Il Ministero della Salute riconosce le condizioni “disperate della sanità calabrese

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Si tratta dell’allora Ministra della Salute on. Beatrice Lorenzin che testualmente nelle sue conclusioni alla Conferenza Stato Regioni, che è l’organo che decide il riparto dei fondi sanitari alle regioni, “ha riconosciuto le condizioni disperate (sì “disperate” sono proprio parole sue) che vive il servizio sanitario calabrese” e ha condiviso “il fallimento delle gestioni dei piani di rientro sanitario” e ha preannunciato che il suo dicastero “ha già predisposto e trasmesso al Ministero dell’Economia un apposito disegno di legge proprio per il superamento dei Piani di Rientro sanitari”. Queste dichiarazioni la Ministra Lorenzin le ha fatte dopo che il governatore della Calabria Oliverio aveva denunciato che “il Piano di Rientro è fallito e la situazione della sanità calabrese non è più sostenibile”. Inoltre il presidente della Conferenza Stato Regioni on. Bonaccini ha deciso “la riconvocazione della Conferenza per una nuova ricognizione prima della prossima estate”. Sarebbe questa una bellissima notizia per la Calabria e la sua sanità se non fosse che queste dichiarazioni risalgono nientemeno che al 24 Marzo del 2016. Sì dieci anni fa. Quindi se già 10 anni fa la Ministra della Salute, il presidente della Conferenza Stato Regioni on- Bonaccini, il governatore della Calabria Oliverio unanimemente hanno riconosciuto “il fallimento delle gestioni del piano di rientro” e “le condizioni disperate che viveva il sistema sanitario calabrese” perché ancora oggi siamo in Piano di Rientro sanitario e per di più con l’attuale governatore della Calabria che ha anche le funzioni di commissario al Piano di Rientro?. Perché invece di chiudere il Piano di rientro il governo nel 2019 ha aggiunto al commissariamento della regione anche il commissariamento di tutte e cinque le ASP calabresi e financo i tre ospedali regionali?. Perché pur avendo commissariato ogni aspetto della spesa sanitaria calabrese i LEA non raggiungono i livelli della sufficienza?. La causa è che la Calabria non doveva neanche entrare in Piano di Rientro perché ha avuto da sempre la sua sanità sotto finanziata a causa della mancata applicazione di una legge dello Stato: il comma 34 dell’art.1 della legge 662 del 1996 che prevede nei suoi cinque criteri per decidere il riparto dei fondi sanitari alle regioni quello “epidemiologico”, cioè più fondi sanitari dive ci sono più malati cronici. La Calabria pur avendo molti più malati cronici ha da sempre ricevuto meno fondi sanitari pro capite. Ed è per questo che è stata costretta a sforare la spesa sanitaria e quindi essere sottoposta al Piano di Rientro, i pochi fondi a fronte dei molti malati cronici in più non potevano bastare. Ed è anche per questo che l’omni commissariamento sanitario cui è sottoposta la Calabria da lunghissimi anni non ha potuto dare esiti positivi sia nel bilancio economico della sanità che nella soddisfazione dei LEA. Un altro elemento che fa capire il vicolo cieco in cui è messa la sanità calabrese è che financo l’allora Ministra Lorenzin ha dichiarato di aver dovuto trasmettere al Ministero dell’Economia la sua proposta di legge della chiusura del Piano di Rientro. Della serie, per la Calabria che è in piano di rientro, di ogni legge, conta prima la spesa e poi la sua validità dal punto di vista sanitario, infatti tutti i DCA dei commissari calabresi non vanno al Ministero della Salute ma devono essere trasmessi prima la Ministero dell’Economia che poi valutata la loro spesa li passa al Ministero della Salute per la sua valutazione dal punto di vista sanitario. Per cui il governatore Occhiuto se vuole veramente aiutare i malati calabresi deve pretendere con grande determinazione l’applicazione della legge che prevede i giusti fondi sanitari dove ci sono più malati cronici. Può e deve fare questo alleandosi all’interno della Conferenza Stato-Regioni con quelle regioni (in genere del sud) che hanno più malati cronici per poter vincere la forte resistenza di quelle regioni che sono state da lunghissimo tempo avvantaggiate dalla mancata applicazione proprio del comma 34 art. 1 legge 662 del 1996. Il governatore Occhiuto deve battersi con tutte le sue forze proprio perché le resistenze delle regioni favorite hanno fatto sì che neanche una legge proposta da una Ministra della Salute arrivasse in aula. Si tratterebbe di applicare solo una, anche vecchia, legge dello Stato niente di rivoluzionario.
Catanzaro 12/10/2026 dott. Nanci Giacinto medico di Famiglia in pensione ex medico ricercatore HEALTH SEARCH