpo di mano – osserva il segretario del Pd calabrese – arriva nel pieno dell’estate, con il caldo, le ferie e una minore attenzione dell’opinione pubblica”. Secondo il Pd Calabria, “tale operazione estiva rischia di compromettere in maniera irreparabile il Servizio sanitario calabrese, ridotto al lumicino da anni di commissariamento, dalla disponibilità di risorse inferiori ai fabbisogni e da una mobilità passiva elevatissima”. “Alla Calabria – sottolinea il partito – servono con urgenza più medici, più fondi e maggiori garanzie, ma il governo continua a seguire una strada che alimenta le diseguaglianze territoriali. Elly Schlein ha richiamato il governo alle proprie responsabilità e denunciato che questo disegno divide il Paese e mette in discussione l’universalità dei diritti fondamentali. Il Pd Calabria condivide questa posizione. La salute non può dipendere dalla regione di residenza né dalla capacità economica dei singoli territori. La Repubblica ha il dovere di garantire pari diritti ai cittadini su tutto il territorio nazionale. La competizione fra Servizi sanitari regionali produrrà vantaggi per le aree già forti e maggiori difficoltà per regioni come la Calabria. Continueremo a lottare contro l’autonomia differenziata, che nuoce al Sud e – concludono i dem calabresi – mette ancora più a rischio il futuro della sanità pubblica”.

Autonomia Differenziata – Ranuccio: «Un voto che rischia di dividere il Paese. La Calabria deve far sentire la propria voce»

Il Vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Ranuccio, esprime forte preoccupazione dopo il via libera del Parlamento alle risoluzioni sulle pre-intese per l’autonomia differenziata riguardanti Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto.
«Quello a cui stiamo assistendo è un passaggio politico di enorme rilevanza che rischia di incidere profondamente sull’equilibrio del Paese e sui diritti dei cittadini», dichiara Ranuccio. «Mentre a Roma si procede rapidamente verso un modello che continua a suscitare fortissime perplessità, ritengo indispensabile che anche il Consiglio regionale della Calabria possa dedicare a questo tema un confronto approfondito e trasparente.»
Il Vicepresidente ricorda di aver presentato una mozione affinché il Consiglio regionale possa esprimersi su una riforma destinata ad avere effetti diretti anche sulla Calabria.
«Il Consiglio regionale deve discutere al più presto una materia così delicata, offrendo a tutte le forze politiche la possibilità di confrontarsi apertamente davanti ai cittadini.»
Secondo Ranuccio, il percorso intrapreso dal Governo Meloni e dal Ministro Calderoli continua a presentare criticità già evidenziate da costituzionalisti, enti locali e parti sociali. In particolare, la riforma procede senza una piena definizione e un adeguato finanziamento dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), presupposto indispensabile per garantire gli stessi diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale.
«Senza LEP realmente finanziati, il rischio è quello di ampliare ulteriormente il divario tra Nord e Sud, soprattutto in settori fondamentali come la sanità. Le pre-intese attribuiscono alle Regioni margini di autonomia che potrebbero incidere sull’organizzazione dei servizi, sulla governance sanitaria e sull’utilizzo delle risorse pubbliche, con il pericolo concreto di accentuare le disuguaglianze territoriali.»
«La maggioranza di centrodestra continua a considerare l’autonomia differenziata una bandiera da sventolare per convenienza politica, anche a costo di sacrificare gli interessi del Mezzogiorno. Si preferisce “brandire lo scalpo del Sud” piuttosto che aprire un confronto serio e trasparente in Consiglio regionale», incalza il Vicepresidente.
«Eppure non stiamo parlando di una posizione isolata. In sede di Conferenza Unificata, Regioni come Campania, Puglia, Sardegna, Toscana ed Emilia-Romagna hanno espresso un netto dissenso sulle pre-intese, evidenziando criticità concrete che il Governo ha scelto di ignorare. Proprio per questo è ancora più importante che anche la Calabria possa discutere apertamente di una riforma destinata ad incidere sul suo futuro.»
Il Vicepresidente Ranuccio conclude rilanciando l’iniziativa politica: «Continuerò a chiedere che si affronti questa discussione ma credo anche che occorra una fase di mobilitazione civile. Una riforma che riguarda il futuro della Calabria e del Mezzogiorno non può essere decisa nel silenzio generale: i cittadini hanno il diritto di essere informati, di partecipare e di far sentire la propria voce.»