Un gesto di vita nel ricordo di Silvio Favale: tre defibrillatori donati alla comunità

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Aveva 46 anni Silvio Favale, infermiere di cardiochirurgia conosciuto e stimato da colleghi, pazienti e amici per la sua straordinaria professionalità e per quella capacità rara di unire competenza tecnica e umanità. È stato trovato senza vita nella sua abitazione lo scorso 11 aprile. Accanto a lui, soltanto il suo cane. Una notizia che ha colpito profondamente quanti lo avevano conosciuto nei reparti ospedalieri dove aveva lavorato nel corso degli anni.
Per molti, Silvio Favale non era soltanto un infermiere. Era “l’infermiere per eccellenza”, un punto di riferimento capace di intervenire con lucidità, dedizione e grande senso del dovere. Nei diversi reparti in cui ha prestato servizio ha contribuito a salvare centinaia di vite, lasciando un ricordo indelebile tra colleghi e pazienti.
Da quel dolore è nata una catena spontanea di solidarietà promossa da amici, colleghi e cittadini comuni, che hanno deciso di trasformare il ricordo di Silvio in un gesto concreto destinato a continuare nel tempo la sua opera di aiuto e assistenza.
Grazie alla raccolta fondi saranno infatti donati tre defibrillatori alla città e a due realtà impegnate quotidianamente nel sociale e nell’assistenza sanitaria: l’Istituto Papa Giovanni XXIII e la Croce Rossa.
Il primo dispositivo sarà consegnato nella mattinata del 30 maggio nella sede dell’Istituto Papa Giovanni XXIII di San Giovannello, quartiere al quale Silvio era particolarmente legato. Alla cerimonia prenderanno parte il consiglio di amministrazione dell’istituto, i familiari, gli amici e numerosi colleghi che hanno condiviso con lui il lavoro e l’impegno professionale.
L’iniziativa sarà accompagnata anche da un momento formativo. Grazie all’associazione Help, guidata da Giuseppe Casile, venti professionisti sanitari seguiranno un corso dedicato all’utilizzo del defibrillatore e alle pratiche di primo soccorso, con l’obiettivo di diffondere sempre di più la cultura della prevenzione e dell’intervento tempestivo.
Un modo per trasformare il dolore in speranza e per fare in modo che il nome di Silvio Favale continui a vivere attraverso strumenti capaci di salvare altre vite, proprio come lui ha fatto ogni giorno nel suo lavoro.