Fabio Scionti risponde all’articolo di Approdo in merito alla ricostruzione della guerra interna al Partito Democratico. L’ex sindaco del centrosinistra a Taurianova “ecco la mia verità “
Mag 31, 2026 - redazione
PRECISIAMO CHE L’ARTICOLO PRECEDENTE NON C’ENTRA NULLA IL CANDIDATO A SINDACO RAFFAELE LOPRETE. LA REDAZIONE DI APPRODO
Il mio silenzio e la sincera volontà di evitare polemiche sono stati interpretati nel passato — o forse volutamente fatti apparire — come segni di superbia. In realtà, ho scelto il silenzio per senso di responsabilità e rispetto nei confronti della comunità. Tuttavia, quando il silenzio rischia di essere scambiato per ammissione o indifferenza, diventa necessario intervenire. Per questo motivo, d’ora in avanti prenderò la parola ogni volta che sarà necessario ristabilire la verità dei fatti e offrire una rappresentazione corretta della realtà. Pertanto ti dico che prima di puntare il dito contro gli altri, sarebbe opportuno fare una riflessione sincera sul proprio percorso politico e sulle responsabilità che ne derivano. Ho colto immediatamente il tuo avvertimento, che conferma ancora una volta come certi atteggiamenti e certi metodi vi appartengano pienamente (a buon intenditor!!). Le macerie …. gli scorsi risultati elettorali del PD dicono altro…. senza il tuo sapiente contributo. Parli di una politica che non viene concepita come arte di amministrare una città al servizio del bene comune e dei cittadini, ma che troppo spesso si riduce al clientelismo del politico di turno o all’ambizione personale di chi considera la politica un semplice cappello da indossare, anziché una responsabilità da esercitare con serietà, competenza e spirito di servizio. Quando ho assunto la guida dell’amministrazione, mi sono trovato di fronte a una situazione difficile. Insieme a una squadra coesa, competente e animata da un autentico senso delle istituzioni, siamo riusciti a risanare e migliorare la città sotto ogni punto di vista. Di quella squadra hai fatto parte anche tu: ne hai condiviso il percorso, ne hai apprezzato il lavoro e ne hai sostenuto l’azione fino all’ultimo momento. Ricordo ancora con chiarezza le parole che mi rivolgesti quando ti chiamai dopo aver deciso di andare via, parole ben diverse da quelle che oggi scegli di utilizzare. Le porto ancora impresse nella mente e nel cuore, soprattutto perché la tua decisione la appresi dai giornali prima ancora che da te. La Politica, quella con la “P” maiuscola, è fatta di lealtà, coerenza e rispetto delle persone e delle istituzioni. È evidente che questa visione non ti appartiene. Su un punto, però, hai ragione: i sotterfugi, le manovre di palazzo e certe dinamiche che caratterizzano te e i tuoi compagni di viaggio non mi sono mai appartenuti e mai mi apparterranno. Continuerò a credere in una politica fatta di impegno, trasparenza e servizio alla comunità, perché è l’unica politica che meriti di essere praticata e difesa. Per questo ti invito a non riversare sugli altri responsabilità, errori o difficoltà che appartengono esclusivamente al tuo percorso politico e personale. Ti riconosco il merito di esserti messo in gioco con l’ambizione dichiarata di servire la tua comunità: è una scelta che merita sempre rispetto, soprattutto quando nasce da autentiche motivazioni civiche. Mi sarei aspettato, però, che sotto la guida di chi oggi muove queste critiche i risultati fossero decisamente migliori. Evidentemente, tra la teoria e la pratica continua a esserci una distanza significativa. Tuttavia, tra le intenzioni dichiarate e i comportamenti concreti esiste una differenza sostanziale. Continui ad alimentare divisioni, polemiche e contrapposizioni. Invece di contribuire a costruire, preferisci demolire; invece, di unire, scegli di dividere.




