Usura ed estorsione: intercettazioni e pedinamenti rivelano un sistema di prestiti con interessi usurari del 120%. Un arrestato e due indagati in stato di libertà

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uella scadenza mensile si era trasformata in un vero e proprio incubo per un piccolo
imprenditore locale, finito fin dal nel 2019 nella morsa dell’usura e dell’estorsione. II
25 marzo 2026, i Carabinieri della Compagnia di Girifalco, coadiuvati dai militari della
Stazione di Maida (CZ) e dallo Squadrone Carabinieri Eliportato Cacciatori “Calabria”
di Vibo Valentia, hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari nei
confronti di un 70enne del posto per il reato di usura emessa dal Tribunale di Lamezia
Terme.
L’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, attualmente
diretta dal Procuratore facente funzioni, e condotta dal Nucleo Operativo della
Compagnia di Girifalco, ha permesso anche mediante accertamenti tecnici di disvelare
la condotta usuraria dell’uomo che dopo aver prestato del denaro nel 2019 ad un
piccolo imprenditore agricolo ne aveva preteso la restituzione con un tasso del 120%.
Alle crescenti difficoltà della vittima di onorare il debito e alla conseguente denuncia
dello stesso presso la stazione carabinieri di Maida nel giugno 2025, sarebbero seguite
le minacce e la tentata estorsione da parte di altri due soggetti del luogo indagati nel
medesimo procedimento, i quali ripetutamente ingaggiavano la vittima allo scopo di
fargli ritirare la denuncia.
Contestualmente alla esecuzione della misura cautelare personale, i Carabinieri della
Compagnia di Girifalco hanno dato esecuzione anche al decreto di sequestro
preventivo, emesso dal GIP di Lamezia Terme m su richiesta della locale Procura della
Repubblica, relativo al profitto illecito direttamente riconducibile alla vicenda usuraria
oggetto di specifica contestazione cautelare. L’Ufficio di Procura ha proprio di recente
intensificato il ricorso agli strumenti normativi che hanno la funzione di aggredire
illecite accumulazioni di patrimoni.
Inoltre, la parallela attività di perquisizione locale ha consentito di rinvenire, nella
disponibilità del soggetto attinto da misura degli arresti domiciliari, la somma contante
di circa € 130.000,00, detenuto in un bidone riposto all’interno di un pollaio, che
l’interessato, come era emerso dalle intercettazioni, intendeva occultare murandola per
metterla definitivamente al riparo da possibili investigazioni. In relazione a tale
somma, pari a circa € 98.000,00, si è proceduto al sequestro preventivo in funzione
della confisca disciplinata dall’art. 240 bis cpp, che consente l’apprensione degli
elementi patrimoniali in relazione ai quali il soggetto indagato, per uno dei reati
ricompresi nell’elenco di cui all’art. 240 bis cp, non possa giustificare il collegamento
con redditi leciti, dichiarati al Fisco.
L’uomo al termine delle operazioni è stato ristretto ai domiciliari presso la propria
abitazione.