Welfare: recupero fondi non spesi dagli Ats. L’assessore Straface annuncia la nomina di commissari ad acta per gli enti inadempienti
Mar 27, 2026 - redazione
Il dipartimento Welfare della Regione Calabria ha dato il via alle procedure per la restituzione delle risorse destinate alle Politiche sociali da parte di quegli Ambiti territoriali sociali (Ats) che, alla scadenza del 31 dicembre 2025, non hanno attivato i servizi essenziali.
Il provvedimento colpisce le gravi inadempienze su fondi vitali come il “Dopo di noi” e il “Fondo Caregiver”. Per assicurare l’erogazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps), la Regione procederà con fermezza alla nomina di commissari ad acta presso gli ambiti che non hanno dato seguito alla programmazione.
L’azione regionale si ispira a criteri di massima equità: non è prevista alcuna richiesta di restituzione nei confronti degli Ambiti che, pur avendo rendicontato oltre i termini, hanno comunque garantito l’effettiva erogazione dei servizi ai cittadini; si procederà, invece, esclusivamente alla verifica e alla ratifica della regolarità delle spese sostenute.
“È un atto di giustizia e di rispetto verso chi ha lavorato bene – ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare e alle Pari opportunità, Pasqualina Straface –. Non permetterò che gli Ambiti territoriali virtuosi e i loro cittadini paghino le colpe degli inadempienti. Chi ha attivato i servizi e ha dato risposte alle famiglie, nonostante le lungaggini burocratiche, verrà tutelato. Il nostro intervento si concentrerà esclusivamente laddove l’inerzia ha privato i cittadini più fragili di un diritto fondamentale”.
Il ruolo degli Ats, aggregazioni intercomunali cruciali per la gestione socio-sanitaria, deve essere quello di un motore di coesione, non di un ostacolo. La nomina dei commissari interviene quindi come strumento di garanzia per i cittadini residenti nei territori rimasti al palo.
“Assumere questa decisione mi provoca un profondo dispiacere umano – sottolinea l’assessore Straface – perché la restituzione di un fondo è sempre una sconfitta del sistema territoriale. Tuttavia, la mia responsabilità verso le fasce fragili mi impone di essere risoluta: non possiamo tollerare che i bisogni delle persone restino inascoltati per incapacità amministrativa. Se un ambito non attiva i servizi per i disabili o i caregiver, la Regione ha il dovere morale di intervenire. Il welfare non è una questione di scartoffie, ma di dignità umana che deve essere garantita ovunque, senza zone d’ombra”.




