Colpita rete dello spaccio sullo Ionio catanzarese, 11 arresti

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L’operazione condotta dai carabinieri di Sellia Marina è stata denominata “White Skunk”. Gli arrestati sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti

 

Colpita rete dello spaccio sullo Ionio catanzarese, 11 arresti: un bar era il centro dello smercio

Colpita la rete criminale che riforniva di stupefacenti il medio litorale orientale della provincia di Catanzaro. L’operazione condotta dai carabinieri di Sellia Marina è stata denominata “White Skunk”. Gli arrestati sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti

 

CATANZARO – Undici provvedimenti restrittivi sono stati notificati all’alba dai carabinieri della Compagnia di Sellia Marina, in provincia di Catanzaro, nell’ambito di un’operazione antidroga che interessa il comprensorio del medio Ionio catanzarese. Gli arrestati sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. 

I particolari sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella sede del Comando provinciale dei carabinieri, a Catanzaro, alla presenza del capitano Giovanni De Nuzzo, e del procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri. L’inchiesta ha permesso di ricostruire le dinamiche interne allo spaccio di droga. Il gruppo di Botricello acquistava, infatti, lo stupefacente a Catanzaro e Isola Capo Rizzuto. Nel capoluogo calabrese i riferimenti, secondo le indagini, erano Caroleo e De Siena. Centri dello spaccio all’ingrosso erano i giardini di San Leonardo, luogo frequentato da molti giovani, e l’abitazione di De Siena, dove si recavano i componenti del gruppo botricellese per gli acquisti. A Isola Capo Rizzuto il referente era Vittimberga. A Botricello la droga veniva venduta sia nel bar gestito da Pisano che attraverso consegne concordate.

Nel bar, inoltre, i clienti chiamavano per sapere se potevano recarsi a prendere il caffè. Un modo per chiedere se c’era disponibilità di droga da acquistare. Gli acquirenti non erano solo giovani del posto, ma anche provenienti dai paesi vicini. In particolare, Cropani, Belcastro e Sersale. Al centro del gruppo c’erano, invece, secondo l’indagine dei carabinieri, Serrao e Romeo. Sarebbero stati loro ad acquistare grosse partite di droga, come risulta anche dalle intercettazioni ambientali e telefoniche. Quindi, le avrebbero vendute con una serie di canali che arrivavano sino in Presila. Rifornendo così un passaggio di stupefacenti, con personaggi che, in alcuni casi, passavano dal ruolo di assuntori a quello di spacciatori. In altri, invece, giovani incensurati si occupavano anche di conservare lo stupefacente, spesso anche in grandi quantità, come risulta da alcune intercettazioni. A Romeo, in particolare, sono stati sequestrati anche degli appunti contabili sulla gestione della rete di spaccio. Sui fogli erano appuntati alcuni incassi, vendite, gestioni della droga e quant’altro serviva per avere sotto controllo il mercato. Pur di sfuggire ai controlli, lo stesso giovane, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe utilizzato anche la cameriera di un bar, incensurata, per conservare gli stupefacenti da piazzare ad ogni richiesta. Inquietante, come sottolineato anche dal gip Giovanna Mastroianni, l’impiego di due pitbull contro i carabinieri. Romeo e Serrao, infatti, avrebbero utilizzato i due cani, addestrati, per evitare i controlli. Quando i carabinieri provavano ad avvicinarsi i due dicevano di non essere nelle condizioni di controllare i cani, particolarmente aggressivi. In un caso, Serrao è stato anche denunciato per minacce a pubblico ufficiale, dopo avere aizzato il pitbull contro i militari impegnati in un controllo antidroga. Nel corso dell’attività investigativa, durata alcuni mesi, sono state sequestrate anche diverse partite di droga, tra hashish e marijuana. Il nome dell’operazione, “White Skunk”, deriva dal tipo di marijuana venduta dalle persone arrestate; una tipologia molto comune e facilmente reperibile sul mercato. 

A BOTRICELLO IL CENTRO DEI TRAFFICI – Nell’operazione compare anche il gestore di un noto bar al centro di Botricello: il locale, abitualmente frequentato dai giovanissimi, secondo i carabinieri era in realtà luogo di smercio di sostanze stupefacenti. I giovani per acquistarle contattavano il gestore e chiedevano quando “potevano andare a prendere il caffè”.

LE PERSONE ARRESTATE – Due le persone finite in carcere: si tratta di Antonio Francesco Serrao, 22 anni, di Botricello e Mario Romeo, 28 anni, anch’egli di Botricello. Agli arresti domiciliari sono finiti: Carmelo Pisano, 31 anni, residente a Belcastro ma domiciliato a Botricello dove gestisce il bar al centro dell’inchiesta; Francesco Elia, 40 anni, di Botricello; Daniele Mazza, 22, di Belcastro; Tommaso Silipo, 24, di Belcastro; Mario Vittimberga, 46, di Isola Capo Rizzuto (Crotone); Pasquale Torchia, 24, residente a Sersale ma domiciliato a Cropani Marina; Fabio Romeo, 21, di Cropani; Piero Caroleo, 20, di Catanzaro; Gianmarco De Siena, 25, di Catanzaro. 

ACQUIRENTI DAI PAESI VICINI – Gli acquirenti non erano solo giovani del posto, ma anche provenienti dai paesi vicini. In particolare, Cropani, Belcastro e Sersale. Al centro del gruppo c’erano, invece, secondo l’indagine dei carabinieri, Serrao e Romeo. Sarebbero stati loro ad acquistare grosse partite di droga, come risulta anche dalle intercettazioni ambientali e telefoniche. Quindi, le avrebbero vendute con una serie di canali che arrivavano sino in Presila. Rifornendo così un passaggio di stupefacenti, con personaggi che, in alcuni casi, passavano dal ruolo di assuntori a quello di spacciatori. In altri, invece, giovani incensurati si occupavano anche di conservare lo stupefacente, spesso anche in grandi quantità, come risulta da alcune intercettazioni. A Romeo, in particolare, sono stati sequestrati anche degli appunti contabili sulla gestione della rete di spaccio. Sui fogli erano appuntati alcuni incassi, vendite, gestioni della droga e quant’altro serviva per avere sotto controllo il mercato. Pur di sfuggire ai controlli, lo stesso giovane, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe utilizzato anche la cameriera di un bar, incensurata, per conservare gli stupefacenti da piazzare ad ogni richiesta. Inquietante, come sottolineato anche dal gip Giovanna Mastroianni, l’impiego di due pitbull contro i carabinieri. Romeo e Serrao, infatti, avrebbero utilizzato i due cani, addestrati, per evitare i controlli. Quando i carabinieri provavano ad avvicinarsi i due dicevano di non essere nelle condizioni di controllare i cani, particolarmente aggressivi. In un caso, Serrao è stato anche denunciato per minacce a pubblico ufficiale, dopo avere aizzato il pitbull contro i militari impegnati in un controllo antidroga. Nel corso dell’attività investigativa, durata alcuni mesi, sono state sequestrate anche diverse partite di droga, tra hashish e marijuana. Il nome dell’operazione, “White Skunk”, deriva dal tipo di marijuana venduta dalle persone arrestate; una tipologia molto comune e facilmente reperibile sul mercato.

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