SANITÀ MALATA. CHI LUCRA SULLA SOFFERENZA DEVE PAGARE.
La sanità pubblica appartiene ai cittadini, non a chi dovesse trasformarla in un business sulla pelle dei malati.
Ogni giorno migliaia di persone affrontano tumori, malattie gravi, liste d’attesa infinite e il dramma di non sapere come curarsi. Se qualcuno pretende denaro in nero per una visita o sfrutta la disperazione dei pazienti, deve essere individuato e perseguito senza alcuno sconto.
Chiedo alla Guardia di Finanza, all’Agenzia delle Entrate, alla magistratura e a tutte le autorità competenti di intensificare i controlli su eventuali pagamenti non tracciati, patrimoni incompatibili con i redditi dichiarati e qualsiasi altra irregolarità che possa emergere.
Una domanda, però, è doverosa: se emergono sospetti fondati di irregolarità, è giusto verificare se il patrimonio posseduto sia compatibile con i redditi dichiarati. Come sono stati finanziati immobili, ville o altri beni di valore? Tutto è stato realizzato e dichiarato nel pieno rispetto della legge? Sono domande alle quali spetta agli organi di controllo dare risposte, attraverso verifiche rigorose e trasparenti.
Non è accettabile che lo Stato sia inflessibile con il pensionato o il lavoratore che riceve un pignoramento o il blocco del conto per piccoli debiti, mentre chi dovesse arricchirsi illegalmente sfruttando la sofferenza dei malati resti impunito.
Chi indossa un camice ha una responsabilità morale enorme. La stragrande maggioranza dei medici lavora con competenza, sacrificio e onestà, ed è giusto riconoscerlo. Ma proprio per tutelare questi professionisti, chiunque tradisca il proprio giuramento e commetta illeciti deve risponderne fino in fondo davanti alla legge.
La Calabria e l’Italia hanno bisogno di una sanità che curi le persone, non di una sanità che alimenti paura, privilegi o sospetti.
La salute non è una merce. La dignità dei malati non è in vendita.
Lino Polimeni




