Un osservatorio per la Calabria e il Sud: incontro a Lamezia Terme

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E’ in programma per sabato 2 dicembre, a partire dalle ore 10.30 presso la sala Sintonia di Progetto Sud a Lamezia Terme, l’incontro da titolo “Mezzogiorno – Analisi e discussione sul Sud e la Calabria”, al quale parteciperanno studiosi, ricercatori, intellettuali, provenienti da tutta Italia.

I lavori saranno aperti da don Giacomo Panizza, fondazione di Progetto Sud, mentre l’introduzione sarà a cura del prof. Piero Bevilacqua. Sono previsti contributi di G. Agosteo, F. Arminio, A. Barbanente, T. Barillà, F. Blandi, R. Budini Gattai, A. Cavallo, P. Caprari, T. Ceravolo, D. Cersosimo, A. Costabile, M. Covello, S. Del Bianco, P. De Vivo, A. Di Maio, I. Dominijanni, P. Fantozzi, D. Fruncillo, M. Galati, D. Gattuso, G. Lamanna, L. Marchetti, S. Marzetti, V. Mete, L. Pandolfi, T. Perna, G. Pierino, F. Prota, D. Rizzuti, F. Rubbettino, S. Russo, B. Sangineto, F. Santopolo, E. Scandurra, A. Sposato, M. A. Teti, V. Teti, M. Vallone, M. Veltri, G. Viesti, C. Villani, A. Viscomi, A.Vitale, A. Ziparo. Hanno inoltre aderito Fabrizio Barca, Carmine Donzelli, Salvatore Settis, Tommaso Montanari.

«C’è una ragione preliminare – spiega Piero Bevilacqua – che ci spinge a chiamare a raccolta intellettuali, operatori culturali, uomini e donne di studio per discutere intorno al Mezzogiorno dei nostri giorni. Ed è una ragione innanzi tutto culturale, resa tuttavia urgente dal dramma sociale, dalla disperazione in cui si dibatte oggi una parte non piccola delle popolazioni meridionali. E tuttavia il Sud non è solo arretratezza e stagnazione. C’è bisogno allora di una nuova visione e di nuovo linguaggio. Dunque il nostro primo compito è tentare di fornire una immagine non stereotipata delle condizioni del Sud oggi. Il secondo è di proporre una qualche indicazione di prospettiva, rispondente ai bisogni reali delle nostre popolazioni, che si faccia largo nella vita pubblica e che influenzi e condizioni positivamente le forze politiche. Per realizzare tale ultimo fine – è la sua conclusione – è ovvio che non può bastare una giornata di discussione tra studiosi e uomini di cultura. Occorrerebbe l’ardimento di pensare a uno strumento istituzionale leggero, ma stabile, una sorta di Osservatorio del Sud, che costantemente rappresenti, in termini analitici e culturali le ragioni di questa parte d’Italia, ma senza mai perdere di vista le ragioni dell’intero Paese».