Diritto, letteratura e Mediterraneo: “Una casa dove abitano tutti”. A Polistena l’“on the road” del Festival di Palmi
Apr 16, 2026 - redazione
Si è svolto a Polistena l’appuntamento “on the road” del Festival del Diritto e della Letteratura di Palmi ideato dal giudice Antonio Salvati, un momento di confronto intenso e partecipato che ha posto al centro il Mediterraneo come spazio di civiltà, ma anche di contraddizioni profonde.
L’iniziativa è stata aperta dai saluti istituzionali del sindaco di Polistena, Michele Tripodi, della dirigente dell’ITIS “Milano” e del professor Tonino Bongiovanni del liceo “Rechichi”, che hanno sottolineato l’importanza di creare occasioni di dialogo tra diritto, cultura e nuove generazioni.
A moderare l’incontro è stato l’avvocato Antonino Napoli, che ha anche svolto la relazione introduttiva, delineando il Mediterraneo come culla delle civiltà giuridiche e letterarie, ma al tempo stesso luogo di tensioni e contraddizioni. Un mare che, fin dall’antichità, ha visto nascere le prime esperienze normative e narrative, diventando spazio di incontro tra popoli, culture e sistemi giuridici differenti. Napoli ha evidenziato come il Mediterraneo continui oggi a interrogare il diritto, soprattutto alla luce delle migrazioni contemporanee, ponendo al centro il tema dei diritti umani e della tutela della vita.
Di grande interesse l’intervento del professor Nicodemo Misiti, che ha relazionato su “La Calabria al centro del Mediterraneo. Storie di calabresi”, offrendo una lettura storica e identitaria del ruolo della Calabria come terra di passaggio, di partenze e di ritorni, profondamente intrecciata alle dinamiche mediterranee.
L’avvocato Michele Albanese ha invece proposto una suggestiva riflessione su “Creuza de Ma” di Fabrizio De André, mettendo in luce come l’opera del cantautore genovese riesca a restituire, attraverso la lingua e la musica, l’anima autentica del Mediterraneo: un mosaico di culture, suoni e storie, capace di unire sponde diverse in un’unica narrazione.
Particolarmente significativo è stato il contributo degli studenti dell’ITIS “Milano” e del liceo “Rechichi”, che hanno presentato i loro lavori e le loro riflessioni sul Mediterraneo. I ragazzi hanno offerto uno sguardo attento e sensibile, capace di cogliere il duplice volto di questo mare: da un lato luogo di integrazione, scambio e crescita; dall’altro scenario di tragedie che chiamano in causa la responsabilità delle istituzioni e delle coscienze.
L’incontro ha così confermato il valore del dialogo tra diritto e letteratura come strumento per comprendere la complessità del presente. Il Mediterraneo emerge, ancora una volta, come uno spazio simbolico e reale in cui si intrecciano storia e attualità, norme e umanità, speranza e dolore.
Un mare che continua a interrogare giuristi, scrittori e cittadini, chiedendo risposte che non siano solo giuridiche, ma anche profondamente umane.




