Gioia Tauro, accesso antimafia al Comune: sotto esame rapporti tra politica e ’ndrangheta

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Gioia Tauro, accesso antimafia al Comune: sotto esame rapporti tra politica e ’ndrangheta


GIOIA TAURO – Parte da un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria il lavoro della commissione d’accesso al Comune di Gioia Tauro, incaricata di verificare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nell’amministrazione locale.
Al centro dell’attenzione, l’operazione denominata “Res tauro”, che avrebbe fatto emergere presunti collegamenti tra esponenti politici e la potente ’ndrangheta del territorio. Un’indagine complessa, che si fonda sull’analisi di centinaia di migliaia di intercettazioni telefoniche e ambientali, attraverso le quali gli investigatori stanno cercando di ricostruire ruoli, responsabilità e livelli di coinvolgimento.
Le bocche sono cucite, tra gli investigatori, non si esclude un possibile sviluppo dell’inchiesta, una sorta di “Res tauro bis”, finalizzato ad approfondire ulteriormente il rapporto tra politica e organizzazioni criminali, in particolare nell’area strategica del porto di Gioia Tauro oltre Appalti al Comune gioiese, gestione del personale.
Uno dei filoni più delicati riguarda il consorzio Cefris, considerato il principale snodo occupazionale dello scalo portuale. Proprio attorno alla gestione delle assunzioni si concentrerebbero i sospetti degli inquirenti, che ipotizzano un sistema di condizionamento da parte delle cosche locali, con possibili connessioni politiche.
Nel mirino, in particolare, le storiche famiglie della ’ndrangheta dei Piromalli e dei Molè, ritenute tra le più influenti nella zona. Secondo gli investigatori, queste avrebbero mantenuto un ruolo determinante nella gestione del consorzio, nonostante precedenti provvedimenti di confisca.
Una dinamica che, secondo le ipotesi investigative, si sarebbe tradotta in un controllo indiretto delle assunzioni, con un sistema in grado di orientare l’accesso al lavoro nel porto, considerato uno dei principali motori economici del territorio.
La commissione d’accesso dovrà ora accertare l’eventuale esistenza di rapporti tra amministratori pubblici e ambienti criminali, verificando se vi siano state interferenze tali da compromettere la trasparenza e il buon andamento dell’azione amministrativa.
Sul caso continuano a lavorare i carabinieri del ROS, la squadra mobile e la Guardia di Finanza, mentre nei prossimi mesi si attendono sviluppi che potrebbero fare ulteriore luce su una vicenda destinata ad avere importanti ripercussioni istituzionali locali e nazionali.