Cassa Ragionieri, dopo la Camera il caso approda anche al Senato
Nuova interrogazione parlamentare su bilancio, sostenibilità, Fondo Scoiattolo e Libromastro. Ora la parola passa ai Ministeri vigilantiMag 29, 2026 - redazione
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Il caso CNPR continua ad attirare l’attenzione del Parlamento.
Dopo una prima interrogazione presentata alla Camera dei Deputati e successivamente ritirata, una seconda interrogazione è rimasta all’esame di Montecitorio. Nel frattempo la vicenda è approdata anche al Senato con l’interrogazione n. 4-03047, indirizzata ai Ministri dell’Economia e delle Finanze e del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Un passaggio che evidenzia come le questioni relative alla gestione della Cassa Nazionale di Previdenza dei Ragionieri e degli Esperti Contabili non rappresentino più un episodio isolato, ma stiano assumendo una rilevanza istituzionale sempre maggiore.
Al centro dell’attenzione vi sono il bilancio consuntivo 2025, le prospettive attuariali dell’ente, la gestione del Fondo Scoiattolo e la recente operazione immobiliare Libromastro.
L’UTILE C’È, MA I DUBBI RESTANO
Il bilancio 2025 della CNPR evidenzia un utile lordo di 191,07 milioni di euro e un utile netto di 84,96 milioni.
Tuttavia, secondo quanto riportato nell’interrogazione parlamentare, il risultato economico non sarebbe sufficiente a dissipare le perplessità che emergono dall’analisi delle prospettive di lungo periodo dell’ente.
Particolare attenzione viene posta al rapporto tra iscritti attivi e pensionati che, secondo i dati attuariali richiamati nell’atto parlamentare, passerebbe dall’attuale 1,72 a 1,33 nel 2029, a 0,82 nel 2034 e a 0,42 nel 2044, per tornare sopra quota due soltanto nel 2069.
Lo stesso bilancio tecnico evidenzierebbe un saldo gestionale negativo a partire dal 2033 e fino al 2062.
I 617 MILIONI IN MENO RISPETTO ALLE PREVISIONI
Tra gli aspetti maggiormente evidenziati figura il confronto tra le previsioni contenute nel bilancio tecnico del 2014 e quelle dell’ultimo bilancio attuariale.
Nel 2014 il patrimonio dell’ente era stimato in circa 3,484 miliardi di euro a fine 2025.
Oggi, per lo stesso periodo, la proiezione si attesterebbe a circa 2,867 miliardi.
Una differenza pari a 617 milioni di euro che l’interrogazione ritiene meritevole di approfondimento e di verifica da parte delle amministrazioni vigilanti.
DAL FONDO SCOIATTOLO A LIBROMASTRO
L’atto parlamentare dedica ampio spazio al Fondo Scoiattolo, il fondo immobiliare istituito nel 2011 per la valorizzazione e la dismissione del patrimonio immobiliare della Cassa.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, il fondo sarebbe stato caratterizzato da una lunga fase di liquidazione, da svalutazioni e da ripetute proroghe, fino all’attuale scadenza prevista per il 31 dicembre 2027.
Ma la vera novità è rappresentata da Libromastro S.r.l., la società veicolo costituita per la gestione degli immobili più complessi.
Proprio su questa operazione si concentrano alcune delle domande più significative rivolte al Governo, poiché l’interrogante chiede di verificare la correttezza e l’opportunità delle scelte adottate nella gestione del patrimonio immobiliare dell’ente.
UNA QUESTIONE CHE VA OLTRE I NUMERI
La nuova interrogazione si inserisce in un contesto già caratterizzato da un acceso dibattito interno alla categoria, alimentato negli ultimi mesi dalle discussioni sul bilancio tecnico attuariale, sugli investimenti effettuati dall’ente, sulle vicende connesse al Fondo Scoiattolo, alle operazioni immobiliari più recenti e, più in generale, sulla sostenibilità prospettica del sistema previdenziale.
A ciò si aggiunge il tema della trasparenza, tornato di attualità dopo la recente sentenza del TAR Lazio che ha riconosciuto il diritto di un iscritto ad ottenere documentazione dell’ente attraverso gli strumenti dell’accesso civico.
ORA LA DOMANDA È UNA SOLA: COSA RISPONDERÀ IL GOVERNO?
A questo punto l’attenzione si sposta inevitabilmente sui Ministeri vigilanti.
Le interrogazioni parlamentari non costituiscono un giudizio e non anticipano alcuna conclusione. Rappresentano però uno strumento attraverso il quale il Parlamento chiede chiarimenti all’Esecutivo su fatti ritenuti meritevoli di approfondimento.
La risposta del Governo potrebbe limitarsi a richiamare l’attività ordinaria di vigilanza esercitata sulla Cassa e la regolarità degli atti approvati dagli organi competenti.
Ma potrebbe anche fornire indicazioni più puntuali sullo stato delle verifiche ministeriali, sulle valutazioni relative alla sostenibilità attuariale dell’ente, sulla gestione del patrimonio immobiliare e sulle iniziative eventualmente adottate o da adottare per la tutela degli iscritti.
È proprio questo il punto che oggi interessa migliaia di professionisti.
Non tanto sapere se esistano criticità — tema sul quale il confronto è già aperto da tempo — quanto comprendere quale sia la valutazione ufficiale dei Ministeri chiamati a vigilare sulla solidità di uno degli enti previdenziali più importanti del panorama professionale italiano.
La domanda, ormai, è sul tavolo del Governo.
La risposta è attesa dagli iscritti.
LINK INTERROGAZIONE SENATO:




