Madeo, “Ginecologia a CoRo: la sicurezza al di sopra di tutto”

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Al netto delle polemiche, fin troppe per una politica che dovrebbe puntare alla concretezza e non alle sterili diatribe, al centro c’è la sicurezza di donne e bambini e la vicenda di un reparto che cristallizza, con la sua storia, il cortocircuito dell’organizzazione sanitaria calabrese.

Non so nemmeno come definire una gestione secondo la quale si dispone un protocollo di trasferimento e che solo dopo qualche ora ne emana un altro che annulla la disposizione precedente.

Forse il reparto è stato messo in piena sicurezza e lo spostamento non è più necessario? Oppure, come sbandierato in tante occasioni, soprattutto nelle campagne elettorali, siamo davvero prossimi all’apertura del nuovo ospedale della Sibaritide?

Delle due l’una ma, sullo sfondo, restano un milione e seicento mila euro spesi per il nuovo reparto ristrutturato e mai aperto che pesano come un macigno sulle casse di una Sanità già in ginocchio e che paga il conto di oltre 360 milioni di euro alle altre regioni per i nostri pazienti che, proprio per questioni di sicurezza, sono costretti a farsi operare fuori dalla Calabria. 

Cosa c’è dietro questo continuo slittamento del trasferimento di Ginecologia ed ostetricia di Corigliano Rossano? 

Abbiamo chiesto al Presidente Occhiuto e alla sua Giunta di riferire in aula per mettere un punto ad una questione che, se non fosse per le donne e i bambini che si trovano nel mezzo, sta diventando una barzelletta.