Villa San Giovanni, Porpiglia (Lega), “pluralismo negato, maggioranza in crisi e città bloccata”
Gen 19, 2026 - redazione
La Lega esprime forte preoccupazione per quanto sta accadendo presso il Comune di Villa San Giovanni.
Le dimissioni dell’Avv. Ada Pavone dalla carica di Assessore e del consigliere Pietro Idone da Presidente della Commissione Territorio rappresentano un fatto politico grave, che certifica una crisi interna alla maggioranza ormai evidente e non più occultabile.
I due dimissionari hanno avuto il coraggio di dire ciò che molti, dentro e fuori Palazzo, sussurravano da tempo: a Villa San Giovanni il pluralismo viene evocato ma non praticato, la libertà di pensiero viene tollerata solo finché non disturba gli equilibri interni, e chi rivendica autonomia viene progressivamente isolato.
La rimozione della delega di Vicesindaco ad Ada Pavone non ha nulla di amministrativo.
Non risulta alcuna valutazione negativa sull’operato, né alcuna motivazione trasparente fornita alla città.
Esiste invece una scelta politica punitiva, maturata in un clima di chiusura e di gestione verticistica del potere, come gli stessi dimissionari hanno chiaramente denunciato.
Altro che pluralismo e democrazia partecipata: i fatti dimostrano che chi rivendica autonomia di pensiero e libertà politica viene emarginato.
Le stesse parole utilizzate pubblicamente dalla maggioranza vengono clamorosamente smentite da una gestione chiusa, verticistica e punitive (con “dure reprimende”) del dissenso interno.
È qui che cade definitivamente la narrazione del “civismo puro” e della “squadra unita”.
Quando si invoca oggi il pluralismo dopo averlo sistematicamente negato nei fatti, si compie un’operazione di evidente ipocrisia politica.
Colpisce, perciò, l’evidente contraddizione di una maggioranza che oggi parla di pluralità e apertura, mentre fino a ieri stigmatizzava ogni confronto con i partiti, salvo poi riscoprirlo solo quando utile alla sopravvivenza politica
Siamo evidentemente di fronte a dinamiche politiche interne e a vecchi giochi di potere che nulla hanno a che vedere con l’interesse generale di Villa San Giovanni.
Purtroppo la crisi politica della maggioranza non è un problema solo interno: sta producendo effetti concreti e negativi sul futuro della città, in particolare su una questione strategica di rilevanza nazionale come la costruzione del Ponte sullo Stretto.
La Lega, a livello nazionale e territoriale, ha una posizione chiara e coerente:
il Ponte sullo Stretto è un’opera strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno, per l’occupazione, per l’integrazione infrastrutturale e per la crescita economica dell’intera area dello Stretto.
A Villa San Giovanni, invece, assistiamo da tempo a un atteggiamento ambiguo e poi apertamente ostativo da parte dell’attuale amministrazione.
Un atteggiamento che rischia di tagliare fuori la città da investimenti, cantieri e opere compensative per centinaia di milioni di euro.
Mentre altre realtà locali si organizzano per cogliere le opportunità legate al Ponte, qui si preferisce rallentare, frenare e creare incertezza, anteponendo divisioni politiche e ideologiche allo sviluppo, al lavoro e al benessere dei cittadini.
Le dimissioni di Pavone e Idone non hanno aperto una crisi: hanno semplicemente tolto il velo su una crisi già esistente.
La Lega continuerà a battersi affinché Villa San Giovanni sia protagonista del cambiamento, non vittima dell’immobilismo.



