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Maxi processo Maestrale, il tribunale ribalta l’impianto accusatorio: assolti gli Stillitani e Pasqua, condannato Ciconte


Si chiude con un verdetto che ridisegna in parte il quadro accusatorio il processo di primo grado nato dalle operazioni antimafia Maestrale-Carthago, Olimpo e Imperium. Il tribunale ha pronunciato una serie di assoluzioni di rilievo, discostandosi in più punti dalle richieste avanzate dalla Direzione distrettuale antimafia.
Tra le decisioni più significative figurano le assoluzioni dei fratelli Francescantonio ed Emanuele Stillitani, imprenditori attivi nel settore turistico. Per Francescantonio Stillitani, già assessore regionale ed ex sindaco di Pizzo, la Procura aveva chiesto una condanna a nove anni di reclusione, mentre per il fratello Emanuele la richiesta era di otto anni. Il tribunale ha invece disposto l’assoluzione.
Assolto anche l’imprenditore Raffaele Corigliano, nei cui confronti la Dda aveva invocato una condanna a otto anni.
Di segno opposto la decisione relativa a Domenico Antonio Ciconte, riconosciuto colpevole e condannato a sedici anni di reclusione, un anno in meno rispetto ai diciassette richiesti dall’accusa.
Tra i proscioglimenti più rilevanti spicca quello di Cesare Pasqua, 77 anni, già direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia. L’ex dirigente era chiamato a rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso e corruzione aggravata dalle finalità mafiose, contestazioni per le quali la Procura aveva chiesto una condanna a quattordici anni. Il collegio giudicante lo ha assolto con formula piena, stabilendo che il fatto non sussiste.
La sentenza rappresenta il primo approdo giudiziario di uno dei più articolati procedimenti antimafia degli ultimi anni nel Vibonese. Trattandosi di un giudizio di primo grado, le decisioni potranno essere impugnate davanti alla Corte d’Appello, dove accusa e difesa avranno la possibilità di chiedere una nuova valutazione del caso.