Leggi elettorali, dibattito politico e qualche riflessione sulla città

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Di Claudio Maria Ciacci

Le recenti dichiarazioni del sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, nei suoi “Pensieri della domenica”, sul tema delle leggi elettorali hanno riacceso il confronto politico. Un tema legittimo nel dibattito pubblico, che tuttavia merita alcune precisazioni utili a inquadrare correttamente la questione.
Nella storia della Repubblica italiana, infatti, le regole del voto sono state modificate più volte e da maggioranze politiche differenti. Non si tratta quindi di una dinamica nuova né di una prerogativa di una sola area politica.
Il cosiddetto Mattarellum fu approvato nel 1993 durante il governo guidato da Carlo Azeglio Ciampi; l’Italicum venne introdotto nel 2015 dal governo di Matteo Renzi; mentre l’attuale legge elettorale nazionale, il Rosatellum, fu varata nel 2017 sotto l’esecutivo guidato da Paolo Gentiloni.
Questi precedenti dimostrano come la definizione delle regole elettorali sia sempre stata parte del normale confronto parlamentare.
Il dibattito riguarda in particolare il sistema elettorale dei comuni italiani. Attualmente, nei comuni con più di 15.000 abitanti, il sindaco viene eletto con sistema a doppio turno:
se un candidato supera il 50% dei voti al primo turno, viene eletto direttamente;
se nessuno raggiunge questa soglia, si svolge il ballottaggio tra i due candidati più votati;
alla coalizione collegata al sindaco eletto viene attribuito un premio di maggioranza in consiglio comunale per garantire stabilità amministrativa.
Negli ultimi mesi è stata discussa l’ipotesi di una riforma che abbasserebbe la soglia per l’elezione al primo turno dal 50% al 40%, mantenendo comunque il ballottaggio qualora nessun candidato raggiunga tale percentuale. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di ridurre il ricorso ai ballottaggi e rendere più immediata la formazione delle amministrazioni comunali.
La situazione amministrativa di Catanzaro fornisce un esempio concreto della dinamica in discussione. Pur essendo stato eletto con il 58,24% dei voti al ballottaggio nel 2022, il sindaco Nicola Fiorita si è trovato a guidare un consiglio comunale in cui le liste a suo sostegno erano in minoranza rispetto a quelle dello schieramento dell’altro candidato.
Si tratta di un tipico esempio di “anatra zoppa”, quando il sindaco eletto non dispone di una maggioranza coerente in consiglio. Con la soglia proposta al 40%, situazioni di questo tipo potrebbero risultare molto meno probabili, rendendo la formazione della maggioranza più immediata e stabile.
Nel dibattito pubblico è stato citato anche il modello della Grecia, dove le riforme elettorali entrerebbero in vigore non per la tornata immediatamente successiva, ma per quella successiva alla successiva.
Il sistema greco prevede che una nuova legge elettorale possa essere applicata subito solo se approvata con una maggioranza parlamentare molto ampia; altrimenti entra in vigore dalla legislatura successiva. Anche in questo caso, il confronto diretto con l’Italia richiede cautela, perché i due Paesi hanno strutture istituzionali e sistemi politici differenti.
Inoltre tra le novità cittadine, è stata anticipata la presenza di Jovanotti a Catanzaro. Una notizia che naturalmente fa piacere e porta entusiasmo.
E parlando di strade, come emerge dai “Pensieri della domenica” del sindaco, sarebbe davvero auspicabile che chi percorre la città, artista famoso o semplice cittadino, non debba trasformare ogni viaggio in un test di sospensioni e pneumatici. Non tanto per fare bella figura con un ospite illustre, quanto per evitare ai catanzaresi di dover rinnovare le automobili più spesso del previsto. Insomma, Jovanotti è benvenuto, ma forse le strade senza buche sarebbero ancora più apprezzate di un concerto!