Logistica globale in crisi: dopo l’escalation geopolitica, il sistema è sotto stress

Abbiamo intervistato Germano Ventura, manager internazionale nel settore della logistica, per analizzare gli effetti concreti e già visibili della crisi che ha colpito il trasporto via mare, terra e aria, aggravata dalle recenti tensioni tra Iran e Stati Uniti
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Logistica globale in crisi: dopo l’escalation geopolitica, il sistema è sotto stress
Abbiamo intervistato Germano Ventura, manager internazionale nel settore della logistica, per analizzare gli effetti concreti e già visibili della crisi che ha colpito il trasporto via mare, terra e aria, aggravata dalle recenti tensioni tra Iran e Stati Uniti.

D: Ventura, oggi possiamo parlare di crisi conclamata nel settore logistico?
R: Assolutamente sì. Quella che fino a poche settimane fa era una previsione, oggi è realtà. La crisi è già in atto e si manifesta in tutta la sua gravità. Il sistema logistico globale, già fragile, sta subendo
uno shock simultaneo su più fronti: energetico, operativo e geopolitico.

D: Quali sono gli effetti più evidenti che state registrando sul campo?
R: Il primo impatto è stato immediato sui costi. Il prezzo dei carburanti ha subito un’impennata che ha messo in ginocchio il trasporto su gomma. Molti operatori stanno lavorando in perdita o hanno
sospeso temporaneamente alcune attività.
In parallelo, stiamo registrando ritardi diffusi nelle consegne, difficoltà nel garantire le tempistiche contrattuali e una crescente instabilità nelle tariffe, che vengono ormai riviste con frequenza settimanale, se non giornaliera.

D: Il trasporto terrestre è quindi il più colpito?
R: È quello che ha subito l’impatto più rapido e violento. Il caro carburante ha eroso completamente i margini. Molte PMI del settore non hanno la struttura finanziaria per assorbire questi aumenti
e
stanno entrando in una fase di forte sofferenza.
Questo ha un effetto a catena: meno mezzi disponibili, maggiore pressione sui tempi di consegna e aumento dei costi per tutta la filiera.

D: E cosa sta accadendo nel trasporto marittimo e aereo?
R: Nel marittimo stiamo assistendo a deviazioni delle rotte, aumento dei tempi di percorrenza e incremento dei costi assicurativi, soprattutto nelle aree considerate a rischio. Alcuni operatori
stanno evitando determinate tratte, con conseguente congestione su rotte alternative.
Nel trasporto aereo, invece, l’aumento del carburante ha fatto lievitare i costi in modo significativo, mentre la capacità resta limitata. Questo sta rendendo il cargo aereo una soluzione sempre meno accessibile per molte aziende.

D: Le misure adottate finora sono sufficienti?
R: Al momento, no. Gli interventi sono stati frammentari e spesso tardivi rispetto alla velocità con cui la crisi si è sviluppata. Servirebbe un coordinamento più forte tra istituzioni e operatori del settore.
Alcuni correttivi, come i meccanismi di adeguamento carburante e forme di sostegno temporaneo, sono stati introdotti, ma non bastano a compensare l’entità dell’impatto.

D: Cosa si può fare ora, nel breve termine, per contenere i danni?
R: Le aziende stanno già reagendo, spesso in modo emergenziale:
Rinegoziazione urgente dei contratti con clausole di adeguamento automatico
Ottimizzazione forzata dei carichi e riduzione dei viaggi a vuoto
Revisione delle reti distributive per accorciare le distanze
Maggiore collaborazione tra operatori per condividere risorse e capacità
Ma senza un supporto più deciso a livello istituzionale, il rischio è che molte realtà non riescano a reggere.

D: E guardando al medio termine?
R: Questa crisi sta accelerando trasformazioni che erano già necessarie. Vedremo:
Un aumento dell’intermodalità, con maggiore uso del trasporto ferroviario
Investimenti più decisi nella digitalizzazione e nella visibilità della supply chain
Una spinta verso carburanti alternativi e flotte più efficienti
Un ripensamento delle catene di approvvigionamento, con maggiore regionalizzazione

D: Quali conseguenze per imprese e consumatori?
R: Le conseguenze sono già tangibili. I prezzi stanno aumentando, i tempi di consegna si stanno allungando e alcune filiere stanno iniziando a mostrare segni di discontinuità.
Le imprese devono adattarsi rapidamente a un contesto più instabile e meno prevedibile, mentre i consumatori iniziano a percepire l’impatto diretto di questa crisi.

D: Un’ultima considerazione?
R: Siamo entrati in una nuova fase. La logistica non è più un elemento invisibile, ma un fattore critico che determina la tenuta dell’intero sistema economico. Ignorarlo oggi significa pagarne il prezzo domani.