Maltempo in Calabria. Associazione Philene, “L’emergenza passa, i problemi restano, ora si ringraziano i volontari, ma prima e dopo?”
Gen 21, 2026 - redazione
Il maltempo che in questi giorni sta colpendo la Calabria, accompagnato da allerta rossa e da danni diffusi, impone innanzitutto rispetto per le comunità colpite e vicinanza a chi è impegnato nelle operazioni di soccorso. Ma, una volta spenti i riflettori sull’emergenza, resta una domanda che non può più essere rimandata: cosa accade nel resto dell’anno? Dare un nome a un fenomeno atmosferico eccezionale non può servire a nascondere una verità evidente: eventi straordinari producono effetti devastanti soprattutto dove l’ordinario è stato per anni trascurato. I territori non hanno bisogno di interventi tampone o di dichiarazioni di circostanza, ma di programmazione, prevenzione e manutenzione costante.
Nella Piana di Gioia Tauro, purtroppo, non serve un uragano per avere paura di uscire di casa. Bastano poche ore di pioggia perché interi tratti stradali diventino impraticabili, mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini. In queste condizioni, è legittimo chiedersi come si possa affermare che la provincia di Reggio Calabria sia pronta a fronteggiare eventi meteorologici intensi, quando molte strade provinciali versano da anni in uno stato di degrado strutturale.
Un esempio emblematico è la Strada Provinciale 40, nel tratto che collega la contrada Spina a Rosarno, in prossimità di uno snodo fondamentale per più direzioni. In quel punto, anche un normale temporale è sufficiente a trasformare la carreggiata in un vero e proprio torrente. È questa la misura dell’attenzione riservata ai territori interni? È così che si tutela la sicurezza di chi vive e lavora quotidianamente in queste aree?
Da anni, come Philene, seguiamo e denunciamo le criticità della Strada Provinciale 1 nel tratto Cittanova–Zomaro. Abbiamo sollecitato interventi di messa in sicurezza, evidenziando come non fosse sufficiente rimuovere le frane e riaprire la viabilità. Occorreva intervenire in modo strutturale: sistemare le cunette per il corretto deflusso delle acque, consolidare i costoni montani e prevenire i dissesti, soprattutto dopo gli incendi del 2021. Avevamo avvertito che, senza questi interventi, il problema si sarebbe ripresentato. Così è stato.
Questo significa programmare? Questa è la prevenzione di cui si parla solo nei giorni di emergenza? Gli esempi potrebbero essere molti altri, e continueremo a documentarli nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. La battaglia per una viabilità sicura non può essere combattuta solo durante le tempeste o in prossimità delle elezioni.
Rivolgiamo quindi un appello a tutti i rappresentanti politici, di maggioranza e di opposizione, a ogni livello istituzionale: tenete alta l’attenzione su questi temi in modo continuo. I cittadini non possono essere costretti a ringraziare, una volta ogni dieci anni, questo o quell’ente per interventi che dovrebbero essere ordinari e sistematici.
Un ringraziamento sincero e doveroso va alla Protezione Civile, ai suoi volontari, alle forze dell’ordine e a tutte le realtà che in queste ore stanno operando sul campo. Sono loro che si sporcano le mani, che intervengono dove c’è bisogno, spesso in condizioni difficili e con risorse limitate. Meritano sostegno, rispetto e investimenti costanti, non solo durante le allerte.
La prevenzione non si improvvisa. Si costruisce nel tempo, con interventi programmati, coordinati e finanziati prima che l’emergenza si manifesti. Continuare a inseguire i problemi significa accettare il rischio di danni sempre più gravi e, prima o poi, di tragedie irreversibili.
Da decenni, in questo territorio, la mancanza di lungimiranza è sotto gli occhi di tutti. La domanda è semplice e inevitabile: vogliamo continuare così? O vogliamo finalmente uscire da anni di lassismo, incuria, Reggio-centrismo e attenzione esclusiva alla gestione del potere, per mettere al centro la sicurezza e la dignità delle comunità della provincia di Reggio Calabria?
Con sempre, comunque, la forte speranza che venga dichiarato lo stato di emergenza nazionale, come fatto in passato per altre regioni in situazioni simili, e che la Calabria ed il sud vengano adeguatamente sostenuti dal governo nazionali. I danni sono tanti, troppi.



