VITO BARRESI / VOCE INDAGATO? SI DIFENDA MA NE TRAGGA LE DOVUTE CONSEGUENZE
Giu 21, 2026 - redazione
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Nel corso della campagna elettorale avevo assunto un impegno preciso davanti alla città: il primo atto deliberativo della mia sindacatura sarebbe stato il conferimento della cittadinanza onoraria di Crotone al Procuratore dr. Nicola Gratteri. Non si trattava di un gesto formale, ma di una scelta politica e morale chiarissima: dire da che parte deve stare Crotone. Dalla parte dello Stato, della giustizia, della lotta alla ‘ndrangheta, della trasparenza amministrativa. Oggi, invece, il primo grande fatto politico-giudiziario che coinvolge la nuova amministrazione guidata da Vincenzo Voce sarebbe un avviso di garanzia nei confronti dell’attuale e precedente sindaco. Naturalmente vale per tutti il principio costituzionale della presunzione di innocenza, e saranno gli organi competenti ad accertare i fatti. Ma il dato politico resta enorme. Durante la campagna elettorale siamo rimasti allibiti dal silenzio del sindaco Voce su temi decisivi. Un conto è parlare genericamente di legalità, magari insegnarla ai bambini nelle scuole elementari. Un altro conto è dire pubblicamente, con nettezza e senza ambiguità, che si è contro la ‘ndrangheta come ha fatto in ogni istante il sottoscritto. Noi lo abbiamo fatto. Lo abbiamo detto in campagna elettorale, con chiarezza. Abbiamo richiamato la necessità di una rottura netta con ogni sistema di potere opaco, con ogni zona grigia, con ogni ambiguità politico-amministrativa. Al contrario, non abbiamo ascoltato dal sindaco Voce parole forti contro la ‘ndrangheta, né abbiamo registrato un chiaro sostegno o una pubblica solidarietà al procuratore della Repubblica di Crotone in relazione all’inchiesta Teorema, che ha coinvolto anche figure di primo piano della precedente stagione politico-amministrativa cittadina, tra cui l’ex presidente della Provincia, consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia Fabio Manica. Questo è il punto politico. La legalità non può essere una formula educativa, né una parola buona per le cerimonie. La legalità, a Crotone, significa scegliere da che parte stare quando il potere viene chiamato in causa, quando la magistratura indaga, quando la ‘ndrangheta e le sue possibili relazioni con la politica impongono parole chiare. Crotone non ha bisogno di silenzi prudenti. Ha bisogno di coraggio istituzionale, di trasparenza, di una posizione netta e inequivocabile contro la ‘ndrangheta in rapporto sia al processo Glicine che all’inchiesta Teorema. Noi continueremo la nostra battaglia umana, politica, civile per liberare questa città da ambiguità, connivenze e omertà. Certi che dietro di noi c’è la trasparenza e davanti a noi c’è la libertà.




