Voto di scambio politico-mafioso nel Reggino. Doppia condanna in appello nel processo “Reale 6”, confermata anche la pena per un ex consigliere regionale. I NOMI
Lug 02, 2026 - redazione
Arriva la conferma in appello per l’operazione “Reale 6”, una delle inchieste sul voto di scambio politico-mafioso nella provincia di Reggio Calabria. La corte d’appello di Reggio Calabria ha chiuso il procedimento confermando integralmente le condanne già stabilite in primo grado, anche nei confronti dell’ex consigliere regionale Santi Zappalà. Il processo, nato dall’inchiesta “Reale 6”, era tornato davanti ai giudici di secondo grado dopo un annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione nel 2021, limitatamente all’ipotesi di voto di scambio politico-mafioso. I giudici hanno quindi ribadito le pene decise dal Gup di Reggio Calabria il 5 maggio 2016: 4 anni e 3 mesi per Santi Zappalà, 4 anni per Giuseppe Antonio Mesiani Mazzacuva e 4 anni per Antonio Pelle (classe 1986). Disposta anche la condanna al pagamento delle spese processuali. Per conoscere le motivazioni della sentenza sarà necessario attendere il deposito, previsto entro 90 giorni. Secondo l’impianto accusatorio, in occasione delle elezioni regionali del 2010 Zappalà — già sindaco di Bagnara Calabra — avrebbe ottenuto il sostegno elettorale di ambienti riconducibili alla ’ndrangheta attivi tra San Luca e i comuni della zona, in cambio di circa 400 mila euro. Una parte della somma, pari a 100 mila euro, sarebbe stata destinata alla famiglia Pelle–Gambazza attraverso dieci assegni circolari da 10 mila euro ciascuno. L’accusa si è basata su un quadro investigativo costruito dai carabinieri del Ros, dal comando provinciale di Reggio Calabria e dalla guardia di finanza, oltre che su intercettazioni ambientali e attività tecniche che hanno coinvolto anche ex amministratori della Locride. Nella stessa giornata, la prima sezione penale della Corte d’appello ha definito anche il filone ordinario dell’inchiesta “Reale 6”. In riforma della sentenza del tribunale di Locri del 2018, i giudici hanno condannato Giuseppe Pelle (classe 1960), noto come “Gambazza”, e Sebastiano Pelle a 7 anni di reclusione ciascuno. Anche per questo secondo filone, le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.




