Processo “All-inside”: da rivedere l’esecuzione della pena per il rosarnese Ferraro Giuseppe “mussuni”

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La prima sezione della Corte suprema di cassazione, accogliendo il ricorso proposto dagli Avvocati Letterio Rositano e Mario Santambrogio del foro di Palmi nell’interesse di Ferraro Giuseppe da Rosarno (alias “mussuni”), cognato di Pesce Salvatore, ha annullato l’ordinanza con cui il Tribunale di Milano aveva respinto un incidente di esecuzione volto a fare retrodatare il momento di cessazione della sua partecipazione all’associazione “Pesce” ad un momento antecedente (2006) rispetto a quello (2011) siglato nel capo d’imputazione e, quindi, ad ottenere uno sconto di pena pari a cinque anni in ragione dell’incidenza di tale circostanza sui c.d. “cumuli frazionati” effettuati dalla Procura.
Si tratta di un principio di diritto innovativo che obbliga il Tribunale di Milano a rivedere la propria decisione e che potrebbe spalancare a breve le porte del carcere per Ferraro, detenuto ininterrottamente dal 2003 in quanto condannato alla pena di anni trenta per omicidio, associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di droga e per numerosi episodi di detenzione e cessione di ingenti quantità di cocaina.